Il solitario carro M47 della Guardia Nazionale cipriota


L’isola di Cipro, per la sua posizione, è sempre stata centro di interesse da parte di molte regni e nazioni partendo dai fenici ai bizantini, dai crociati alla repubblica di Venezia, l’Impero ottomano e quello britannico fino alla “spartizione” dei giorni nostri tra greci e turchi.

L’indipendenza

L’isola ottenne l’indipendenza dall’impero britannico nel 1960 e, a seguito degli accordi di Zurigo del 1959, la Grecia e la Turchia sarebbero state le nazioni tutelari; la costituzione cipriota, per evitare attriti tra la popolazione greca e quella turca, stabilì che il 30% dei seggi del parlamento ed il vicepresidente della Repubblica fossero di origine turca.
Nonostante queste misure l’attrito tra greco-ciprioti e turco-ciprioti continuò ad esistere, fino a quando sfociò nella spartizione dell’isola.
La Guardia nazionale cipriota Ethnikí Frourá (in greco Εθνική Φρουρά e in turco Ulusal Muhafızları) venne istituita nel 1963 e costituita da una forza di fanteria equipaggiata in maniera leggera e con residuati bellici della II Guerra Mondiale.
In particolare erano disponibili 54 cannoni da campagna da 25 libbre (88mm), cannoni controcarro da 6 libbre (57mm), 40 veicoli blindati Marmon-Herrington Mk IVF, armi anticarro come il bazooka M20 e il PIAT e alcuni cannoni contraerei Bofors da 40/56mm oltre a camion e jeep di provenienza inglese e americana.

Contro la Turchia

Il primo impiego della Guardia Nazionale si ebbe nel 1964 quando quest’ultima cercò di eliminare l’enclave costiera turca di Kokkina per impedire alle navi turche di scaricare aiuti alla popolazione turca dell’isola; in questi scontri le unità cipriote furono colpite dall’aeronautica turca.
Dopo questi attacchi la Guardia nazionale creò un perimetro di contenimento intorno Kokkina, lasciando il villaggio turco-cipriota isolato dal resto dell’isola creando una stretta zona demilitarizzata sotto controllo dell’ONU.
Dopo questi primi scontri il comandante della guardia, il Generale Georgios Grivas (ultranazionalista in gran parte subordinato alla Giunta militare di Atene) costrinse il governo cipriota, allora guidato dall’Arcivescovo Makarios, di cercare assistenza straniera per riarmare la Ethnikí Frourá.

Aiuti internazionali

Gli aiuti arrivarono dall’Unione Sovietica che fornì armi leggere (AK47, mitragliatrici e mortai), 130 camion ZIL, un radar, sistemi radio, 32 carri T34/85 (surplus dell’esercito jugoslavo che furono modificati montando una mitragliatrice Browning M2 da 12,7 sul cielo della torretta), 40 BTR 152, 30 cannoni m-1944 da 100mm, 40 unità di fuoco per missili controcarri 3M6 Shmel e mitragliere quadrinate ZPU1 da 14,5mm.
Tra il 1965 e il 1974 il governo civile si separò sempre più dalla Guardia Nazionale, influenzata sempre più dalla giunta militare greca, consegnando molte armi pesanti all’ONU e imponendo tagli ai fondi per l’acquisto di nuove armi ma soprattutto di parti di ricambio per i materiali già in dotazione (soprattutto per i carri T34/85 e i missili Shmel).

Colpo di stato e l’invasione

Carro M47 turco durante l’invasione

Questo stato di cose sfociò nel colpo di stato del 1974 a seguito del quale l’arcivescovo Makarios fuggì dall’isola; il confronto a Nicosia provocò molte vittime a seguito degli scontri a fuoco tra le unità della Guardia nazionale e le forze lealiste di Makarios.
Poiché a Kyrenia non era prevista molta resistenza armata al colpo di stato molte forze, che erano di stanza lì per respingere la minaccia di un’invasione turca, vennero inviate a Nicosia per far rispettare il colpo di stato nella capitale; Kyrenia era quindi mal difesa quando il 20 luglio 1974 scattò l’Operazione “Attila 1” e cioè l’invasione turca dell’isola.
“Attila 1” aveva l’obiettivo previsto di conquistare Kyrenia come testa di ponte per le forze anfibie ampliandola fino alla periferia nord di Nicosia (il sito di due enclavi fortificate turche che avrebbero potuto essere utilizzate come roccaforti per conquistare Nicosia settentrionale) con forze paracadutate.
La prima ondata di fanti di marina turchi, circa 3000 uomini, erano supportati da 20 APC M113 mentre le successive ondate portarono a terra i primi 15 carri M47.
A contrastare queste forze c’erano delle piccole unità greco-cipriote armate con cannoni da 25 libbre e cannoni controcarri da 6 libbre (57mm) e alcuni carri T34/85 (la maggior parte dei carri erano fermi per mancanza di pezzi di ricambio).

Il contrattacco

Carro M47 turco distrutto a Cipro

Il primo contrattacco corazzato greco-cipriota si ebbe alle 10:00 del 20 luglio con alcuni T34 che attaccarono la testa di ponte distruggendo 2 M113 mentre 2 T34 vennero distrutti dal fuoco delle armi controcarro della fanteria di marina turca. Altri carri cominciarono a sentire la carenza di parti di ricambio ed alcuni furono abbandonati intatti dagli equipaggi.
Ci furono molti altri scontri tra le forze contrapposte e uno dei più importanti fu la battaglia per la collina di Kornos (collina 1024) durante la quale i difensori respinsero alcuni tentativi turchi di conquistare la collina; il 2 agosto 1974 i turchi fecero avanzare una colonna corazzata formata da 2 carri M47 e da 2 APC M113.
La strada percorsa era molto tortuosa e larga appena poco più della larghezza dei carri M47 causando problemi di mobilità alla colonna avanzante; le forze in difesa attaccarono i carri utilizzando cannoni senza rinculo M40A1 da 106mm (consegnati dalla giunta militare greca).
Il primo colpo HEAT colpì il quarto veicolo della colonna, un M113, che bloccò completamente la colonna consentendo alle armi controcarri di danneggiare 1 M47 ed 1 M113 che vennero successivamente catturati dai greco-ciprioti.

Il solitario M47 greco

L’M47 turco catturato dai ciprioti

I greco-ciprioti ripararono i veicoli e li impiegarono successivamente contro i loro precedenti proprietari nella zona del villaggio di Skylloura; nella zona i difensori schierarono ancora fanteria armata di cannoni da 6 libbre e cannoni M40 da 106mm.

I turchi circondarono il villaggio attaccando con 2 battaglioni di paracadutisti e circa 30 carri M47 che vennero contrastati efficacemente dalle armi controcarri dei difensori che distrussero due carri tirchi; a questo punto intervenne l’M47 catturato che attaccò i turchi causando non poca sorpresa. Per due ore il solitario M47 greco combatté contro i turchi nella più completa confusione con apparizioni e sparizioni improvvise dopodiché ruppe il contatto tornando nelle linee difensive della Guardia Nazionale cipriota; durante gli scontri il solitario carro distrusse 9 M47 turchi grazie anche al fatto che i carristi turchi tardavano ad aprire il fuoco per paura di colpire i propri carri (i greci non avevano cambiato le insegne dell’M47 catturato)

Lo stato attuale

Il “solitario” M47 (a dx) rimasto in servizio fino al 1993.

A seguito delle invasioni turche l’isola è divisa oggi in due zone di influenza, una greca e l’altra turca, separate da una linea di demarcazione chiamata “linea Verde”; l’ONU riconosce la sovranità della Repubblica di Cipro secondo i termini che portarono alla sua indipendenza nel 1960 mentre il conflitto costituisce un grave intralcio alle relazioni tra la Turchia da un lato e Cipro, Grecia e Unione Europea dall’altro.
Oggi la Ethnikí Frourá è strutturata con il comando della 20ª Brigata Corazzata che comprende una forza nominale di 3 battaglioni di carri armati (82 T-80U MBT e 54 AMX-30B2) con un’unità ausiliaria di carri armati di riserva (50 AMX-30 di prevista radiazione e sostituzione con ulteriori 41 T-80U).
La brigata comprende anche una forza nominale di 3 o 4 battaglioni di fanteria meccanizzata (BMP3 e VAB con missili c/c HOT), un battaglione di ricognizione (EE9 Cascavel), un gruppo di artiglieria semovente (semoventi ruotati Zuzana da 155mm) e una batteria di difesa aerea mobili (TOR-M1).
Le unità di riserva includono sei brigate di fanteria leggera (mantenute a forza di quadri in tempo di pace); ognuna di queste brigate ha tre battaglioni equipaggiati con veicoli ruotati VAB, APC Leonidas 2, missili c/c Milan, obici da 105 Mk3 su scafo AMX 13 e obici M56 da 105/14.
Il solitario M47 utilizzato dai greci rimase in servizio nella Guardia Nazionale fino al 1993 e in seguito fu usato come monumento.


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