Ankara valuta l’ipotesi di costituire una compagine contractor


Ankara valuta l’ipotesi di costituire una compagine di contractors per alimentare le missioni all’Estero dello Stato Turco.

La Turchia deve fondare una compagnia militare privata per assistere e addestrare i soldati stranieri, ha affermato Adnan Tanriverdi, il principale aiutante militare del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. E’ noto che il Presidente Erdogan ha annunciato più volte questo mese, in virtù dell’accordo siglato tra Tripoli ed Ankara di essere pronto ad inviare uomini e mezzi nel Paese Nordafricano. Peraltro, la Turchia potrebbe inviare soggetti “privati” ​​in Libia piuttosto che unità organiche all’Esercito Turco, come del resto fatto a suo tempo dai Russi con i contractors del gruppo Wagner che opera in appoggio al Maresciallo Haftar nella zona cirenaica.

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Infatti, il consigliere militare capo di Erdogan, il generale in pensione Adnan Tanriverdi, titolare del gruppo privato SADAT, sostiene in un’intervista rilasciata all’Independent Turkhish l’opportunità e la necessità di creare una società di contractors che operi all’estero per conto della Turchia. Per Tanriverdi questa compagnia rappresenterebbe un’opportunità per la politica estera del Paese, considerato che, in tal modo, Ankara potrebbe inviare truppe all’estero attraverso questa società privata, aggirando qualsiasi tipo di meccanismo internazionale, sulla base di un contratto tra società e Governo straniero.

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Allo stato attuale la società SADAT fornisce consulenza, e servizi di addestramento. Non ha lo status di compagine militare privata. Tali società esistono principalmente negli Stati Uniti, nel Regno Unito ed in Russia. Questi Paesi impiegano queste società come strumenti delle loro politiche estere, soprattutto, laddove non vogliano schierare ufficialmente propri uomini e mezzi, Ad esempio la russa Wagner è costituita da militari che hanno lasciato il servizio attivo. Operano come società completamente private negli Stati Uniti. Quando le aziende americane ricevono meno di 5 milioni di dollari di lavoro all’estero, sono fuori controllo, ma se ottengono contratti di “lavoro” superiori ai 5 milioni di dollari, passano sotto il controllo del Dipartimento di Stato Americano che ne coordina l’impiego.

Il controllo di questa società potrebbe essere statale facilitando di fatto il passaggio dalle Forze Armate nella compagine “privata” di militari appena usciti dal servizio attivo. Non sarebbe una novità, considerato che l’apparto industriale-militare della Turchia, pur essendo formato da società private di diritto, ha una forte presenza statale nel capitale azionario e di controllo.

Contestualmente, Tanriverdi ritiene che la costituenda società potrebbe fornire personale esperto costituito da ex militari, con adeguata quota di personale di comando di comprovata esperienza; il materiale e le armi dovrebbero essere resi disponibili dall’Esercito Turco.

Foto Offiziere.ch


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