Accordo per il ribaltamento a mare di Sestri Ponente


La sede della Fincantieri a Trieste

Nella giornata del 14 maggio u.s., è stato siglato l’accordo tra la Regione Liguria, il Comune di Genova, le società Fincantieri ed ENI-Porto Petroli, le Ferrovie dello Stato, l’Autorità di Sistema Portuale, la Marina Aeroporto, la Capitaneria di Porto ed il Corpo Piloti per la realizzazione delle opere di ribaltamento a mare che prevedono l’imponente ampliamento del cantiere Fincantieri di Sestri Ponente.
Nell’ambito di questo accordo-quadro è stato specificato che l’ampliamento del cantiere, dovuto alle necessità di sviluppo di Fincantieri, dovrà comportare il minimo impatto possibile sull’operatività delle altre imprese presenti nell’area del bacino di Sestri Ponente e non dovrà interferire con l’attività della stessa Fincantieri.
In particolare, l’ampliamento del cantiere di Sestri Ponente permetterà la costruzione di navi con lunghezza sino a 400 metri e di oltre 170.000 tonnellate di stazza; le opere prevedono lo spostamento a monte della linea ferroviaria e la ricostruzione delle officine di prefabbricazione che, al contempo, saranno oggetto di ammodernamento.
Le opere saranno realizzate in più lotti e sarà eseguita anche la sistemazione idraulica del Rio Molinassi il cui alveo verte sull’area interessata.
I costi previsti sono pari a 600 milioni di euro di cui già 100 milioni sono resi disponibili. L’inizio dei lavori, eseguiti sotto il controllo di una cabina di regia formata da tutti gli enti pubblici e privati interessati, potrebbe essere fissato a settembre o non più tardi della fine del presente anno.
Si pensa di reimpiegare i detriti prodotti dallo smantellamento del Ponte Morandi per le opere di ribaltamento a mare.
L’ampliamento del cantiere di Sestri Ponente permetterà a Fincantieri di poter costruire unità molto più grandi rispetto a quelle realizzate attualmente negli stabilimenti italiani, portandola a poter competere con le altre realtà europee, tra cui i Chantiers de Atlantique di Saint Nazaire, già STX France oggetto di un tormentato accordo tra la società triestina e lo Stato Francese, che possiedono il bacino di costruzione più lungo nel Vecchio Continente, nonché con gli altri players mondiali.

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