Hyundai mira a vendere 800 mbt Black Panther K2 a Varsavia


Hyundai Rotem mira a raggiungere un accordo per lo sviluppo di carri armati con il Governo polacco.

L’industria sudcoreana sta progettando di collaborare con il governo polacco per sviluppare e produrre 800 carri armati di classe Black Panther K2.

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L’offerta ufficiale del progetto dovrebbe essere annunciata nella prima metà di quest’anno.

Un progetto da 9 mld di dollari

Il progetto globale dovrebbe essere diviso in due fasi per la produzione di un totale di 800 carri armati. Un programma molto importante il cui valore è stimato a circa 9 mld di dollari.

Infatti, Varsavia ha urgente bisogno di sostituire i vecchi T-72 (asia pure modificati ed aggiornati) di origine sovietica ed i più recenti PT-91.

I sudcoreani hanno incontrato più volte funzionari polacchi per spiegare le specifiche delle qualifiche e delle funzioni del Black Panther K2.

La Polonia ha acquistato in Corea del Sud nel 2016 120 scafi per obici semoventi K-9 prodotti da Hanwha per i KRAB messi a punto da Huta Stalowa Wola (HSW) in cooperazione con BAE Systems. Il KRAB adotta lo scafo del K-9, la torretta del AS90 Braveheart ed il cannone Rheinmetall L52-155mm.

Le opzioni sul campo, la possibile intesa con Roma

Ma quella sudcoreana è solo una delle opzioni che sta valutando Varsavia. Infatti, dopo che è emerso il diniego franco-tedesco alla partecipazione polacca al programma per il nuovo mbt in fase di progettazione, Varsavia ha aperto diversi canali.

Tra questi canali vi è anche l’Italia che, essendo nella stessa condizione polacca, fuori dal Euro Tank, cerca “alleanze” nel settore corazzato e meccanizzato, anche al fine di poter accedere ai fondi PESCO.

Da parte italiana sarebbe il CIO, costituito da Iveco Defence Vehicles e Leonardo a gestire il programma per i nuovi mezzi pesanti destinati a riequipaggiare l’Esercito. Le linee Ariete e Dardo abbisognano di essere sostituite nel breve e medio periodo con materiali di nuova generazione.

Chiave di volta per Varsavia è non solo la percentuale di lavoro complessivo nell’ambito del programma ma soprattutto il livello qualitativo del medesimo.


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