Perché i carri russi non sono più “blind fighters”


Il Ministero della Difesa Russo, Sergei Shoigu, ha dichiarato tempo fa alla stampa che “non è preoccupato per le sanzioni“. Tuttavia, ci sono una serie di componenti occidentali di cui l’industria della difesa russa ha bisogno. Per cui la Russia non avrebbe interrotto la cooperazione con i partner stranieri nel settore della difesa, aggiungeva il Presidente Vladimir Putin, precisando che “l’industria nazionale deve essere pronta a produrre tali apparecchiature critiche su licenza o….”

Uno dei rami di tale cooperazione così diversificata ha inciso profondamente su uno dei principali vantaggi tattici dei carri della NATO: quella del combattimento notturno. Molti lo misconoscono, ma questo era un grosso vantaggio grazie a sistemi di visione notturna migliori ed accurati, tanto che per ammissione di parte russa: “sarebbe stato per noi un suicidio combattere di notte a bordo di un carro armato”, tanto da considerarli dei “blind fighters”.

I primi segnali di interazione europea con l’industria della difesa russa, in particolare, nel settore dei sistemi di visione notturna, si ebbero all’Eurosatory 2012 dove la Joint Stock Company Rosoboronexport (statale) e la francese Thales Optronics Company firmarono un accordo per la produzione su licenza (assemblaggio) e riparazione delle termocamere Thales Catherine-FC presso gli stabilimenti della “Volzhsky Optical and Mechanical Plant” (VOMZ)Vologda. Il contratto fu firmato da parte francese da Serge Adrian, presidente della Thales Optronics Co. e per la Russia da Igor Sevastyanov, vice direttore generale della Rosoboronexport e capo delegazione della Russian Technologies State Corporation and Rosoboronexport.

La termocamera è una delle parti più importanti di un moderno veicolo da combattimento. A differenza di altri sistemi di visione panoramici, la termocamera è in grado di funzionare nell’oscurità completa e con visibilità zero, di “dialogare” con il sistema di condotta del tiro e con i sistemi di protezione automatica (APS).

Thales è uno dei leader mondiali nel campo dell’imaging termico, ed in precedenza, Mosca aveva acquistato le termocamere Catherine-FC solo per i carri armati T-90S destinati all’India su richiesta specifica dell’acquirente. Ma ora, avendone acquisito la tecnologia e l’expertise nel settore, si presume che la Russia abbia potuto avere ampio accesso ai sistemi, sottosistemi ed ai componenti di imaging termico dei sistemi Catherine di Thales. Inoltre, grazie alla tecnologia ricevuta per la produzione e riparazione, ha superato il gap tecnologico nel creare le basse temperature necessarie al loro funzionamento, di coltivare sufficienti cristalli di tellururo di cadmio mercurio[1] mediante epitassia[2], nonché la mancanza di adeguate macchine litografiche per stratificare l’array[3] per la precisione richiesta. E’ da tener presente che il Catherine-FC era in effetti una misura di stop gap della Russia di pre-2016 a causa della precedente incapacità sopra esposte.

La “Volzhsky Optical and Mechanical Plant”, si è sviluppata e dal montaggio e riparazione è passata a produrre in proprio i sistemi di imaging termico Catherine FC[4]. Questi sono stati ulteriormente utilizzati per sviluppare altri sistemi quali “Essa”, “Plisa” e “Sosna-U” prodotti per i veicoli corazzati russi, inclusi carri armati T-72B3 e versioni di esportazione di T-90S (esportati in India, Algeria e Azerbaigian). A seguire, è stata in grado di produrre la Catherine XP[5] di terza generazione basate sulla tecnologia a matrice QWIP (Quantum Wells Infrared Photodetectors, transfer matrix method).

Pertanto in baffo alle sanzioni, la Russia è in grado di produrre in proprio sistemi di visione a camere termica, sia pure non più allo stato dell’arte, e le sta montando sui suoi veicoli in fase di ammodernamento: T-72BM3,T-80 BV  e T-90M “Proryv-3”, ponendo fine ai “blind fighters”.


1semiconduttori per imaging termico

[2] la deposizione di sottili strati di materiale cristallino su un substrato massivo, anch’esso cristallino, che ne indirizza la crescita e ne determina le proprietà strutturali.

[3] sequenza di elementi dello stesso tipo, immagazzinata in locazioni di memoria contigue.

[4] http://www.deagel.com/Sensor-Systems/Catherine-FC_a001925001.aspx

[5] http://www.deagel.com/Sensor-Systems/Catherine-XP_a001925002.aspx


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