F-35 e USS Ford: facciamo chiarezza


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Negli ultimi giorni alcune testate giornalistiche nostrane hanno rilanciato a gran voce la notizia dell’incompatibilità dell’F-35 ad operare con la nuova classe Ford della Marina degli Stati Uniti.

Ma ciò corrisponde al vero? E’ necessaria una doverosa premessa. La classe Gerald R. Ford è pensata per sostituire le super-portaerei della classe Nimitz, apportando un incremento delle capacità belliche della nave (da un massimo di 240 a 270 missioni al giorno) ed una diminuzione delle spese anche grazie alla riduzione del personale a bordo.

La prima unità delle dieci previste, la USS Gerald R. Ford (CVN-78), è stata varata nell’ottobre 2013 presso i cantieri Northrop Grumman di Newport e commissionata dal Presidente Trump nel luglio 2017 con quasi due anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

A causa dei ritardi accumulati anche il costo è lievitato, arrivando a lambire la soglia dei 13 miliardi di dollari; due miliardi e mezzo in più rispetto al preventivato.

Questo deciso rincaro ha portato il Congresso a richiamare ad una corretta gestione del programma l’US Navy, la quale, ha accettato di prendere in servizio la portaerei Ford ancor prima che fosse ultimata, per poter sostenere negli anni successivi i costi necessari all’acquisizione di nuove capacità.

Tra queste capacità  è prevista anche la possibilità di operare con l’F-35C. Il motivo di posticipare tale scelta è peraltro compatibile con le tempistiche del programma JSF.

Infatti, l‘F-35C ha raggiunto l’IOC (Capacità Operativa Iniziale) solamente il primo marzo del 2019 ed il  primo dispiegamento è previsto non prima del 2021 sulla portaerei classe Nimitz, USS Carl Vinson.

E’ notorio, inoltre che entrambe le classi, Nimitz e Ford, possano strutturalmente operare, lanciare e recuperare l’F-35C, anche se necessitano di alcune modifiche.

Peraltro, nemmeno tutte le portaerei classe Nimitz possono operare appieno l’F-35C;  la sola USS Abraham Lincoln (CVN-72) è in grado di impiegarlo mentre la USS Carl Vinson è attualmente ai lavori in cantiere per una serie di aggiornamenti tra i quali è prevista proprio la capacità estesa di operare il JSF.

Si arriva quindi alle odierne polemiche con la sottocommissione Seapower and Projection Forces della House Armed Services che nel 2020 National Defence Authorization Act ha bandito la US Navy dall’ accettare in servizio la CVN-79 Jonh F. Kennedy se questa non è in grado di impiegare gli F-35C (la Kennedy dovrebbe essere commissionata nel 2024). Ma questo non è altro che il risultato del voler mantenere il budget dentro un limite prefissato. La classe Ford supera per capacità ciò che “le Nimitz” possono fare. La gestione dello spazio del ponte di volo e degli hangar, gli elevatori , i sensori, le “contese” catapulte EMALS, il nuovo sistema di arresto dei velivoli in atterraggio (AAG), il nuovo radar, etc sono soluzioni tecnologiche mai testate prima né dagli Stati Uniti né tantomeno da nessuna altra marina al mondo e sono soggette ad incorrere in problemi inaspettati. D’altronde le nuove tecnologie sono così, il lato positivo di essere uno o due (o forse più) passi avanti rispetto ai concorrenti ma la possibilità di trovare problematiche mai affrontate prima è alta.

Secondo la US Navy le modifiche per la CVN-78 (Ford) e la CVN-79 (Kennedy) sono in programmazione per una futuro aggiornamento quando saranno in procinto di ricevere i primi esemplari di F-35C. Le CVN-80 (Enterprise) e CVN-81 (ancora senza nome) usciranno dal cantiere navale già dotate delle necessarie modifiche. Non resta che vedere se la US Navy cambierà programmi immettendo in servizio la Kennedy già Fully F-35C Capable.

In sintesi: allo stato attuale, giugno 2019, l’F-35 è compatibile con la CVN-78 ma non per eseguire lunghi rischieramenti i quali comunque non sarebbero possibili dato che la versione -C del JSF sarà impiegata per la prima volta solamente tra due anni e sulla USS Carl Vinson. I problemi delle neonate portaerei classe Ford si stanno risolvendo, il radar (dichiarato fino a poco tempo fa come limitato) ha eseguito la scorsa settimana una doppia intercettazione missilistica e la maturità dei sistemi EMALS e AAG verrà incrementata la crescere dell’esperienza accumulata. Noi di Ares, come sempre, aspettiamo prima di dare verdetti su questioni così complesse, quando tutti i pezzi del puzzle saranno al loro posto sarà possibile trarre un bilancio che possa essere il più possibile reale, accurato e giusto.


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