Il programma EURODRONE nella bufera


l programma Eurodrone è in piena bufera. Il Ministero della Difesa di Parigi non è per nulla soddisfatto della prima proposta finanziaria, giudicata troppo costosa, presentata alla fine di maggio all’OCCAR (Joint Organization for Cooperation in Armament) dal consorzio industriale formato da Airbus, Dassault Aviation e Leonardo, tesa allo sviluppo ed alla produzione del futuro drone europeo MALE RPAS o Medium Altitude Long Endurance -Remotely Piloted Aircraft System. I tre produttori saranno costretti a rivedere profondamente il lavoro sin qui eseguito sull’Eurodrone, la cui gestione del progetto è stata affidata ad Airbus.

Allo stato attuale, si appalesa necessaria una nuova tornata di discussioni approfondite per trovare un punto di equilibrio tra le esigenze degli Stati clienti e le attese dell’industria, anche per l’indisponibilità mostrata dai Paesi del programma a finanziare un progetto industriale che si appalesa fuori controllo finanziario, non volendo ripetere la nota vicenda del trasporto aereo A-400M.

Il nuovo negoziato si svolgerà nella seconda metà del corrente anno con l’obiettivo di permettere il passaggio dalla fase di studio alla fase di implementazione. L’Eurodrone per l’anno 2019-2020 ha ottenuto 100 milioni di Euro di finanziamento, tratti dal Fondo europeo di difesa di 520 milioni di Euro. Attualmente, sono quattro le nazioni partecipanti al programma lanciato nel 2016, Francia, Germania, Italia e Spagna.

Il MALE RPAS sarà chiamato principalmente ad eseguire missioni di supporto ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) missions.

(Immagine OCCAR)

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