L’importanza del caccia di V generazione per l’USAF


Questo articolo prende spunto da un intervento apparso su Air Force Magazine a firma congiunta del Tenente Generale David A. Deptula e dei Maggiori Generali Lawrence A. Stutzreim e Heather Penney dell’Air Force.

Le premesse e la situazione attuale

L’aeronautica degli Stati Uniti oggi sta gestendo un inventario di aerei da combattimento sull’orlo del disastro. La maggior parte dei jet di superiorità aerea del servizio sono stati progettati al termine della guerra del Vietnam, prodotti negli anni ’80, e non sono adatti a rispondere alle future minacce.

A peggiorare la situazione, velivoli come l’F-15C Eagle si logoreranno della loro integrità strutturale di base nei primi anni del decennio 2020. È necessario un cambiamento immediato nella politica di difesa e nelle risorse per ripristinare questa componente critica della capacità militari degli Stati Uniti.

Tutto ciò è reso ancora più urgente visti gli obiettivi della nuova strategia di difesa nazionale e le sfide della sicurezza nel mondo reale.  

I Raptors ed i Lightning

Questo non era lo scenario previsto dall’Aeronautica. Infatti, l’Air Force intendeva acquisire più di 750 Raptors F-22 in sostituzione degli F-15 e 1.763 F-35 Lightning II in sostituzione delle flotte di F-16 e A-10. F-22 e F-35 sono stati progettati per completarsi a vicenda.

Infatti, l’F-22 è stato ottimizzato per il dominio aria-aria, fornendo la copertura per le missioni multiruolo aria-aria e aria-terra dell’F-35. Entrambi i progetti aeronautici incorporano tecnologia stealth e sensori avanzati di quinta generazione, potenza di calcolo e strumenti di comunicazione sicuri per collaborare in tutte le aree operative.   

La fine della Guerra Fredda ha ridotto l’acquisto pianificato di F-22 a soli 381, ben al di sotto della sostituzione necessaria per l’F-15. Il programma F-22 è stato poi cancellato prematuramente nel 2009, fermando la produzione a soli 186 Raptors.

Tale numero rappresenta meno della metà dell’ultimo requisito F-22 dichiarato dall’USAF. La produzione è stata limotata a 186 F-22 per liberare fondi per le guerre in Afghanistan e in Iraq. A quel tempo, l’aspettativa era che l’Air Force avrebbe avuto centinaia di nuovi F-35 già in linea. Invece, l’Air Force ha dovuto estendere la vita tecnico-operativa della sua flotta F-15 ben oltre il termine previsto.

I ritardi degli F-35

La produzione ritardata dell’F-35 ha anche comportato l’estensione della vita delle cellule degli F-16 di quarta generazione e degli A-10. L’età media dei jet della quarta generazione dell’Air Force ora supera i 25 anni. Mentre rimangono in condizione di volo (anche se con significative limitazioni strutturali), non possono sopravvivere in uno scenario di minacce avanzate come un grande scontro di tipo convenzionale.

Quello che una volta era “la minaccia di domani” è divenuta la realtà di oggi.  

Con solo 186 F-22 e circa 200 F-35 a complemento dei suoi vecchi caccia di quarta generazione, l’Air Force ha troppo pochi aerei da combattimento per difendere gli Stati Uniti in un moderno ambiente di sicurezza. Infatti, gli scenari operativi prevedono un potenziale conflitto nord-coreano e contemporaneamente controllare le azioni di revanscismo russo in Europa o l’aggressione cinese in Asia orientale.

Gli F-15EX

Eppure, invece di aumentare il tasso di acquisto per gli F-35 meno osservabili grazie alla tecnologia stealth per sostenere gli obiettivi della nuova strategia di difesa, la richiesta di budget 2020 del Dipartimento della Difesa (DOD) è di otto aerei-caccia F-15EX.

Peraltro, questi aerei sono basati su un progetto che risale alla fine degli anni ’60. Pur essendo di nuova generazione con funzionalità potenziate, questi F-15EX di quarta generazione mancheranno di attributi chiave necessari per sopravvivere e operare negli ambienti di minacce avanzate.

Tale minacce prioritarie sono identificate nella strategia di difesa nazionale. La bassa osservabilità, comunemente nota come stealth, e la fusione dei sensori non sono capacità imbullonate e non possono essere adattate o modificate. Queste capacità devono essere progettate su un aereo dal primo giorno. 

La superiorità aerea è un prerequisito per le operazioni congiunte. Senza i contributi dell’Aeronautica, non è possibile realizzare le capacità delle altre Forze Armate. Le navi, le forze di terra, le strutture spaziali e informatiche, i nodi logistici e gli aerei di supporto sono tutti estremamente vulnerabili agli attacchi delle armi moderne. La mancata modernizzazione delle nostre forze aeree con aeromobili rilevanti, capaci e sopravvissuti provocherà perdite paralizzanti in un conflitto con un rivale come la Cina o la Russia.Ricapitalizzare la forza combattente dell’Aeronautica con gli aerei della quinta generazione è fondamentale per mettere in campo la potenza militare statunitense in tutto il mondo. 

La necessità di aumentare i caccia di V generazione

Date queste premesse, è fondamentale dare la priorità alla produzione di aerei da combattimento di quinta generazione. Gli Stati Uniti dovrebbero aumentare i tassi di acquisto F-35 e accelerare gli investimenti nel programma Next-Generation Air Dominance (NGAD) per compensare la flotta F-22 sottodimensionata.

La forza di caccia di oggi è composta dall’82 percento di quarta generazione e solo dal 18 percento di velivoli di quinta generazione. Invertire questo equilibrio è l’unico modo per garantire che i piloti statunitensi volino su velivoli che consentano di eseguire con successo le loro missioni contro le minacce più difficili del mondo e tornare a casa sani e salvi.

Analisi

Questo articolo merita attenzione perché proviene da ambienti USAF. Peraltro, a parere di chi scrive, occorre analizzare i livelli di minaccia a cui potrebbe andare incontro l’USAF. A livello globale sono quattro le potenziali e sostanziali situazioni di crisi che potrebbero vedere l’USAF impegnata, Cina, Corea del Nord, Iran e Russia.

La minaccia Cinese

Sicuramente, di queste quattro la minaccia cinese è la più consistente (numericamente) e più di difficile interpretazione. Infatti, nell’ultimo decennio l’Aeronautica e l’Aviazione di Marina hanno compiuto sforzi giganteschi (quantomeno in apparenza) per migliorare qualitativamente e quantitavamemte le proprie fila.

Conseguentemente abbiamo visto l’introduzione dei caccia pesanti J-20, accanto ai caccia “tradizionali” J-10 e J-15 con cui sono stati pensionati caccia di precedenti generazioni. A questi velivoli si aggiunge lo FC-31 sul quale sembra che i Cinesi intendano puntare pesantemente insieme ai J-20. Entrambi gli aerei sono accreditati (dai Cinesi) di prestazioni stealth paragonabili ai Raptor ed ai Lightning. Il disegno di base lascia più di qualche perplessità sulle reali capacità stealth di questi velivoli oltre che sulle prestazioni generali.

Solitamente, non sono da sottovalutare anche perché non abbiamo reali parametri di riferimento. Probabilmente, possiamo valutare il livello tecnologico a cui sono pervenuti i Cinesi guardando ai loro droni. In questo caso è possibile parametrarli agli omologhi occidentali perché sono stati venduti ad Aeronautiche che comprano materiali occidentali.

I risultati non devono essere stati particolarmente brillanti perché ad esempio i Giordani dopo pochissimi anni di utilizzo li hanno messi sul mercato perché hanno un tasso di affidabilità bassissimo ed anche le prestazioni non si sono rivelate all’altezza. Dall’altro lato si è avuto l’episodio del JF-17 pakistano che avrebbe abbattuto un Sukhoi Su-30 MKI indiano. Rimane comunque dubbio il livello di affidabilità raggiunto dai tecnici aeronautici cinesi.

Corea del Nord ed Iran

Sulla Corea del Nord l’analisi è più facile perché la locale aeronautica è dotata di materiale di volo in buona parte obsoleto e non minimamente in grado di reggere il confronto con l’USAF.

Per quanto riguarda l’Iran siamo davanti ad una sorta di Museo volante occidentale, dove ciò che rimane degli F-5A, F-4 ed F-14 venduti negli anni settanta in gran numero alla Aeronautica iraniana, convive con le “prede” belliche irachene e a pseudo creazioni locali. È scontato che un eventuale scontro di larghe proporzioni con le forze aeree statunitensi vedrebbe l’Aeronautica iraniana in grandi difficoltà, perché un conto è abbattare un drone da sorveglianza strategica un altro è affrontare la supremazia aerea statunitense in assetto da combattimento.

La crisi economica di Mosca

Infine, resta da analizzare la Russia, la quale si dibatte in una grave crisi economica che le impedisce di varare ambiziosi programmi di rinnovamento delle sue forze aeree. Nell’ultimo decennio sono entrati in linea solo 450 velivoli di tutti i tipi di cui una buona percentuale è costituita da velivoli d’addestramento.

Peraltro, a questo dato per nulla brillante bisogna aggiungere il pesante attrito bellico a cui sono state sottoposte in Siria l’Aeronautica e l’Aviazione di Marina. Altro dato piuttosto sconfortante per i Russi sono i tempi di consegna del nuovo caccia Sukhoi Su-57 che sono spostati di anno in anno ed il cui primo lotto di produzione è pari a 76 velivoli da consegnarsi in quasi dieci anni.

Conclusioni

Visti questi parametri rimane da capire il perché negli ambienti USAF sia comunque forte il partito ostile ai Boeing F-15EX. La critica mossa dagli autori dell’articolo alla vetusta età del progetto è poco condivisibile perché tra un F-15A ed un F-15EX di uguale hanno solo il nominativo. Dell’aereo originale non c’è nulla se non l’impostazione di base; a livello di motori, elettronica, armamento corrono oltre quarant’anni di tecnologia. È lo stesso discorso che vale per il Falcon, il cui originario F-16A è un lontanissimo parente dell’attuale F-16V block 70-72.

La domanda da porsi è se lo F-15EX sia in grado di poter affrontare le minacce attuali e quelle future con un buon grado di possibilità di vittoria. Visto che lo F-15C ammodernato con radar AESA e pod IRST è giudicato in grado di poter affrontare le minacce attuali, a maggior ragione uno F-15EX completamente nuovo (che adotta materiali stealth per abbassare la rilessione radat) e dotato di avionica di ultimissima generazione dovrebbe essere più che in grado di far fronte alle minacce coreane, iraniane e russe, lasciando ai Raptor il compito di affrontare quelle cinesi anche per il discorso autonomia.

La realtà è che nell”USAF convivono e continueranno a convivere aerei modernissimi ed aerei datati (vedere il B-2 con i quasi sessantenni B-52). Il vero problema è l’ormai urgente sostituzione di aerei importantissimi come gli E-3 AWACS ed i KC-135 o i C-5 giunti al termine della vita operativa. Non sarà un pugno di F-15EX a poter creare la crisi operativa dell’USAF.

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