I Panzer del Golan


L’ultima apparizione sui campi di battaglia, di carri tedeschi della II Guerra Mondiale, si ebbe nel 1967 durante la Guerra dei 6 giorni quando i “panzer siriani” affrontarono le unità corazzate israeliane sul Golan.

Negli anni precedenti alla guerra i siriani acquisirono, da varie fonti, alcune decine di veicoli corazzati appartenuti alla Wehrmacht:

  • Circa 100 Panzerkampwagen IV (principalmente nella versione Ausf H e G) provenienti dalla Francia, dalla Cecoslovacchia e dalla Spagna.
  • 6 Jagdpanzer IV (con cannone L/48 e L/70)
  • 28 Sturmgeschütz III
  • 5 semoventi Hummel

PANZERKAMPFWAGEN IV

Il Panzerkampfwagen IV è stato il “cavallo di battaglia” della Panzerwaffe per tutto il periodo della guerra subendo, nel tempo, continui miglioramenti dando vita a 10 versioni; i siriani utilizzarono carri delle ultime 4 versioni equipaggiati con cannoni Rheinmetall KwK 40 da 75mm L/48 in grado di penetrare i carri Sherman in dotazione alle truppe israeliane.

Furono circa 40 i carri Panzer IV forniti, negli anni ’50, dalla Francia 11 dei quali provenivano dal 1er GMR (Groupement Mobile de Reconnaissance o Gruppo Mobile da Ricognizione) l’unità corazzata delle Forces Françaises de l’Intérieur o Forze Francesi dell’Interno, chiamato poi ‘escadron autonome de chars Besnier’ (squadrone carri indipendente Besnier).

I carri, secondo i documenti di trasporto, appartenevano per la maggior parte alla versione Ausf H anche se esisteva un carro “Frankenstein” costituito da parti di recupero con lo scafo Ausf J e la torretta di un Ausf D ma armato con cannone KwK 40 L/48; questo esempio fa pensare che molti carri fossero ricostruiti utilizzando materiale ritrovato sui campi di battaglia europei e incompleti in alcune parti oppure carri utilizzati dalle unità francesi nel primo dopoguerra e ricondizionati per la successiva vendita.

Anche la Cecoslovacchia fornì carri Panzer IV provenienti da un deposito di veicoli tedeschi catturati dall’Armata Rossa situato circa 20 chilometri da Praga; alla fine delle ostilità in questo deposito risultavano presenti centinaia di carri tedeschi tra i quali 165 Panzer IV ancora operativi.

Nel 1947 questi carri, insieme ad altri 80 ricostruiti con pezzi di ricambio di varia provenienza, costituirono il nerbo delle nuove truppe corazzate cecoslovacche che potevano disporre anche di ampi depositi di munizioni e pezzi di ricambio.

Tutti questi carri avevano la loro storia operativa ma in particolare un carro (serial number 89457) ne ha avuta una molto travagliata; utilizzato dalla Wehrmacht sul Fronte Orientale dove fu catturato e reimpiegato dai sovietici che lo fornirono ai cecoslovacchi alla fine della guerra che lo vendettero ai siriani cadendo, successivamente, nelle mani degli israeliani che, infine, lo donarono al Military Vehicle Technology Foundation in California.

Nell’aprile 1955 una delegazione siriana si recò a Praga per concludere l’acquisto di materiale militare tra il quale figuravano 45 carri Panzer IV che vennero acquistati allo spropositato costo, per l’epoca, di 4.500 sterline l’uno; i carri, che giunsero in Siria nel novembre del 1955, vennero forniti revisionati, con un carico completo di munizioni e una piccola scorta di pezzi di ricambio.

Nel 1958 venne firmato un secondo contratto per la fornitura di 16 motori Maybach e ulteriori 15 Panzer IV non operativi da utilizzare per recuperare pezzi di ricambio a causa di gravi problemi meccanici riscontrati nei carri forniti dai francesi.

Ovviamente, come per i carri francesi, i Panzer cecoslovacchi, in molti casi, erano stati ricondizionati mischiando parti e complessi di varie versioni del carro (principalmente Ausf D, G, H e J) rimanendo in servizio fino alla fine del 1954 quando vennero sostituiti con i T34/85 forniti dai russi.

I carri cecoslovacchi avevano, come unica modifica rispetto al Panzer originale, un supporto sulla botola del capocarro per il montaggio della mitragliatrice contraerea DShK da 12.7mm di fabbricazione russa; questo supporto, successivamente montato anche su alcuni esemplari provenienti dalla Francia e dalla Spagna, era stato studiato anche per essere montato, con alcune modifiche, sui carri T34/85.

La Spagna fornì 17 carri Panzerkampwagen IV Ausf H provenienti da un ordine, emesso nel 1943, per 20 carri per l’esercito spagnolo; quando vennero forniti alla Siria, nel 1965, questi carri erano ancora nelle stesse condizioni in cui vennero forniti agli spagnoli che si limitarono ad immagazzinarli senza mai impiegarli in alcuna attività diventando i migliori carri Panzer IV in dotazione all’esercito siriano.

A seguito della Guerra dei 6 giorni gli esemplari catturati dagli israeliani furono da questi ultimi esaminati rivelando che i carri mancavano di alcuni pezzi e in alcuni le mitragliatrici tedesche erano state sostituite con armi russe; i siriani avevano montato la mitragliatrice russa Berezin UB da 12,7mm in luogo della mitragliatrice coassiale al cannone e la Degtyaryov DS-39 da 7,62mm nel supporto sferico nello scafo.

STURMGESCHÜTZ III

Accanto ai Panzer IV operarono anche 28 semoventi Sturmgeschütz III modificati dai siriani montando, accanto alla mitragliatrice MG originale, una mitragliatrice pesante Breda SAFAT da 12,7mm recuperata dai relitti dei caccia G55 “Centauro” già in uso dalla al-Quwwāt al-Jawwiyya al-ʿArabiyya al-Sūriyya (Forza aerea araba siriana).

Gli Sug III forniti dalla Francia, pare in 9 o 10 esemplari, erano i cattive condizioni essendo stati recuperati dai campi di battaglia oppure utilizzati dall’escadron autonome de chars Besnier e appartenevano alle versioni G o F (alcuni recavano ancora lo “Zimmerit” originale).

I cecoslovacchi, di contro, avevano una flotta di 126 Stug III operativi e in buone condizioni grazie al fatto che a Decin i tedeschi avevano un deposito e un’officina riparazioni che cadde intatta nelle mani sovietiche; l’officina venne riutilizzata per ricondizionare i semoventi che però vennero ritirati dal servizio nel 1953.

12 Stug III vennero forniti ai siriani (tra questi vi era anche un esemplare rumeno) e consegnati nel novembre del 1955 insieme ai Panzer IV al prezzo di 3.250 sterline l’uno; vennero inoltre forniti 10 Stug non operativi per consentire il recupero di pezzi di ricambio seguiti, nel 1956, da altri 20 esemplari inefficienti e da 20 motori (alcuni Stug non marcianti vennero utilizzati come postazioni difensive fisse).

Come detto per i Panzer IV i 6 Stug III spagnoli risultarono i migliori veicoli che entrarono in servizio nell’esercito siriano essendo stati immagazzinati e mai utilizzati.

JAGDPANZER IV, HUMMEL e BISON

I 6 Jagdpanzer IV giunsero dalla Francia nel 1950; si trattava di veicoli recuperati dai campi di battaglia, ripuliti e venduti alla Siria in una grande svendita insieme 5 semoventi Hummel da 150mm e ad altre armi, munizioni, veicoli e materiali.

Anche gli Hummel vennero modificati montando una mitragliatrice pesante Breda SAFAT da 12,7mm recuperate dai relitti dei caccia G55.

Non esistono testimonianze certe ma sembra che i siriani abbiano usato, negli scontri sostenuti contro gli israeliani nel 1967, anche un semovente Sturmpanzer II (Bison) armato con un obice sIG 33 da 150mm; i tedeschi produssero solo 12 esemplari di questo veicolo che furono destinati alla 707. sIG Kompanie (Selbstfahrlafette) e alla 708. sIG Kompanie (Selbstfahrlafette).

Dopo la battaglia di El Alamein l’8^ armata recuperò 6 Bison in una officina tedesca abbandonata e li trasportò in Egitto; almeno tre di questi veicoli furono ceduti all’esercito egiziano che li utilizzò, una prima volta, contro gli israeliani nella guerra del 1948.

Durante la guerra dei sei giorni una unità israeliana dichiarò di aver distrutto in combattimento un semovente Sturmpanzer II (Bison) ma, data la sua rarità, il fatto rimase non confermato (il relitto del veicolo non venne mai ritrovato); d’altra parte l’alleanza tra Egitto e Siria può far pensare che si possa essere stata una cessione di mezzi e materiali tra i quali anche il non confermato Bison.

L’ESERCITO SIRIANO

Tutti i veicoli siriani erano dipinti con livrea sabbia o verde scuro e riportavano in bianco, sui fianchi, il nome di un dei soldati siriani morti durante precedenti scontri con gli israeliani e riportavano dei triangoli fluorescenti per consentire il riconoscimento durante gli scontri notturni.

Alla vigilia della Guerra dei 6 giorni l’esercito siriano era ancora molto disorganizzato; non esistevano unità superiori alla Brigata e tutte le unità dell’esercito, compresi i battaglioni e compagnie autonome, rispondevano direttamente allo Stato Maggiore delle Forze Armate a Damasco creando non pochi problemi gestionali.

L’esercito siriano schierava 6 Brigate di fanteria e 2 Brigate meccanizzate; i Panzer IV e gli Stug III erano assegnati a 3 battaglioni carri ad effettivi incompleti assegnati in supporto a 3 Brigate di fanteria (8^, 11^ e 19^) schierate sulle alture del Golan mentre gli Jagdpanzer IV erano riuniti in un plotone inserito in un battaglione carri equipaggiato con T34/85 e SU100 (questi ultimi equipaggiavano i battaglioni carri delle restanti 3 Brigate di fanteria e delle 2 Brigate meccanizzate).

LA GUERRA DEI 6 GIORNI

La guerra iniziò il 5 giugno 1967 allorché l’aviazione israeliana distrusse a terra le aeronautiche arabe (Operazione Focus); a causa dell’inefficiente catena di comando le unità terrestri non ebbero alcuna notizia se non attraverso radio e televisori civili utilizzati dai comandi delle unità al fronte.

Tale inefficienza causò il ritardo di un giorno e solo il 6 mattina le unità ricevettero l’ordine di attacco ma, non esistendo comandi che potessero organizzare l’azione, i battaglioni e le Brigate agirono senza alcuna coesione; ci furono così episodi nei quali singoli plotoni vennero spazzati via a seguito di attacchi a postazioni difensive israeliane o, come riportato dal KGB, intere unità si rifiutarono di eseguire gli ordini ricevuti e muovere all’attacco.

In 24 ore i siriani erano avanzati di soli 2 chilometri e vennero successivamente investiti, il giorno 8 giugno, dal contrattacco israeliano che li respinse sulle posizioni di partenza.

L’IMPIEGO DEI CARRI EX WEHRMACHT

All’inizio delle operazioni erano operativi circa 20 Stug III più altri 10 non operativi e durante la loro avanzata gli israeliani ne individuarono molti in posizioni difensive defilate o, nel caso di quelli non operativi, in posizioni interrate a difesa di passaggi obbligati; alcuni Stug vennero distrutti dal fuoco israeliano e uno venne catturato intatto e portato in Israele come trofeo ed esposto al museo di Latrun.

Poco si sa dei 5 semoventi Hummel; esiste un assessment israeliano nel quale si riportano gravi danni meccanici che ne impedirono l’impiego ma un altro che indica che invece furono distrutti dal fuoco di controbatteria israeliana.

Un singolo Jagdpanzer IV venne distrutto in combattimento da un carro israeliano mentre gli altri 5 rimasero nelle disponibilità dell’esercito Siriano in un deposito ad al-Zabadani a nord di Damasco; a metà degli anni ’90 il Re Hussein di Giordania tentò, senza successo, l’acquisto di uno di questi veicoli da esporre nel suo museo dell’esercito (è possibile che i 5 semoventi siano stati smantellati durante la guerra civile in Siria).

I Panzer IV operativi, all’inizio delle ostilità, erano circa 25 con almeno altri 10 parzialmente efficienti e comunque disponibili per le operazioni; questi sicuramente appartenevano al lotto acquistato dalla Spagna e in parte ai lotti cecoslovacchi ma nessuno ai lotti francesi.

10 furono i carri persi durante la guerra a cui si aggiungono 2 esemplari persi durante le schermaglie della cosiddetta “Guerra dell’acqua”; l’ultimo Panzer IV venne distrutto il giorno 10 giugno 1967, ultimo giorno di guerra, dal fuoco di un carro M50 Super Sherman.

4 Panzer vennero catturati ed esposti nei musei e utilizzati nei monumenti mentre altri due, colpiti durante i combattimenti, vennero utilizzati per le valutazioni dell’effetto delle munizioni israeliane.

Dopo la sconfitta del 1967 i siriani avevano in dotazione ancora un certo numero di veicoli ex Wehrmacht ma, a seguito di attenta valutazione, arrivarono alla conclusione che tali mezzi non potevano sopravvivere alla moderna guerra corazzata (nessuno di questi carri riuscì a colpire veicoli israeliani).

Tra il 1964 e il 1973 l’Unione Sovietica iniziò una lunga fase di riorganizzazione e riequipaggiamento dell’esercito siriano utilizzando moderni materiali; non c’era più spazio per i vecchi carri ex Wehrmachr tanto più che i cecoslovacchi avevano dato fondo alle scorte di munizioni e pezzi di ricambio necessari.

Gli ultimi carri Panzer IV vennero smantellati all’infuori di un esemplare venduto ad un collezionista privato giordano; i campi di battaglia del Golan, durante la Guerra dei sei giorni, furono gli ultimi che videro in azione veicoli tedeschi della II Guerra Mondiale.


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