Il nuovo bombardiere strategico dell’USAF, il B-21 Raider


Il più importante programma segreto dell’U.S. Air Force negli ultimi anni. L’aereo prodotto dalla Northrop Grumman e destinato a sostituire i bombardieri strategici B-1, B-2 e B-52 si sta avvicinando al suo debutto pubblico.

L’Air Force, che solo ora si sbottona un po’ di più sul tema, chiederà al Congresso di acquistare 50 B-21 in più rispetto ai 100 previsti. Prezzo di ogni aereo? Probabilmente superiore al mezzo miliardo di dollari.

Il Generale Randall G. Walden, capo dell’Air Force Capabilities Office ad ottobre ha affermato che era tutto pronto per iniziare la produzione dell’aereo presso lo stabilimento Northrop Grumman di Palmdale.

L’USAF non cercherà di portarlo via “di nascosto” e il debutto del B-21 sarà pubblico e mondiale come il rollout del B-2 nel 1988.

I massimi vertici non si vogliono sbilanciare sulla data del primo volo. Il Vice Capo di Stato Maggiore dell’Air Force Gen. Stephen Wilson ha affermato che secondo lui sarà nel dicembre 2021.

L’US Global Strike Command intende ritirare i 62 B-1 ed i 20 B-2 attorno al 2020. Secondo il piano di produzione a quel punto l’USAF dovrebbe avere 100 nuovi B-21.

L’US Air Force ha riattivato il 420th Flight Test Squadron di Edwards, la stessa unità che ha testato il B-2, per supportare inizialmente il nuovo bombardiere.

Per lo sviluppo del B-21 non sono stati costruiti modelli in scala ridotta del bombardiere seppur Warren abbia ammesso che l’aereo è stato testato nella galleria del vento.

B-2 vs B-21

Rispetto al B-2, del quale condivide solo l’aspetto esteriore, il B-21 sarà più piccolo (da 52 metri di apertura alare a meno di 45 metri) e porterà un carico minore (comunque in grado di trasportare la micidiale “bunker buster” GBU-57 MOP). Il Raider potrà chiaramente trasportare bombe nucleari B61 e anche il nuovo missile a lungo raggio LRSO (Long-Range Standoff).

L’intero sistema sarà ottimizzato per ridurre la segnatura radar e soprattutto per quella termica. I motori sono installati in un modo “inedito” rispetto a precedenti applicazioni in aerei a bassa osservabilità. La Pratt & Whitney ha dovuto adattare in corso d’opera i motori per renderli il più possibile “invisibili”. Si può affermare, sulla scia di quanto affermato da Waldren, che il B-21 è stato costruito attorno ai motori.

Il lavoro svolto ha permesso di fare del Raider un aereo “extremely low-observable” rispetto al “very low-observable” attribuito ad F-22 ed F-35.

Non si sa ancora se sarà dotato di quattro o due motori ma c’è una concreta possibilità che il motore prescelto è l’F-135 che equipaggia anche l’F-35.

Negli ultimi anni si sono susseguite numerose teorie sul fatto che il B-21 sia “optionally manned” cioè in grado sia di volare con un equipaggio ma anche in modo autonomo. I massimi vertici militari non hanno però rilasciato alcun commento per smentire o confermare questi rumors.

Il nickname ufficiale “Raider” è stato scelto in onore del raid di Doolittle (l’incursione aerea su Tokyo nell’aprile 1942).

Massimo riserbo anche sulle aziende che operano sul progetto. Si conoscono solo sette subappaltatori: Orbital ATK, BAE Systems, GKN Aerospace, Janicki Industries, Rockwell Collins e Spirit Aerosystems.


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