Il Regno Unito, fuori da Galileo, cerca nuove alleanze


Costellazione Galileo

Nel marzo del 2018 la Commissione Europea ha confermato che il Regno Unito, a seguito del referendum del 2016 di uscire dell’UE, sarebbe stato escluso da alcuni aspetti legati al Progetto Galileo.

Nello specifico si parla dell’esclusione da una delle componenti più importanti di Galileo: il Public Regulated Service o PRS.

Il PRS infatti rappresenta il biglietto da visita del nuovo sistema di posizionamento europeo, in grado di fornire un segnale criptato e resistente a tentativi di jamming e spoofing ad utenti come la Difesa, le forze di Polizia o alle Protezioni Civili in caso di disastri naturali.

L’utilizzo del PRS, date le sue pecularità, è strettamente riservato ai paesi appartenenti all’Unione Europea. Gli Stati Uniti avrebbero addirittura richiesto il diritto di poter oscurare il segnale PRS per ragioni di loro sicurezza.

L’ex primo ministro inglese Theresa May ha commentato ad aprile le dichiarazioni dell’UE affermando che era intenzione del Regno Unito rimanere all’interno del programma Galileo ma non come “end user”, escluso quindi dalla possibilità di discutere termini e contratti o venire a conoscenza di informazioni riservate riguardo all’architettura del sistema. Senza rassicurazioni in tal senso l’UK si sarebbe ritirata.

Il 9 agosto 2019 il Regno Unito ha confermato che nel post-Brexit “non utilizzerà Galileo così come il PRS per la difesa o per infrastrutture nazionali critiche”.

Il contraccolpo per le industrie inglesi è già avvenuto con l’esclusione di Airbus e Surrey Satellite Technology da alcuni contratti.

L’UK Space Agency ha quindi annunciato l’inizio di un programma per studiare una valida alternativa al sistema Galileo.

Il Regno Unito, secondo alcune fonti, avrebbe già contattato i membri del “Five Eyes” alla ricerca di un partner per sviluppare un sistema rivale a quello europeo


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