Le Marine dei paesi che non hanno il mare (prima parte)


Essere bagnati dal mare ed avere una propria Marina è, quasi, un gioco da ragazzi. Ma gli Stati che non hanno accesso al mare posseggono lo stesso una Marina Militare? Ni, cioè si ma chiaramente non tutti.

Nel mondo sono ben 47 i paesi i cui confini non sono lambiti da acque marine. Tra questi il Liechtenstein e Uzbekistan sono addirittura doppiamente senza sbocco sul mare poiché anche i paesi con i quali confinano non hanno accesso al mare.

In questa prima parte tratteremo alcuni paesi che hanno avuto in passato una Marina militare ed altri nei quali è ancora attiva.

Austria

L’Austria ha perso l’accesso al mare dopo la Prima Guerra Mondiale con i trattati di Saint-Germain-en-Laye del 1919 e con quello di Trianon del 1920 ma all’interno dei confini nazionali scorre comunque il secondo fiume più lungo d’Europa (il primo se si considerano solo quelli navigabili).

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RPC Oberst Brech – livrea speciale per le celebrazioni della Battaglia di Lissa

Nel 1958 l’Esercito ricevette il piccolissimo pattugliatore RPC Oberst Brech al fine di garantire, secondo il governo, la neutralità austriaca: 12 metri di lunghezza e 2,5 di larghezza era armato con una mitragliatrice da 12,7, un lanciarazzi PAR66 da 84 mm e due lancia fumogeni da 80 mm.

Con l’arrivo del primo pattugliatore venne quindi costituita la Patrouillenbootstaffel con sede a Klosterneuburg ed una forza di circa quindici uomini (di cui due erano ufficiali).

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Dodici anni più tardi si aggiunse il più grande RPB Niederösterreich. Lungo 29,67 metri, largo 5,41 era motorizzato con due motori turbo diesel da 810 PS in grado di spingerlo fino a 41 km/h. L’armamento era composto da cinque mitragliatrici (una calibro 20 mm, una calibro 12,7 mm e tre 7,62 mm), un lanciarazzi PAR66 da 88 mm e 8 lancia fumogeni da 80 mm.

I due pattugliatori subirono alcuni lavori di aggiornamento nei primi anni duemila ma nel 2006, a causa dei tagli al comparto della difesa, l’unità navale venne chiusa e le due imbarcazioni donate al Museo di Storia Militare di Vienna. L’attività di sorveglienza viene ora svolta dalla Polizia Federale.

Azerbaigian

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Vice Ammiraglio Shahin Sultanov, capo di Stato Maggiore della Marina azere, con il Vice Ammiraglio Kevin Cosgriff, Comandante U.S. Naval Forces Central Command. (Fonte: qui)

L’Azerbaigian ufficialmente non ha sbocco sul mare, pur confinando a oriente con il Mar Caspio, poichè si tratta di un bacino endoreico (cioè un bacino imbrifero senza emissari). Data la vastità del Mar Caspio e alle delicate situazioni dei paesi che vi si affacciano il paese caucasico ha comunque una marina di tutto rispetto.

La Azərbaycan Hərbi Dəniz Qüvvələri è la Marina Militare delle Forze Armate dell’Azerbaigian e può contare su 14.000 uomini, 31 navi e 6 aerei.

Fregata ARG Gusar (Fonte: qui)

La nave ammiraglia è la fregata ARG Gusar, classe sovietica Petya, modernizzata da Stati Uniti e Turchia. E’ dotata di due cannoni da 76 mm, 2 RBU-6000 per la lotta anti sommergibile e tubi lanciasiluri da 406 mm.

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Una dei cinque pattugliatori classe Stenka in servizio (Fonte: Wiki)

Sono impiegati anche un totale di 13 pattugliatori (sovietici, turchi e americani), 6 navi da sbarco medie classe Polnocny e 7 dragamine costieri. La componente aerea ha invece 3 CASA CN-235 nella versione HC-144A, 2 Eurocopter Dauphin e un elicottero Super Puma.

Bolivia

La Bolivia perse l’accesso al mare in seguito alla guerra del salnitro combattuta tra il Cile e l’alleanza Bolivia-Perù nell’arco di tempo compreso tra il 1879 ed il 1884.

Pattugliatore statunitense Santa Cruz de la Sierra (Fonte: Armada Boliviana)

Nel 1963 a seguito della cessione di quattro unità navali da parte degli Stati Uniti il Ministro della Difesa Nazionale formò la Fuerza Fluvial y Lacustre. Nel 1966 venne rinominata Fuerza Naval Boliviana conosciuta anche come Armada Boliviana. La Marina ha il compito di controllare il Rio delle Amazzoni (a causa del traffico di sostanze illecite) e il lago Titicaca (che è tagliato a metà dal confine con il Perù). Inoltre la Bolovia continua a reclamare il proprio accesso al mare, cosa che ha parzialmente ottenuto nel 2010 quando il Perù gli ha concesso la costituzione sul Pacifico di una scuola navale militare, banchine portuali ed una zona di libero scambio.

Bolivian Navy Receives New Patrol Boats From China 925 001
Pattugliatori cinesi Type 928C (Fonte: Armada Boliviana)

L’Armada Boliviana dispone, principalmente sul Lago Titicaca, di un pattugliatore di costruzione statunitense Santa Cruz de la Sierra, sei Type 928C cinesi (consegnate nell’agosto del 2019) e 46 barche Boston Whaler Piranha LP (di cui 8 in configurazione d’assalto).

L’aviazione navale, formata nel 1968, è costituita da un solo Cessna 402C.

Etiopia

Nel 1955, in seguito alla decisione dell’ONU di federare l’Eritrea con l’Etiopia, venne fondata l’Imperial Ethiopian Navy con quartier generale ad Addis Abeba.

Il Principe Iskinder Desta, nipote di Salassiè e Vice Comandante della Marina Imperiale Etiope, accolto a bordo della HMS Eskimo dal Commodoro Sir Peter Anson nel 1971. Due anni più tardi Iskinder Desta verrà giustiziato.

L’Imperatore Selassie chiese aiuto a ufficiali della Marina norvegese per organizzare la neo-nata marina. Diversi ufficiali della Marina Imperiale seguirono corsi presso l’Accademia Navale di Livorno e quella statunitense di Annapolis, Maryland. L’addestramento dei marinai venne portato avanti nei primi anni da personale della Royal Navy in pensione.

Corvetta cacciasommergibili PC-1616

La prima nave a entrare nelle fila della Marina imperiale fu la corvetta cacciasommergibili PC-1616 della classe “Le Fougueux” passata prima alla Bundesmarine sotto il Mutual Defense Assistance Program della NATO e poi nel gennaio 1957 ceduta all’Etiopia dove venne intitolata a Zerai Deres (eroe nazionale etiope che manifestò il suo dissenso contro il colonialismo italiano). Già in estate la nave tornò agli statunitensi per approdare due anni più tardi alla Marina Militare italiana dove prese il nome di “Vedetta” con distintivo ottico F-597.

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USS Orca ceduta all’Etiopia

Nel 1962 gli Stati Uniti donarono alla Marina Imperiale l’ex nave appoggio idrovolanti della Seconda Guerra Mondiale USS Orca (AVP-49). Venne rinominata Etiopia (A-01) e impiegata come nave addestramento. Fu la nave ammiraglia della flotta etiope fino al maggio 1991.

Il 1991 coincise anche con l’anno di massima espansione della Marina che era formata da 3.500 uomini e 26 unità navali: due fregate sovietiche classe Petya, quattro motocannoniere missilistiche classe Osa, vari pattugliatori e cacciamine, mezzi da sbarco, una aviazione navale composta da un paio di Mil Mi-8 e una unità di difesa costiera formata da missili anti-nave P-15.

Ma nel 1991 l’Eritrea vinse la guerra e ottenne l’indipendenza, l’Etiopia non aveva più accesso al mare. L’A-01 “Etiopia” insieme ad altre navi si rifugiurarono in Yemen. Tre anni più tardi lo Yemen decise di espellere le navi ma ormai poche di esse erano in grado di riprendre il mare. Quelle che ci riuscrirono si ritirarono a Gibuti ma nel 1996 le autorità gibutine sequestrarono le navi a causa del mancato pagamento dei costi di ormeggio da parte della Marina etiope. Dopo 39 anni di esistenza la forza navale etiope venne sciolta.

L’unica imbarcazione a salvarsi fu il pattugliatore GB-21 che venne trasferito nel lago Tana dove è operato ancora oggi da personale dell’Esercito.

Di recente l’Etiopia ha dimostrato la volontà di ricostituire la propria componente navale. Per saperne di piu: L’Etiopia ricostruisce la marina

Kazakistan

Per il Kazakistan vale lo stesso discorso fatto per l’Azerbagian. Le Forze navali kazache vennero istiuite nell’aprile del 1993 iniziando però a essere operative solo nel 1996 sotto la struttura dell’Esercito. Nel 2003 per decreto presidenziale la Marina divenne indipendente. Nel 2010 il Presidente Nursultan Nazarbayev ha presentato la bandiera della Marina Militare mentre nel 2011 viene inaugurata la componente aerea. La Marina kazaka ha al suo interno anche la Guardia Costiera.

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Motocannoniera missilistica classe Kazakhstan

La unità ammiraglie sono quattro motocannoniere missilistiche classe Kazakhistan costruite in loco. Hanno un dislocamento di 240 tonnellate e secondo quanto affermato dalla stampa locale sono equipaggiate con moderni sistemi anti-aerei e artiglieria.

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Cacciamine Classe 10750E

Nel 2017 hanno comprato dalla Russia due cacciamine classe 10750E che dislocano 169 tonnellate e sono armate con un cannone da 30 mm AK-306 per CIWS, MANPADS per la difesa aerea, lanciagranate e sistemi di contromisure per le mine (fino a 10 ROV).

Per le operazioni di pattugliamento sono disponibili anche due OPV-62 e sei Shaldag di produzione israeliana.

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OPV-62 (Fonte: qui)
Shaldag Mk V (Fonte: qui)

La componente aerea è composta da 2 Sukhoi Su-27 e 12 Mil Mi-24.

Mongolia

Storicamente, durante il regno dell’imperatore Kublai Khan, la Mongolia operava una delle flotta più grandi del mondo. La maggior parte delle navi venne perduta durante l’invasione Mongola del Giappone (a causa del famoso “vento divino” o kamikaze).

La Marina venne ricostituita negli anni 30′ per il trasporto di petrolio sotto il controllo di quella sovietica. La crisi iniziò con la fine dello sfruttamento dei giacimenti e la maggior parte della navio affondò o venne dismessa.

Sukhbaatar III

Nel 1990 era la Marina più piccola del mondo con una sola imbarcazione, la Sukhbaatar III, in servizio nel Lago Hôvsgôl e 7 marinai.

Uno dei sette marinai della Marina mongola (quello che nuota ma ha paura dell’acqua) (Fonte:qui)

Nel 1997 la Marina venne privatizzata e iniziò ad offrire tour del lago a pagamento per coprire le spese. Nel 2001 solo uno dei sette marinai sapeva nuotare ma questo ultimo aveva paura dell’acqua.

Seguirà seconda parte


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