Red Flag 20-1, guerra elettronica al lavoro


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Chi non ha sentito parlare della Red Flag, Bandiera Rossa, l’esercitazione estremamente realistica focalizzata al combattimento aria-aria che periodicamente si tiene nei deserti americani sin dai tempi della Guerra Fredda durante la quale si temevano ondate di aerei da combattimento con la stella rossa solcare i cieli dell’Europa occidentale?

Durante il mese di Gennaio, chi ha potuto presenziare attorno alle piste di Nellis (o, per i più fortunati, all’interno della grande base) e avrà alzato gli occhi al cielo o i lunghi teleobiettivi per riprendere gli aerei decollare e atterrare a ritmo frenetico nel mezzo dell’imponente attività non-stop della grande esercitazione, avrà di sicuro notato alcune particolarità nel tipo di velivoli coinvolti nella prima esercitazione dell’anno, la Red Flag 20-1, ma ci ritorneremo tra poco.

Ci immaginiamo invece le varie fasi dell’esercitazione durante le quali il personale all’interno del Combined Air Operations Center (CAOC), il centro nevralgico della campagna aerea, deve prendere decisioni importanti per contrastare la Red Force, l’opposizione.

Blue vs Red

F-16

La Blue Cyber ​​Force, i “buoni”, hanno elevato il proprio livello di sicurezza per difendere il CAOC dagli attacchi della Red Aggressor Force, che nelle intenzioni dei pianificatori era taskata per attaccare, neutralizzarlo e carpire informazioni anche attraverso l’attacco elettronico.

La Red Flag 20-1 infatti, è stata incentrata sulla cyber war mentre la 20-2, attualmente in corso, ha come tema principale il combattimento aria-aria con la partecipazione, tra gli altri, di 6 F-35A e 6 F-2000 dell’Aeronautica Militare e 10 Typhoon dell’Ejercito dell’Aire spagnolo. 

La Red Force, rappresentata dal locale 57th Information Aggressor Squadron, è stata integrata per l’occasione da un’aliquota di Lockheed Martin F-35B Lightning (Lightning è la denominazione RAF del Joint Strike Fighter) e da diversi Boeing F/A-18G Growler della Royal Australian Air Force, supportati da una coppia di aerei ISTAR Boeing E-7A Werdgetail.

F-35B

La presenza di aerei specializzati per la guerra elettronica come i Growler e gli stessi F-35B nel ruolo di “aspirapolvere” elettronico, grazie al loro potente software, ha apportato ai “rossi”un contributo estremamente qualitativo e all’intera esercitazione.

L’oscuro 57th Information Aggressor Squadron che ha coordinato tutte le operazioni dei propri assetti ha il compito di acquisire, conoscere, insegnare e replicare tutto ciò che ha a che fare con il Cyber Spazio e la guerra elettronica. Comprendendo la minaccia e le capacità dell’avversario, il reparto ha la possibilità di addestrare la Blue Force al fine di implementare, testare e esercitarsi nelle strategie di difesa di da questo tipo di attacchi rappresentando nei giorni della Red Flag le minacce esistenti e persistenti, avanzate o estremamente sofisticate presenti nei vari teatri mondiali.

RC-135

I primi giorni della Red Flag 20-1 hanno visto il 57th IAS impegnato a produrre minacce di basso livello, via via intensificate sul piano tattico sino ad arrivare a compromettere su larga scala la rete informatica e strutturale delle Blue Force.

Quest’ultima, addestrandosi in modo graduale, ha avuto così la possibilità di imparare a difendersi non potendo gestire la propria rete informatica in quanto compromessa e degradata a vari livelli.

In genere, le Blue Forces sono preparate a proteggere le proprie reti da “cyber-intrusi”; questo tipo di esercitazione spinge i reparti blu a reagire nel modo più reale e il più vicino possibile per contrastare le forze che in uno scenario reale si ipotizza essere gli avversari.

Infatti, le minacce quasi allo stesso livello delle capacità della Blue Force costringono i componenti non solo a pensare, ma soprattutto a reagire perché i “rossi” hanno come obiettivo quello di ottenere tutto ciò che possono dal punto di vista elettronico e usarlo contro i “blu” e naturalmente eliminare i “giocatori chiave dal gioco” al fine di inibire o cancellare del tutto le risorse utilizzate da quest’ultimi.

In altre parole, strateghi, avieri e piloti della Blue Force hanno la possibilità di addestrarsi a comprendere come conseguire i loro obiettivi e come gestire le missioni dei propri assetti portando avanti la lotta mentre qualcuno sta cercando di spegnere i loro computer e le relative modalità di comunicazione.

La comunicazione è fondamentale poiché i team lavorano per raggiungere gli obiettivi, massimizzando l’esperienza di apprendimento.

F-16

Naturalmente, per una corretta gestione di un’esercitazione complessa come questa e per raggiungere l’obiettivo che via via viene assegnato attraverso la pianificazione di scenari i più realistici possibile, i pianificatori delle due “squadre” sono in costante contatto per adeguare le missioni giornaliere a quanto emerso da quelle appena concluse.

In pratica, se una certa tecnica di attacco non viene recepita e adeguatamente contrastata dalla squadra blu, la squadra rossa continuerà ad applicarla sino alla completa gestione della minaccia e il pieno contrasto da parte dei primi; solo dopo si passerà, come in comune videogioco, al livello di minaccia superiore.

L’importanza di Red Flag

F-35

La Red Flag, focalizzata principalmente sull’attività aria-aria e la Green Flag, concentrata su quelle aria-suolo, offrono, in conclusione, alle forze aree degli Stati Uniti (USAF, USN, Marines) e dei paesi alleati partecipanti, un’opportunità addestrativa unica nel suo genere per affrontare assieme i conflitti del mondo reale.

La Red Force non simula, non segue un copione scritto in anticipo, ma è un avversario reale, agguerrito e che costringe a reagire.

La ripetizione fino alla nausea di determinati esercizi, esattamente come opera un allenatore con la propria squadra sportiva, invece di addestrarsi esclusivamente per capire la prossima mossa migliore, produce un evidente beneficio perché ciò che hai già provato molte, molte volte troverà nella pratica una reazione automatica; essa risulterà pertanto efficace quanto letale. Farlo assieme agli alleati, altro obiettivo di questi ampi eventi e consente di fondere idee diverse volte al raggiungimento di un unico scopo.

Come abbiamo già sottolineato, la Red Flag è per tradizione il principale appuntamento al mondo incentrato sul combattimento aereo e funge da base per la cooperazione e l’interoperabilità della guerra aerea alleata, assolutamente cruciale per combattere e vincere guerre di domani attraverso una coalizione ben addestrata e omogenea. Dopo essere stata raffinata e migliorata per oltre 45 anni, la madre di tutte le esercitazioni con un large force employment (LFE), si svolge sul vasto complesso del Nevada Test and Training Range (NTTR) che comprende un’enorme porzione del sud del Nevada. La maggior parte dei velivoli opera dalla Nellis AFB a nord di Las Vegas che continua a sviluppare la propria attività statutaria anche in concomitanza di un numero elevatissimo di velivoli temporaneamente rischierati.

Red Flag attraverso il tempo

La Red Flag fu pensata e organizzata partendo dalle lezioni apprese durante la guerra del Vietnam: se un equipaggio sopravvive alle prime 10 missioni è molto più probabile che sopravviva all’intero turno di rischieramento in area di combattimento. Al giorno d’oggi, il combattimento aereo sta diventando sempre più complesso: i piloti si troveranno ad affrontare scenari di minaccia avanzati e complessi che in genere non possono essere replicati in addestramento. Questi scenari includono ovviamente le minacce portate da terra e da una forza aggressiva robusta e altamente addestrata dall’aria, sostenute e supportate da complesse tattiche di guerra elettronica e altro ancora, con i droni che sempre più stanno entrando a far parte di ogni situazione dove un equipaggio non può arrivare o è ritenuto non spendibile.

Cyber-warfare

EC-130 Compass Call

Nel complesso, l’offerta addestrativa prodotta a Nellis si è evoluta nel corso degli anni per supportare, attraverso una formazione la più realistica e complessa possibile, la crescita professionale e la prontezza degli equipaggiamenti a disposizione secondo gli scenari emersi sullo scacchiere mondiale.

Se la cyber-warfare è ormai considerata una minaccia da prendere assolutamente sul serio, l’elettronica ha anche consentito di implementare nuove forme di addestramento virtuali per rendere reale anche ciò che non può essere realizzato nella pratica. Il mix reale-virtuale pertanto, offre a piloti e personale di terra una gamma di esercitazioni senza eguali.

Così, alcune volte l’anno decine di aerei militari e centinaia di aviatori, personale di terra e dell’intelligence si recano nel sud del Nevada per frequentare il “Graal” dell’addestramento al combattimento aereo.

In apertura, abbiamo citato i temi delle Red Flag 20-1 e 20-2; ogni campagna addestrativa è infatti diversa dalla precedente e da quella che vi seguirà.

In ciascuna esercitazione infatti, vengono personalizzati in modo univoco sia lo scenario che le dimensioni di essa, le capacità e i problemi di sicurezza delle forze presenti in teatro. Anche se le varie Red Flag vedono la presenza di assetti il più diversificato possibile, stranieri e americani, sono le Aeronautiche dei paesi alleati degli Stati Uniti, numericamente inferiori, che ottengono la maggior pubblicità e il maggior ritorno in termini di formazione; esse in molti casi più all’avanguardia in termini di nuove e sfidanti capacità  portate a Nellis, rispetto a molti dei reparti americani che vi partecipano.

Red Flag 20-1

E-3

Questa visione è esattamente quanto si è visto nel corso della Red Flag 20-1.

La Red Flag 20-1 è stata una delle esercitazioni “bandiera rossa” meno pubblicizzate in assoluto.

Le foto e i video ufficiali dell’evento sono stati a dir poco scarsi. Gli unici partecipanti stranieri in volo sono stati la Royal Air Force e la Royal Australian Air Force, due dei più stretti alleati d’America e che sono anche clienti di alcuni dei prodotti di punta della produzione bellica delle industrie a stelle e strisce.

Contrariamente a tante altre esercitazioni, la 20-1 è stata dimensionalmente più piccola, vorremmo dire quasi intima e più silenziosa.

La Cyber-Warfare, la guerra elettronica, non sono capacità da sbandierare ai quattro venti, del resto; pertanto, è anche comprensibile che gli uffici stampa delle singole forze aree siano stati assai abbottonati e parchi nel fornire dettagli e informazioni su quanto si è svolto e raccolto al termine.

Partecipanti

F-18

La Royal Australian Air Force (RAAF) ha portato i suoi Super Hornet F/A-18F, gli aerei da guerra elettronica EA-18G Growler e 2 E-7 Wedgetail in funzione Early Warning & Control.

La Royal Air Force ha fatto affluire a Nellis i suoi Typhoon FGR4 che, ricordiamo, rappresentano la versione più avanzata del delta-canard europeo e un’aliquota di moderni caccia stealth  F-35B Lightning (la versaione a decollo corto ed atterraggio verticale),  supportati da un’aerocisterna Airbus Voyager MRTT.

L’USAF ha prodotto ha una varietà di aeromobili ovviamente imponente, tra i quali gli F-35A, F-16C, una coppia di bombardieri strategici B-1B Lancer, gli aerei da guerra elettronica RC-135V, un AWACS E-3G, alcuni misteriosi EC-130H Compass Call, oltre agli elicotteri HH-60G e ad una coppia di HC- 130J con compiti SAR e CSAR.

L’aviazione di marina ha ovviamente fatto affluire, visto il tema della 20-1, un’aliquota di propri EA-18G Growler.

  • RAAF – F/A-18F
  • RAAF – EA-18G
  • RAAF – E-7A Wedgetail
  • RAF  – A330 Voyager MRTT tanker
  • RAF – Typhoon FGR4
  • RAF – F-35B
  • USAF 421st Fighter Squadron – F-35A
  • USAF 119th Fighter Squadron – F-16C
  • US Navy VAQ 135 – EA-18G
  • USAF 37th Bomb Squadron – B-1B
  • USAF 343rd Reconnaissance Squadron – RC-135V
  • USAF 41st Electronic Combat Squadron – EC-130H
  • USAF 960th Airborne Air Control Squadron – E-3G
  • USAF 66th Rescue Squadron – HH-60G
  • USAF 79th Rescue Squadron – HC-130J
  • USAF 64th Aggressor Squadron – F-16C/D
  • Draken International Aggressors- A-4K, L-159/39

L’elenco ci fa ancora più comprendere quanto la guerra elettronica sia stata il tema dominante della 20-1, con la presenza assai interessante degli F-35 delle versioni A (convenzionale) e B (STOVL) tra le opposte “fazioni”.

L’F-35 del resto, oltre alle proprie capacità di bassa osservabilità e situational awareness, possiede infatti una delle suite di guerra elettronica più capaci del pianeta.

In chiusura, vogliamo ricordare che negli ultimi giorni della Red Flag 20-1 è giunto a Nellis un esemplare di Dassault Mirage F-1 di recente acquisito dalla compagnia Draken International, seguito da altri due in vista della Red Flag 20-2 alla quale stanno partecipando gli assetti della nostra Aeronautica Militare.

Galleria

Clicca sulla foto per ingrandirla

Un particolare grazie al nostro inviato Giovanni Clemente che con le sue foto ci consente di ammirare velivoli che dalle nostre parti non vedremo forse mai, oltre a notare quanto gli F-16 Aggressor siano stati dipinti nei colori di Su-57, Su-30SM, J-20.

© Testi redazione, Immagini Giovanni Clemente e Gianluca Conversi All Rights Reserved


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