I veicoli svedesi da trasporto e combattimento della fanteria dal dopoguerra ad oggi (Parte Prima)


La Svezia ha, da sempre, avuto una industria militare efficiente e capace di sfornare mezzi adeguati ai tempi. Peraltro, fu una delle prime nazioni europee (malgrado le grandi dimensioni territoriali, ma il basso numero relativo di abitanti) a sviluppare l’arma corazzata, fin dalla fine della prima guerra mondiale.

L’industria meccanica svedese, storicamente molto sviluppata, spinta da un governo che voleva comunque mantenere la neutralità che già vi era stata nella prima guerra mondiale, sviluppò molti mezzi, anche piuttosto rivoluzionari, per fornire le proprie truppe corazzate di veicoli adatti al difficile terreno svedese, alla sua particolare forma di difesa del territorio, e con la esatta percezione del fatto che i nemici, qualsiasi fossero, sarebbero stati rappresentati da forze numericamente superiori a quelle della difesa.

In questo senso, i mezzi sviluppati furono, quasi sempre, espressione di una ricerca di superiorità, o almeno di pareggio, qualitativo, con grande enfasi su mobilità, protezione del mezzo e del personale, e potenza di fuoco.

In questo primo articolo, parleremo del veicoli trasporto truppe svedesi, in alcuni casi veri e propri VCI ‘ante litteram’, proprio per evidenziare la ricerca industriale e militare su veicoli che rappresentassero quanto indicato sopra.

  • I primordi.
Terrängbil m/42 KP (Tgbil m/42)

Il primo veicolo, propriamente studiato e prodotto come veicolo trasporto truppe corazzato, fu il Terrängbil m/42 KP (Tgbil m/42). Progettato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, era in sostanza un telaio Volvo o Scania 4×4 con montata sopra una sovrastruttura corazzata della AB Landsverk,  dotata di piastre di corazza saldata di spessore compreso tra 8 e 20 mm (ovviamente lo spessore maggiore era quello frontale) anche opportunamente inclinate.  L’equipaggio era di due uomini, e potevano trasportare 16 soldati.

Naturalmente, si trattava di mezzi “primitivi”: il vano di trasporto non era coperto con una corazzatura, ma da un telone (il che lo rendeva vulnerabile a bombe a mano, colpi di mortaio ecc.), anche se consentiva un comodo fuoco da bordo, agevolato anche dalla capacità di ribaltare verso l’esterno la parte superiore delle pareti laterali. Il modello Scania disponeva anteriormente anche di un verricello per l’autorecupero, capace di tirare sia in avanti che all’indietro del mezzo, mentre il modello Volvo disponeva solo della trazione verso l’anteriore.

Il mezzo, che era chiaramente una trasformazione civile, non era certo facile da guidare: a portelli chiusi la visibilità era ridottissima, non c’era servosterzo, il cambio non era sincronizzato… l’installazione dell’armamento (una mitragliatrice binata da 7.62, raffreddata ad acqua, modello W\36) peggiorò ancora le cose, aumentando il peso di 500 kg e riducendo oltremodo la capacità di carico.

Mezzo abbastanza improvvisato, ebbe però grande impiego e fu molto apprezzato nelle missioni ONU in Africa, Cipro, e la stessa ONU ne acquistò una quindicina fornendoli ai battaglioni indiani e irlandesi.

  • L’evoluzione

Già durante la Seconda Guerra Mondiale, gli eserciti impegnati avevano compreso la necessità di veicoli che fornissero protezione alle truppe nel trasferimento per la battaglia, fino al suo inizio, ma possibilmente anche in alcune fasi della stessa, ovvero, veicoli che potessero partecipare attivamente ad alcune fasi di fuoco e movimento, fornendo fuoco di appoggio e protezione ai trasportati.

Il Tgbil\42 non era chiaramente in grado né di fornire una capacità di mobilità in grado di tenere il passo con i carri armati, né assicurava quegli elementi minimi di protezione (il tetto aperto, ecc) tali da consentire una realistica possibilità di utilizzo su di un campo di battaglia complesso con prospettive di sopravvivenza.

I primi studi si orientarono, quindi, verso la trasformazione dello  Strv m / 41, ovvero il carro leggero THN cecoslovacco prodotto su licenza fin dal 1941.

Era però evidente che la trasformazione del telaio Strv m / 41 non consentiva spazio sufficiente per trasportare tutte le attrezzature necessarie, né era anfibio e non vi erano abbastanza carri disponibili per ottenere un numero di mezzi sufficiente alla bisogna.

uno dei prototipi del Strv m/41

Ciò nonostante, si decise di procedere alla trasformazione, come mezzo “ad interim” in attesa dello sviluppo di un mezzo espressamente progettato.  Nel 1960 fu ordinata la conversione, e, ad inizio del 1962, i mezzi erano pronti: 185 Pansarbandvagn trasporto truppe (Pvb 301), 20  Stridsledningspansarbandvagn 3011 (Slpbv 3011) veicolo comando, 15 Eldledningspansarbandvagn 3012 (epbv 3012) veicolo da osservazione per il tiro. Peraltro, i mezzi delle tre versioni citate erano indistinguibili dall’esterno, se non per una diversa conformazione delle antenne, che li rendeva molto “furtivi” sul campo di battaglia.

Il motore del vecchio carro venne sostituito con un diesel boxer SFA di Trollhättan (Svenska Flygmotor AB) da 150 cv, mentre l’aspetto davvero notevole era la torretta a comando remoto armata di un cannone 20 mm m / 42B precedentemente imbarcato sul  velivolo da caccia JAB J 21°, con capacità di fuoco pari a 300 colpi al minuto. la torretta con il 20mm

Nell’aprile del 1963, tutte conversioni ordinate erano state consegnate. Il Pbv 301 aveva due membri dell’equipaggio con il capo-carro e l’autista. Nella parte posteriore,  erano trasportati otto soldati completamente equipaggiati, quattro dei quali potevano combattere da due botole sul  tetto con apertura  a molla che venivano aperte a mano. Il peso del veicolo era di 11,7 tonnellate e arrivava a una velocità di 45 km / h. Era possibile guadare una profondità di 1,5 m ma con preparazione per prese d’aria e di scarico, cosa che peraltro aumentava notevolmente il peso in avanti.

I fanti trasportati. Notare le PM Carl Gustav 9mm

un PBV301 in esercitazione

Mezzo di transizione, e costruito per trasformazione (e quindi, necessariamente, in un ridotto numero di esemplari), fu distribuito all’epoca alle 6 brigate corazzate, ma visto il ridotto numero disponibile che avrebbe impedito di distribuirlo a tutti i 18 battaglioni di fanteria corazzata, fu distribuito solo a un battaglione per brigata, con gli altri due che restarono su KP o camion ordinari.

La sua carriera fu breve, e si concluse nel 1971, con l’entrata in servizio del PKV302: Era peraltro un mezzo che, essendo per certi aspetti rivoluzionario, soffrì di diversi difetti, come una frizione durissima, una difficoltà enorme a manovrare in acqua anche con piccole correnti (cosa peraltro comune a tutti i veicoli ‘anfibi’ che anfibi non sono, come anche il nostro M113….) e aveva una spiacevole tendenza allo scingolamento su terreni rocciosi.

La mancanza progressiva di pezzi di ricambio fece il resto, ma fu comunque un mezzo importante nella transizione verso veicoli e tattiche molto evolute.

  • La maturità

Le esperienze con il Pvb 301 avevano consolidato le richieste dell’Esercito Svedese riguardo ai nuovo mezzi per la fanteria. Queste, a inizio 1963, erano diventate:

– Il   mezzo doveva essere in grado di trasportare truppe sotto protezione tra diversi luoghi sul campo di battaglia, con almeno la stessa mobilità del nuovo carro (Strv 103);

-L’ equipaggio doveva essere in grado di combattere dal veicolo;

-I veicoli dovevano essere in grado di affrontare truppe non protette, altri veicoli corazzati, aerei lenti e imbarcazioni da sbarco;

-Il       veicolo  doveva poter galleggiare senza apparecchiature aggiuntive e con preparazione molto semplice.

La ‘coppia’ corazzata svedese anni 60\70

Venne, come tradizione, aperta una gara con veicoli  dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Austria, dalla Germania Ovest, dall’Unione Sovietica, dagli Stati Uniti e dal Canada. Le proposte concettuali di massima furono sviluppate da AB Landsverk a Landskrona e Hägglunds & Söner AB a Örnsköldsvik (due diverse opzioni). La scelta finale fu, tuttavia, tra l’americano M113 e un nuovo veicolo progettato dalla Hägglunds.

Dopo un’analisi approfondita del gruppo di studio per il fuoco diretto presso il personale dell’Esercito (MUR / S2), fu valutato che l’M113 sarebbe stato troppo costoso da ricostruire: i portelli sul tetto azionati idraulicamente per consentire il tiro dal veicolo costituivano uno dei requisiti più importanti. Tuttavia, un M113 fu preso in prestito nel marzo 1962 per prove comparative e fornì preziose informazioni che furono di grande utilità nello sviluppo di quello che sarebbe poi diventato l’Armored Bandwagon 302.

Nell’ottobre del 1961, Hägglunds fu incaricata di produrre due prototipi (numero 924 e 925) – uno per l’uso nelle prove tecniche dei veicoli e un altro per gli studi tecnici di combattimento. I veicoli di prova furono pronti l’anno successivo. Hägglunds aveva convertito un motore diesel orizzontale da Volvo (TD100) in “versione orizzontale a pistoni contrapposti”, che consentiva un layout unico con l’equipaggio composto da capocarro, conducente e tiratore messi frontalmente uno accanto all’altro nel veicolo (nell’ordine dalla destra). 

Ispirati alla configurazione generale del M113, i prototipi erano dotati di una rampa ribaltabile sul retro, ma presto si scoprì che la discesa dal mezzo poteva essere eseguita più rapidamente se invece fossero state utilizzate due porte posteriori. L’armamento consisteva in un cannone automatico  da 20 mm Hispano-Suiza, che in precedenza armava l’aereo da caccia SAAB J 29 “Tunnan”. Fu integrato in una piccola torre – una soluzione resa possibile da un ingegnoso congegno meccanico appositamente studiato. La torre ebbe un tale successo che Hägglunds la vendette anche per l’esportazione in Svizzera (c’erano molti cannoni perché c’erano 4 pezzi in ognuno dei 650 “Tunnan”) e gettò le basi per l’esperienza tecnica della compagnia in questo tipo di armi.

La torretta e il cannoncino Hispano Suiza da 20mm

L’ordine per una prima serie di Pbv 302 arrivò ad Hägglunds nel gennaio 1963. Il bassissimo costo per veicolo – 233.000 SEK – veniva ottenuto utilizzando sottosistemi già disponibili sul mercato civile (motore e cambio) nella progettazione e parti che erano in produzione in grandi serie per veicoli da combattimento leggeri stranieri .

la linea di produzione

Il 25 febbraio 1966, il primo veicolo di serie (n. 4002) fu consegnato al P 1 a Enköping. Erano passati solo 4 anni e mezzo da quando a Hägglunds era stato affidato l’incarico di iniziare il lavoro di sviluppo, una sfida  difficile da raggiungere e vincere. Le consegne di Pbv 302 proseguirono fino al 1972. In quel periodo, un ulteriore ordine si era aggiunto per la fabbricazione di altre quattro varianti del veicolo. In totale, 518 Pbv 302 furono costruiti nella versione di trasporto truppe e 126 in versioni speciali – 69 comando (Stripbv 3021), 48 per il controllo del fuoco (Epbv 3022) e 9 come veicoli comando di batteria (Bplpbv 3023).

Parallelamente alla produzione di Pbv 302,  Hägglunds sviluppò anche altri tipi di veicoli da combattimento, che in parte utilizzavano lo stesso tipo di componenti  – il veicolo soccorso 82, ponte 941 e Ikv 91 semovente controcarri.

Pbv 302 A – la versione di trasporto truppa

Pbv 302 era realizzato in acciaio completamente saldato. La costruzione a doppio scafo nei lati conferiva agli otto soldati della squadra trasportata un’ulteriore protezione balistica (non ultimo contro gli effetti secondari contro cariche cave) e la corazza cava aumentava la galleggiabilità. Frontalmente, Pbv 302 resisteva a proiettili normali da 20 mm. Nel complesso, si riscontrò che il veicolo godeva di una protezione migliore rispetto ai mezzi similari contemporanei come il britannico FV 432 e lo statunitese M113.

 Pbv 302 in azione

Peraltro, essendo la capacità di carico limitata a 1200 kg, il veicolo poteva essere facilmente sovraccaricato, il che significava che non aveva più alcuna capacità anfibia. In casi normali, invece, la capacità anfibia era presente e il veicolo era pronto in pochissimo tempo (le pompe di sentina devono essere avviate e una piastra frangiflutti sollevata nella parte anteriore, in modo analogo al M113) – la propulsione nell’acqua avveniva con i cingoli.

La squadra sbarca dal Pbv 302

Il team di combattimento  sul retro era sistemato con tre uomini su ciascun lato lungo le pareti e uno di fronte all’altro, con il capo gruppo e il suo vice con le schiene che davano verso le  due porte posteriori. Come da specifiche, le due botole sul tetto del vano di combattimento si aprivano per consentire l’utilizzo delle armi da bordo.

Il Pbv 302 era predisposto per montare un sistema NBC, ma in realtà non ne fu mai dotato. Il veicolo era anche predisposto per l’illuminazione a infrarossi per autista e capocarro, ma nemmeno queste apparecchiatture furono mai montate.

in movimento con i fanti pronti al fuoco.

Il cannone da 20 mm funzionava a recupero di gas. Poteva sparare sia a colpo singolo che automatico (8-9 colpi al secondo). Il cannone era puntato a mano e questo poteva essere fatto a due velocità. La torre poteva essere ruotata di 360 ° ed il cannone aveva un alzo di  -10 ° e  + 50 °, alzo che consentiva il tiro contraereo contro bersagli lenti. Il periscopio di tiro, con una scala a barre balistiche, aveva un ingrandimento di 8 volte e permetteva di tirate a distanze fino a circa 2000 metri. Una batteria di nebbiogeni a sei tubi era posizionata sopra il portello destro posteriore.

Il motore diesel a 6 cilindri, che Hägglunds aveva convertito da un motore civile per meno di un milione di corone, fu messo insieme con la trasmissione manuale in posizione anteriore (Volvo in seguito fece di questo un motore per bus standard nella sua gamma). Il consumo di carburante era di circa 9-10 litri per miglio durante la guida normale e la velocità massima era di 66 km /h.

La versione standard del Pbv 302 era equipaggiata con uno o due radio Ra 421 (in seguito con Ra 480) e un sistema telefonico operativo e locale.

Con piccole modifiche, lo spazio di trasporto posteriore poteva essere utilizzato per il trasporto di merci fino a 2 tonnellate (in sovraccarico) o per il trasporto di 4-6 feriti.

Stripbv 3021

Il primo blindato comando fu consegnato alla fine di dicembre del 1966. In questa versione del Pbv, lo spazio posteriore del carro fu usato per ospitare cinque-sei operatori. Nella prima versione, queste erano collocate su sedie attorno ad un tavolino per carteggio (quattro sedie sul lato sinistro e una sedia sul retro a destra). Il carrello era dotato di quattro stazioni radio di tipo Ra 421 e Ra 180 – identificabili sulle quattro antenne. Inoltre, c’era una connessione per due collegamenti via cavo.

Lo Stripbv 3021 faceva parte dell’organizzazione di gestione delle brigate meccanizzate a livello di battaglione e brigata ed era, quindi, utilizzato dai comandanti. 

 Epbv 3022

La versione controllo di fuoco era stata appositamente progettata per consentire il rapido supporto al fuoco da fornire reparti corazzati durante la manovra. Ciò era stato reso possibile dal fatto che gli osservatori potevano essere trasportati su un veicolo che aveva la stessa mobilità sul  terreno degli altri veicoli da combattimento. Con l’aiuto dell’equipaggiamento di Epbv 3022, l’osservatore agiva vicino alla linea del fronte, con possibilità di correggere il tiro in maniera molto veloce, tramite l’osservazione diretta.    

Nello spazio posteriore di Epbv 3022, c’era spazio per tre operatori disposti su una panchina lungo il lato destro della compartimento e davanti a loro un tavolo da lavoro. Il responsabile del team era seduto nel posto del capocarro, che era stato dotato di una poltroncina che poteva essere ruotata di 345º, all’interno di una cupola corazzata.  Le connessioni radio erano state mantenute con tre radio (Ra 421/480) e due collegamenti via filo – cioè tre antenne.

 Epbv 3022

Bplpbv 3023

Fu prodotta anche una versione comando di batteria del veicolo – Bplpbv 3023. Questo Pbv 302 appositamente equipaggiato era destinato a far parte dei reparti artiglieria Norrland che comandavano i reparti semoventi (15,5 cm Bkan 1). C’erano poi tre Pplpv 3023 per compagnia comando di artiglieria. 

Il design di Bplpbv 3023 somigliava in gran parte a Epbv 3022, ma senza la speciale cupola di osservazione. Accanto all’equipaggio (capo-carro, tiratore e autista) potevano imbarcare un totale di sette uomini. Il carrello aveva quattro stazioni radio e un calcolatore di dati di tiro. L’equipaggiamento extra del mezzo, era trasportato in parte sul tetto, rendendo impossibile l’apertura delle botole.

Un Pbv302 in galleggiamento

Organica

I Pbv302 erano utilizzati nelle Parsarbrigad 63 (ovvero le brigate corazzate tipo 1963).

Qui sotto, l’organigramma di queste interessanti unità, che come si nota avevano un numero notevole di Pbv302 in varie versioni.

 Prova di resistenza al fuoco sullo Pbv 302

Alla fine degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70, furono eseguiti test di perforazione su due Pbv 302 pienamente operativi per indagare, tra le altre cose, sulle debolezze e sulla possibilità di riparazione dopo i colpi subiti. Questi esperimenti fornirono informazioni estremamente preziose che furono utilizzate anche quando i carri vennero successivamente sottoposti a fuoco durante missioni all’estero:

  • Il proiettile di carro da 10,5 cm ha causato molte schegge se ha colpito componenti duri dopo la penetrazione (penetrazione totale);
  • L’effetto di una granata esplosiva corazzata di 8,4 cm è stato limitato a causa del doppio scafo e del carburante diesel nei serbatoi;
  • Quando le munizioni esplodevano a una distanza di 15 m, fu solo una scheggia da granata esplosiva di 15,5 cm che in casi eccezionali poteva penetrare nel vano di combattimento (non quelle da 10,5 cm e 8,4 cm);
  • L’effetto dei proiettili di 20-30 mm penetrati attraverso la corazza anteriore era limitato, tuttavia, la perforazione era certa se si veniva colpiti da aerei sul tetto;
  • Effetto di mine da 7-10 kg anticarro: distruggono il mezzo (5 kg di esplosivo sotto il fondo sono stati generalmente considerati per colpire il personale all’interno);
  • L’effetto del napalm potrebbe ridursi se il filtro dell’aria non si accendesse e la ventola del condizionatore si fermasse automaticamente in caso di incendio;
  • Un’onda d’urto d’aria proveniente da una carica di nucleo tattica di 5 chilotoni e 500 metri ha fatto staccare solo l’equipaggiamento esterno – il veicolo normalmente non si è rovesciato;

Veicoli in missione ONU in Kosovo

Quando nel maggio 1993 divenne chiaro che il Pbv 302 doveva essere usato dal battaglione delle Nazioni Unite svedese che doveva essere inviato in  Bosnia, FMV fece un rapido studio sulle possibilità di aumentare il livello di protezione del carro contro il fuoco di medio e calibro e contro le armi corazzate. Ciò portò all’ammodernamento di 50 carri in 3 settimane dotati di un rivestimento interno in fibra di vetro prima di essere inviati nella zona di guerra nel settembre dello stesso anno. Una volta sul posto in Bosnia, una corazza esterna a base di ceramica fu successivamente montata sui veicoli. Queste misure protettive, per un peso totale di circa 800 kg, si dimostrarono utilissime in quanto in diversi casi salvarono il personale trasportato dal mezzo colpito da armi o da mine.

Pbv302 saltato su una mina

Nel corso degli anni, il Pbv 302 si evolse in un sistema di veicoli da combattimento molto apprezzato e affidabile: Il veicolo era percepito come un successo, ed Il motore era affidabile e durevole. Era facile da guidare, l’accessibilità molto buona e i costi operativi relativamente bassi. Col tempo, tuttavia, il sistema di veicoli da combattimento divenne sorpassato e necessitava di più cura dei veicoli moderni.

Nel 2005, una decisione è stata presa su una parte della radiazione di 160 carri – una decisione che è stata seguita nel 2007 con la messa in riserva di ulteriori 210 veicoli. E’stato deciso alla fine del 2009 di radiare 360 esemplari delle versioni B – solo le versioni C (escluse le versioni 3023 e 3025)sono rimaste in servizio fino al 2016-2018.Un’analisi approfondita è stata condotta nel 2007 da FMV per studiare le possibilità di estendere nuovamente il sistema per 20 anni con una nuova trasmissione, nonché una migliore protezione e armamento. La conclusione è stata che il rimodellamento totale richiesto per il veicolo per soddisfare il futuro non era economicamente giustificabile.

(Se non specificato le foto si intendono di libera disponibilità ai fini dei diritti d’autore)

(Tutti i diritti riservati)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *