Ne rimarrà uno solo, l’Aeronautica Indiana nel 2019


U.S. Air Force Gen. CQ Brown, Jr., Pacific Air Forces commander, discusses his orientation flight in an Indian Air Force Mirage 2000 at Cope India 19 at Kalaikunda Air Force Station, India, Dec. 14, 2018.

La prima metà del 2019 per l’Aeronautica Militare Indiana è stata segnata da un allarmante numero di incidenti. In poco più di sei mesi sono stati persi dieci velivoli, di cui l’ultimo precipitato il 4 giugno; cinque dei quali concentrati in soli ventuno giorni. A titolo di raffronto, nell’intero 2018 fu perso lo stesso numero di aerei (due Su-30, quattro Mig-27,due SEPECAT Jaguar, un Hawk ed un Mig-21):

  • 28 gennaio: un SEPECAT Jaguar si schianta vicino al villaggio di Kushnagar nel distretto Uttar Pradesh. Il pilota si salva lanciandosi
  • 1 febbraio: un Mirage 2000, recentemente aggiornato dalla HAL, si schianta subito dopo il decollo durante il volo di accettazione. Entrambi i piloti periscono nell’incidente
  • 12 febbraio: un Mig-27 si schianta durante una missione di addestramento presso il poligono di Pokhran
  • 19 febbraio: due BAE Hawk collidono in volo durante una manifestazione aerea. Un pilota perde la vita mentre altri due rimangono feriti
  • 27 febbraio: un Mi-17 precipita a Budgam uccidendo tutte e sei le persone a bordo. L’elicottero è stato abbattuto da fuoco amico
  • 27 febbraio: un Mig-21 precipita in seguito all’abbattimento da parte delle forze armate pakistane. Il pilota si lancia e viene tratto in arresto.
  • 8 marzo: un Mig-21 precipita vicino Bikaner. Il pilota si lancia salvandosi
  • 31 marzo: un Mig-27 precipita a Sirohi. Il pilota è in grado di eiettarsi
  • 4 giugno: un An-32 durante un volo di trasferimento si schianta sulle montagne. Perdono la vita 13 persone

L’Aeronautica Militare Indiana continua a mantenere in linea di volo aerei come i Mig-21 (primo volo 1955), i Mig-27 (primo volo 1970) ed il SEPECAT Jaguar (primo volo 1968) che sono ormai arrivati abbondantemente alla fine della loro vita operativa. Peraltro, gli incidenti non sono solo circoscritti a queste vetuste macchine ma anche a velivoli un più recenti come il Mirage 2000, il Bae Hawk o il nuovo Sukhoi Su-30 MKI. L’India è accreditata di possedere circa 600 velivoli tra caccia, addestratori e bombardieri. Ciò vuol dire che in soli 19 mesi si è incidentato il 3,33% di tutta la flotta.

Questo sottolinea due aspetti principali che deve affrontare l’aeronautica indiana.

La prima necessità è sostituire le macchine ormai obsolete con velivoli più moderni in tempi ragionevoli. Invece, anche con il contratto per la fornitura dei Rafale permane una situazione di stallo.

Il programma di acquisizione dell’aeronautica per 150 velivoli, ormai in dirittura di arrivo, potrebbe andare incontro a numerosi ritardi poiché la scelta dell’India di dotarsi dei sistemi di difesa aerea S-400 potrebbe pregiudicare le relazioni con gli Stati Uniti che vedono nel progetto di Lockheed dell’F-21 (versione modificata di un F-16) la scelta migliore.

La seconda necessità è revisionare in maniera profonda i metodi addestrativi e manutentivi degli aerei. Rispetto agli anni passati, la IAF è stata coinvolta in operazioni di ben più ampio respiro. I suoi avversari naturali, Pakistan e Cina, sono dotati di tecnologie avanzate e, se l’India vuole dotarsi di aerei tanto recenti quanto prestazionali, deve necessariamente progredire anche nell’addestramento.


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