La rivoluzione dell’artiglieria russa


L’artiglieria russa sta andando incontro ad una pesante trasformazione. Oltre alla progettazione di nuove armi ed al potenziamento di quelle disponibili, vengono sviluppate e redatta nuove Tabelle Organiche per i battaglioni, reggimenti e brigate d’artiglieria che prevedono un movimento verso il basso di sistemi d’arma sin’ora tenuti accentrati a livelli superiori.

Secondo i nuovi lineamenti dottrinali, le unità di artiglieria, oltre a ricevere i più recenti semoventi Koalitsiya-SV 2S35 e MRLS Uragan-M1, stanno:

  • reimmettendo in servizio i cannoni semoventi a lungo raggio Pion 2S7 ed i mortai super pesanti 2S4 Tyulpan;
  • aggiornando Acacia 2S1, Gvozdika 2S3, Uragan e Grad MLRS al fine di permettergli automatismi che evitino il calcolo manuale dei dati di tiro, alzare l’arma all’angolazione necessaria, calcolare il consumo di munizioni, ecc.
  • ricevendo moderne stazioni radio, terminali di controllo-gestione dati automatici e droni da ricognizioni;
  • aumentando le scorte di 2K25 Krasnopol, proiettile d’artiglieria a guida laser in calibro 152 mm, con la ripresa della produzione ferma da metà degli anni ’90.  

Una vera rivoluzione

La linea guida principale di questa “rivoluzione” è la massima integrazione dell’artiglieria nel cosiddetto spazio di informazioni singole. In altre parole, i lanciarazzi e l’artiglieria devono essere in grado di ottenere informazioni sui bersagli per distruggerli in tempo reale.

La prima fase di questa “rivoluzione”, cioè ottenere informazioni sui bersagli in tempo reale, è stato realizzato con l’introduzione dei droni alle unità di prima linea. Sono state potenziate le unità di guerra elettronica, usando il sistema di ricognizione-controllo-gestione dati automatici e comunicazione Strelets. Tale sistema è stato già usato con successo in Siria – reconnaissance-strike forces (RUK).

Il comando di livello superiore riceve, processa e distribuisce gli obiettivi tra le unità di artiglieria (artillery tasking). Prende in considerazione numerosi fattori, a partire dalla situazione tattica e operativa sul campo di battaglia fino al numero di munizioni di artiglieria disponibili ed al tempo. L’artiglieria in posizione, dotata degli ultimi semoventi Koalitsia-SV, Msta-S 2S19M2 152mm, come dei lanciarazzi Tornado-S e Uragan-M1 MLRS, ricevute le coordinate del bersaglio ed il quantitativo di munizioni da impiegare lo ingaggiano per distruggerlo.

Tra le novità introdotte è la consegna di batterie di Uragan M-1 ai reggimenti di artiglieria delle Divisioni Motorizzate e Carri che fino a poco tempo fa, era dotazione delle sole brigate di artiglieria. L’Uragan “decentrato” rafforzerà la potenza di fuoco delle divisioni. Koalitsia-SV e 2S19M2 Msta-S sostituiranno gradualmente le vecchie ma potenziate 2S19 Msta-S nelle brigate di artiglieria. Questi ultimi non saranno ritirati ma ridistribuiti a battaglioni di artiglieria e reggimenti di brigate di armi combinate, nonché a battaglioni di artiglieria delle brigate motorizzate e carri.

L’esperienza di combattimento siriana ha confermato l’elevata efficacia dell’artiglieria a traino meccanico. Batterie e battaglioni di obici a t.m. D-30 e Msta-B 2A65 possono marciare per centinaia di chilometri al contrario dei mezzi semoventi cingolati, pertanto, le forze di terra manterranno le brigate di artiglieria armate di Msta-B 2A65.  La Siria ha dato una seconda vita ai D-30 da 122 mm che probabilmente torneranno in auge nel prossimo futuro.


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