L’A-10 diventa sempre più letale


L’A-10 fa un po’ parte di quella famiglia di aerei “di una volta” che sono maggiormente rimasti nell’immaginario collettivo. Il suo cannone a canne rotanti, comparato al Maggiolino in una famosa immagine, dal caratteristico “brrrt!” lo ha reso praticamente immortale per gli appassionati.

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Non solo loro vogliono continuare a vedere le sue performance in aria ma anche l’USAF non vuole separarsene. L’A-10, date le sue perculiarità, è un assetto con un rapporto costo/efficacia molto elevato tale da renderlo quasi indispensabile per gli Stati Uniti. Annunciato ormai prossimo al pensionamento molte volte, è ancora qua.

Così come un altro “senatore” dell’Aeronautica statunitense, il B-52, anche l’A-10 sta andando incontro ad una serie di interventi per allungare la vita operativa dei velivoli e aggiornare i sistemi installati a bordo.

Servono nuove ali

Ad agosto l’U.S. Air Force ha completato il lavoro di sostituzione delle ali a 173 A-10 che aveva iniziato ormai dieci anni fa, nel 2011, quando affidò un contratto da 1.1 miliardi di dollari alla Boeing. Gli aerei “aggiornati” saranno in grado di volare per altre 10.000 ore di volo arrivando senza troppi problemi ad oltre il 2030.

La sostituzione non ha però riguardato 108 aerei che sembravano quindi destinati alla via del tramonto o almeno fino a ieri quando l’U.S. Air Force ha annunciato di aver assegnato a Boeing un altro contratto per la fornitura di 112 set alari, abbastanza per coprire la flotta rimanente, di cui 27 ordinati immediatamente. Il costo dell’intervento per ogni A-10 è nell’ordine dei 9 milioni di dollari.

Sempre più letale

Gli interventi in ambito di armi impiegabili ed avionica rientrano nel programma “A-10 Common Fleet Initiative”.

La prima grande implementazione nell’inventario dell’A-10 è l’introduzione delle bombe GBU-39 SDB. Le GBU-39 è una bomba guidata in grado di colpire diversi tipi di bersagli fino a 65 chilometri di distanza. Il Warthog è in grado di trasportarne fino a 18.

I piloti potranno inoltre beneficiare di una nuova versione del casco da volo, lo Scorpion di Thales, a realtà aumentata in grado di trasferire le informazioni dei sensori dell’aereo direttamente davanti ai propri occhi. Il cockpit evolverà verso l’installazione di un singolo schermo (tipo F-35) al posto dei classici strumenti tondi

Visuale a realtà aumentata del casco da volo Scorpion
(fonte: Thales)

Il Programma include un collegamento Link 16 ed un pod dotato di radar ad apertura sintetica per identificare bersagli in qualsiasi condizione meteo.


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