Versione da combattimento del T-625


Sarà sviluppata una versione da combattimento o d’attacco del nuovo elicottero da trasporto T-625.

‎Novità importanti in casa della Turkish Aerospace Industries. Infatti, il Direttore Generale e CEO della TAI, Temel Kotil, ha rivelato che l’azienda svilupperà una versione d’attacco del T-625, designata T-629. Questa versione coprirà il divario tra ‎l’ATAK T129 da‎ cinque tonnellate ed il prossimo elicottero pesante da combattimento ATAK II da 8-10 tonnellate.‎

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Turkish Aerospace Industries T-625 Gàkbey

‎In un’intervista, Kotil ha dichiarato, “I disegni sono stati finalizzati e abbiamo in programma di effettuare il primo volo di questo nuovo elicottero in circa un anno.”‎

‎Peraltro, Kotil non ha voluto rivelare le specifiche tecniche del T-629. E’ confermata la fase di sperimentazione e di certificazione in corso in Turchia del T-625.‎

Il ‎T-625 Gàkbey, classe cinque-sei tonnellate, ha volato per la prima volta nel settembre 2018.

I propulsori attuali e futuri

‎Le consegne del nuovo elicottero dovrebbero iniziare nel 2021. La versione attuale del T-625 è alimentata da due motori turboalbero LHTEC CTS-800-4A da 1.361 hp che sono dello stesso tipo di quelle montate sul T129 ATAK.‎

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Turkish Aerospace Industries T-129 ATAK

Ma è previsto che il T-625 (e conseguentemente il T-629) adotti i nuovi motori turboalberi TS1400 che la TUSAS Engine Industries sta mettendo a punto. Lo stesso ATAK II, elicottero da otto-dieci tonnellate, monterà i nuovi motori di produzione nazionale

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Il turboalbero TS1400 di TUSAS Engine Industries

Ampia comunanza di componenti

Il T-629 adotterà la stessa trasmissione, la stessa scatola degli ingranaggi ed i rotori del T-625, a detta di Ismail Demir, Presidente delle Industrie della Difesa (SSB).

Turkey's new 8-10 ton weight class heavy attack helicopter. Photo by Turkish Presidency of Defense Industries (SSB).
Turkish Aerospace Industries ATAK II

Infatti, è’ probabile che nel nuovo elicottero non siano installate componentistiche straniere per aggirare l’ITAR (International Traffic in Arms Regulations). Conseguentemente Ankara riuscirà ad eliminare la possibilità di veto di Washington all’esportazione e di embargo alla fornitura di componenti sensibili.


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