M-346 all’Azerbaijan, la scelta italiana non è un caso


Leonardo è vicina alla vendita degli M-346 a Baku. Le relazioni commerciali e diplomatiche tra i due paesi hanno spianato la strada a questo contratto. L’Italia si presente infatti come il primo partner dell’Azerbaijan e anche il TAP ha avuto il suo peso.

I rapporti Italia-Azerbaijan

Presidents of Azerbaijan, Italy attend opening of polypropylene plant in Sumgait city (PHOTO)
Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, inaugura insieme al Primo Ministro della Repubblica dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, un impianto produttivo specializzato in polimeri a Sumgait.

L’Azerbaijan rappresenta il primo fornitore di petrolio per l’Italia e Ilham Aliyev, il neo-eletto primo ministro azero, ha definito il belpaese “il partner numero uno in Europa”. L’interscambio commerciale tra i due paesi ha raggiunto i 5,8 miliardi del 2018 confermando l’Italia come il principale partner commerciale del paese caucasico.

Durante la visita avvenuta a Roma tra il 20 ed il 21 febbraio 2020 Ilham Aliyev ha incontrato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Il 21 febbraio presso MAECI si è tenuto un Business Forum Italia-Azerbaijan dove si è discusso di trasporti, energia, agricoltura,etc.

La rottura con la Russia

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Stazione Radar di Gabala

I rapporti tra Mosca e Baku si sono deteriorati nel corso degli anni proprio a causa di vicende legata al settore della Difesa.

Nel gennaio 2002 venne firmato tra la Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaijan un accordo per l’utilizzo del sito radar Daryal di Gabala (RO-7), costruito nel 1977 in quella che allora era l’Unione Sovietica. L’accordo aveva una durata di 10 anni.

Nel febbraio 2003 le due nazioni siglarono un accordo intergovernativo di cooperazione tecnico-militare e il 4 dicembre 2006 un secondo accordo di protezione reciproca delle proprietà intellettuali.

Nel 2007 l’alleanza con la Russia era vista positivamente da ben l’80% della popolazione azera ma a seguito della guerra georgiana questo valore scese al 52%.

All’inizio del 2009 i media azeri pubblicarono la notizia di un mega trasferimento di armi dalla Russia per un valore di quasi 800 milioni di dollari. Il 21 gennaio il Ministro degli Esteri russo negò ufficialmente il trasferimento. Secondo quanto pubblicato da Wikileaks il Ministro della Difesa azero Safar Abiyev durante la sua visita a Mosca avrebbe ricevuto dal suo corrispettivo russo, Sergei Ivanov, una rassicurazione sulla vendita delle armi anche se pubblicamente sarebbe stata negata.

Nel 2012 la scadenza dell’accordo per il sito radar aprì la strada a nuove negoziazioni. Nel frattempo erano cresciute le tensioni tra l’Azerbaijan e l’Armenia (che oltre ad essere nel CIS è anche nel CSTO) che tradizionalmente è molto vicina a Mosca. La Russia, che intanto aveva iniziato la costruzione del sito radar di Voronezh a Armavir che copre la stessa zona di quello di Gabala, offrì di modernizzare il radar. Baku voleva invece aumentare il canone di concessione da 7 milioni di dollari fino a 300 milioni. A dicembre 2012 la Russia ha annunciato che le negoziazioni sono fallite, la stazione radar venne quindi restituita all’Azerbaijan e le apparecchiature elettroniche smontate e trasportate in Russia.

La Russia decise quindi di interrompere il transito del petrolio azero nell’oleodotto Baku-Novorossiy e sequestrò la petroliera “Nephthalene” battente bandiera azera con l’accusa di contrabbando. La rottura diplomatica lasciò insolute molte questioni come quelle della regolamentazione del Nagorno-Karabakh, del Mar Caspio e della cooperazione energetica.

Nel 2018 la vendita di sistemi di artiglieria missilistica costiera SSC-6 Sennight russi sono stati bloccati per paura che potessero rappresentare una minaccia per le navi russe nel Mar Caspio.

I rapporti negli anni a seguire si sono leggermente migliorati anche dal fatto che Baku sa bene che la sua prosperità dipende dai buoni rapporti con la Russia. Il primo paese per scambi commerciali (escludendo il petrolio) è infatti la Russia dove è presente anche una grande comunità azera (si stimano quasi 3 milioni di persone). In Azerbaijan è presente una comunità russa che conta quasi 120.000 persone (1,34% del totale).

Prospettive future

L’Azerbaijan nel corso dell’ultimo decennio e nel solco della politica di equidistanza tra Russia e Occidente ha cercato di diversificare i fornitori per le proprie esigenze nel campo della Difesa. Dalla Turchia ha acquistato il sistema anti drone IHTAR mentre dalla Bielorussia l’MRL Polonez ed ha mostrato interesse per il sistema di difesa aerea Groza-S. Ampio spazio anche per Israele con i missili TMB LORA, droni Hermes 900, missili anti-carro Spike ER, radar Sky-Capture e produzione su licenza dell’Orbiter 1K.

Attualmente le forze armate fanno ancora largo impiego di materiale sovietico che raramente è stato aggiornato.

Mappa che include TAP, TANAP e SCP (Fonte: qui)

Baku avrebbe potuto benissimo scegliere lo Yak-130 ma la volontà di diversificare l’approvvigionamento, soprattutto nell’Aeronautica dove prosperano velivoli di produzione sovietica, ha fatto preferire l’M-346 di Leonardo. Rientrano poi gli ottimi rapporti commerciali tra i due paesi rafforzati anche dalla costruzione del TAP (che permette al gas azero di arrivare in Italia e il 20% del consorzio appartiene alla State Oil Company of Azerbaijan Republic).

L’Azerbaijan si è dimostrato inoltre interessato all’acquisto dell’AW609 seppur non sia stato sottoscritto alcun accordo in merito a questa questione.


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