L’Artiglieria Controaerei dell’Esercito Italiano (Parte 1a)


Passato, presente e futuro

Le artiglierie convenzionali leggere

La componente di artiglieria contraerea dell’Esercito Italiano si è evoluta, passando da sistemi di artiglieria convenzionale a sistemi missilistici superficie-aria sempre più sofisticati.

Come è noto, terminata la Guerra di Corea gli Stati Uniti trasferirono all’Italia, e non solo, montagne di materiali militari (in parte risalenti alla II GM). Scopo principale dell’operazione era rafforzare gli alleati europei ancora alle prese con la ricostruzione post bellica e senza grandi risorse da destinare alle spese militari. Si era in piena Guerra Fredda e c’era la necessità di strutturare la NATO portando ad un livello accettabile le Forze Armate dei Paesi Europei.

L’Esercito Italiano aveva rimesso in linea tutti i materiali bellici che erano stati rinvenuti e non passati alla fiamma ossidrica: tra questi ritrovarono impiego i cannoni pesanti Mod. 40 da 90/53mm, le mitragliere campali Breda da 37/54 mm. A questi sistemi si aggiunsero le mitragliere Bofors da 40/60 largamente impiegate dai Britannici e dagli Statunitensi di cui esistevano depositi in Italia, organizzati a seguito della cessazione delle ostilità. Ma, ovviamente, erano tutti materiali piuttosto logori, in alcuni casi obsolescenti che abbisognavano di sostituzione urgente.

Gli M55 statunitensi

Tra i materiali arrivati in gran quantità dai depositi statunitensi vi erano i sistemi quadrinati da 12,7mm M55 (gli M45 del periodo bellico). Erano sistemi a puntamento ottico, armati con ben quattro mitragliere M2HB.

Avevano queste caratteristiche:

Lunghezza complessiva: 1905 mm (in batteria)
Lunghezza della canna: 1140mm
Peso dell’arma singola: 38 chilogrammi
Peso del complesso: 1400 kg;
Settore verticale di puntamento: da 10 a + 90 gradi
Settore orizzontale di puntamento: 360 gradi
Velocità di brandeggio: 60° al secondo
Gittata massima sull’orizzonte: 6600 metri
Portata utile in funzione contraerea: attorno ai 700 mt
Portata utile terrestre: 1500 mt
Cadenza di tiro complessiva: 2000 colpi al minuto (500 colpi per arma)
Capacita’ munizionamento complessiva: 800 colpi (200 colpi per arma)

Erano sistemi pensati per la difesa ravvicinata delle truppe a terra, largamente impiegati sui campi di battaglia della II GM e della Corea ma che con l’avvento dei jet erano irrimediabilmente superati. L’US Army li impiegò anche in Vietnam come sistemi di protezione dei perimetri delle basi e come sistemi di difesa dei convogli. Infatti, il volume di fuoco erogabile e la potenza delle M2HB rendevano idonei gli M55 all’impiego di supporto a terra.

Nonostante ciò, grazie all’enorme numero di sistemi consegnati, il fatto che potevano essere trainati o autocarrati, rimasero in linea con l’Esercito fino agli anni Novanta. Insieme ai Breda Bofors L70 da 40mm rappresentavano l’armamento tipico delle batterie dei Rgt. d’Artiglieria Controaerei Leggera.

Il numero di armi era talmente elevato è che, accanto ai reparti in linea, vi erano due RGT. ACL in posizione quadro per esigenze di mobilitazione. I sistemi furono ritirati, definitivamente, a partire dal 1995.

Arrivano i Breda Bofors 40L/70

Constata la obsolescenza tecnica ed operativa delle mitragliere Bofors 40L60, si decise l’acquisto della nuova versione 40L70, più moderna, con maggiore celerità di tiro e maggior raggio d’azione. Furono prodotte su licenza due versioni la Bofors Galileo e la Bofors Breda. Oltre a differenze di pesi in ordine di marcia e di velocità di brandeggio-direzione, i due complessi avevano una diversa disposizione di servomotori.

Members of Italy’s 21st Artillery Group, Anti-aircraft Battery, secure their gas masks prior to firing a 40mm L/70 anti-aircraft gun. The Italian military personnel are participating in exercise Bluetail maneuvers, designed to test the operational readiness of the 435th Tactical Airlift Wing and wing tenant organizations.

Le prime versione era dotata di centralina di dati Galileo (prodotta su licenza Bofors) mentre successivamente le batterie furono asservite alle centrali di tiro Contraves CT-40 e a radar LPD/20.

Avevano queste caratteristiche:

lunghezza complessiva del complesso in batteria: 538 cm;
lunghezza della canna: 70 calibri pari a 280 cm;
peso del complesso in batteria:
. 4.570 kg, BREDA-BOFORS;
. 4.970 kg, BREDA-GALILEO;
peso del complesso al traino:
. 4.800 kg, BREDA-BOFORS;
. 5.200 kg, BREDA-GALILEO;
settore verticale di puntamento; da – 5° a + 90°;
settore orizzontale di puntamento: 360°;
velocità di brandeggio in elevazione:
. 45° al sec. BREDA-BOFORS; . 110° al sec., BREDA-GALILEO;
velocità di brandeggio in direzione:
. 85° al sec., BREDA-BOFORS; . 110° al sec., BREDA-GALILEO;
velocità iniziale, con granata HE e spoletta autoesplodente, circa 1.000 m/s;
peso del proietto HE con tracciatore (HET) e con spoletta meccanica-autoesplodente 903 gr.

La celerità di tiro teorica era pari a 240 colpi al minuto; l’alimentazione del caricatore prevedeva 3 clips da 4 colpi. I serventi erano da tabella sei più il capopezzo ma normalmente non avevano più di tre-quattro uomini a pezzo. I tempi di messa in batteria ed in ordine di marcia erano pari a 10 minuti.

Le batterie erano asservite alla centrali Contraves CT-40; erano costituite da 4 sezioni ognuna dotata di 2 40L70 e 2 M55 con centrale CT-40, per un totale di 8 cannoni da 40mm, 8 mitragliere quadruple da 12,7mm, 4 centrali CT-40 ed un radar LPD/20.

Risultati immagini per Contraves CT 40/G

Le centrali CT-40 erano delle apparecchiature elettroniche per la direzione del tiro contro aereo costruite dalla Società Contraves Italiana in collaborazione con la Società Microlambda. La CT-40 aveva le seguenti funzioni: a) ricerca del bersaglio aereo con o senza il concorso di un “puntatore ausiliario”; b) calcolo degli angoli di tiro e di direzione per due sezioni, con diversa parallasse, composta ciascuna di due cannoni da 40, tenuto conto della balistica del cannone e supposto il bersaglio in moto rettilineo uniforme; c) puntamento dei cannoni mediante elementi sincronici verso il punto futuro calcolato. Tale complesso era costituito da: carro trasporto; colonnina di punteria; calcolatore; cassone di distribuzione e gruppo convertitore, radar MLT5/f.

Risultati immagini per radar lpd-20

I LPD/20 pulse -on Radar, dotati di Moving Target Indicator (MTI) avevano queste caratteristiche: Altitudine da 0 a 30.000 metri e Raggio di ingaggio da 0.2 a 37 km.

Questi sistemi d’artiglieria servirono nelle fila dell’Esercito dalla seconda metà degli anni cinquanta fino alla fine degli anni novanta.

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Nel 1995, allorquando i sistemi erano ormai prossimi ad uscire di linea, l’Esercito provò un cannone Breda Bofors 40L70 montato sopra uno scafo di Leopard 1. Si arrivò anche ad iniziali prove di fuoco, ma il tutto fu abbandonato senza ulteriore seguito

I SIDAM

Per dotare le unità corazzate e meccanizzate di una difesa antiaerea a corto raggio, lo SME negli anni Ottanta decise di sviluppare una versione del M113 dotandola di un complesso a 4 mitragliere KBA da 25mm. Nell’ottica dell’Esercito questi sistemi dovevano assicurare, infatti, la difesa antiaerea a corto ed a cortissimo raggio contro attacchi aerei a bassa quota ed anche la difesa anti elicottero.

Inizialmente, i programmi prevedevano di allestire 360 SIDAM ma la produzione si fermò a 275 esemplari.

Il SIDAM era dotato di un telemetro laser e sistema di inseguimento TV automatico o manuale, di una camera termica che consentiva di impiegarlo anche in condizioni notturne e del calcolatore digitale per il tiro. Aveva capacità IFF mentre il tempo di scansione era di 6 secondi.

Limite principale del sistema era l’assenza di un radar di scoperta e tiro che ne vanificava le prestazioni. Peraltro, l’Esercito prevedeva di distribuire un radar montato sempre su scafo M113 per ogni 4 Sidam, quindi, due per batteria. Ma sino all’avvenuta radiazione del sistema i programmati radar non furono distribuiti ai reparti.

L’arma impiegata, la mitragliera Oerlikon KBA da 25mm impiegava proiettili HEI (esplosivo incendiario), HEIAP (alto esplosivo incendiario perforante) ed APDS (sabot perforante). La portata utile arriva fino a 2,5 km contro bersagli a bassa quota. Le mitragliere hanno una cadenza teorica di 2.440 colpi al minuto; le dotazioni a bordo prevedevano 600 colpi complessivi. Altri 40 proiettili APDS (Armour Piercing Discarding Sabot) erano portati a bordo per ingaggiare veicoli blindati leggeri. La velocità del proiettile all’uscita dalla bocca di fuoco è pari a 1.463 metri/secondo.

Fine 1a Parte

Foto: Esercito Italiano, US National Archives, Pinterest, Nikemissile.forumfree.it


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