Il nuovo velivolo presidenziale israeliano


L’azienda israeliana Israel Aerospace Industries (IAI) inizierà tra poco i test di volo del Boeing 767-300ER modificato per poter essere impiegato come aereo presidenziale.

Il velivolo è stato progettato per portare il Presidente e le delegazioni di Stato in tutto il mondo senza scali.

L’aereo ha richiesto quasi tre anni di lavoro. Rispetto ad un aereo “civile” il 767 sarà dotato di avanzati sistemi di comunicazione criptati per consentire comunicazioni sicure. Inoltre sarà presente un sistema di difesa anti missile.

Gli interni saranno completamente rinnovati scegliendo materiali premium. Saranno predisposte zone di relax e Originariamente all’interno doveva trovare posto anche una doccia, non installata a causa della complessità dell’operazione.

Il costo per acquistare e modificare il 767-300ER si è attestato a quasi 206 milioni di dollari.

Il Boeing, usato, era di proprietà della Qantas che lo ha impiegato per quasi 20 anni.

La sua matricola è 4X-ISR: 4X identifica i velivoli immatricolati in Israele mentre ISR è semplicemente l’acronimo di Israele.

Alla fine di ottobre durante una serie di prove a terra dei motori i freni dell’aereo si sono surriscaldati. La paura di un possibile incendio ha portato l’intervento di una squadra di pompieri. La situazione di emergenza si è conclusa senza problemi o danni al velivolo.

Le polemiche

L’aereo, ordinato a seguito di una richiesta di Netayahu, è andato incontro a non poche critiche.

Seppur il Ministero dell’Economia israeliano avesse indicato come più conveniente continuare a prendere in leasing gli aerei dalla El Al una commissione, nel 2014, determinò che un aereo dedicato avrebbe consentito maggiore sicurezza ai voli di Stato.

Una delle prime problematiche è stata la scelta del vettore.

Per tagliare i costi, al posto del Boeing 787 Dreamliner, si preferì puntare su un 767 usato. La El Al ha ormai abbandonato il 767 da tempo a favore di un ordine di 16 Boeing 787. Inizialmente si era pensato di impiegare i piloti della El Al, che avevano già il passaggio sul 767, per pilotare l’aereo presidenziale. Sarà ora a carico dello Stato assicurarsi che i piloti selezionati mantengano l’abilitazione su un aereo che l’El Al non impiega più. Inoltre, malgrado il minore costo iniziale, la manutenzione del 787 sarebbe stata meno dispendiosa rispetto a quella del 767.

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Foto: IAI


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