Lavori in corso per la nuova base dei Marines a Guam


L’isola di Guam è il territorio (non incorporato) più occidentale degli Stati Uniti. Si trova a circa 5300 km a ovest delle Hawaii, e 2400 km a est delle Filippine e a sud del Giappone. L’isola viene spesso viene definita “una portaerei permanente” e un’area strategica dal punto di vista militare per controllare il Pacifico occidentale.

Guam - Localizzazione

Nell’isola, nelle vicinanze della base dell’aviazione USA di Andersen, sta prendendo forma una nuova sede per migliaia di Marines americani.  Fino a poco tempo fa, l’area era coperta da una fitta giungla e disseminata di bombe e proiettili dell’epoca della seconda guerra mondiale.

Secondo quanto riportato da Star and Stripe, la struttura nota come Campo Base Blaz del Corpo dei Marines, verrà intitolata in onore del Brig. Gen. dei Marine, Vicente “Ben” Tomas Garrido Blaz, nativo di Guam. La base è progettata per ospitare 5.000 Marines nell’ambito di un piano che prevede di ridurre la presenza militare americana sull’isola giapponese di Okinawa nel prossimo decennio. La prefettura di Okinawa ospita circa 30.000 truppe statunitensi, circa la metà di tutti i militari americani di stanza in Giappone.

Guam - Mappa

Camp Blaz si trova accanto alla Naval Computer and Telecommunications Station (NCTS), appena ad ovest di Andersen.

La Marina il mese scorso avrebbe assegnato un contratto per la costruzione di due caserme a sei piani nella nuova base.

Secondo quanto dichiarato dal comandante della marina Brian Foster, i Marines si eserciteranno ai tiri in diversi nuovi poligoni, tra cui un poligono per mitragliatrici “multiuso” in costruzione lungo la costa nord-occidentale di Guam. Le truppe si addestreranno anche sulle isole di Tinian e Farallon de Medinilla. La zona residenziale abbandonata, nota come Andersen South, verrebbe trasformata in un complesso per l’addestramento nel combattimento urbano.

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La Marina ha in programma di aggiungere edifici più alti per consentire ai Marines di addestrarsi nel combattimento urbano in grandi città e in contesti simili.

La base ospiterà anche l’aviazione dei Marines. La parte nord di Andersen è stata trasformata in una struttura equivalente a una stazione aerea del Corpo dei Marines.

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Un hangar è già stato costruito e un altro è in costruzione.

Nella base della marina Guam, a sud, i lavoratori costruiranno nuove strutture di imbarco e sbarco per i Marines, tra cui un quartier generale, strutture mediche e dentistiche, aree di deposito degli equipaggiamenti e un canile per cani da lavoro militari coinvolti nelle ispezioni doganali.

Solo 1.300 Marines saranno di stanza stabilmente a Guam con altri 3.700 che arriveranno sull’isola come forza di rotazione con le stesse modalità con cui ruota una Task Force del corpo dei marines a Darwin. I marines sono presenti in Australia da dieci anni senza particolari problemi, con rotazioni di sei mesi. Lo scorso anno la forza di rotazione ha raggiunto l’obiettivo di 2.500 marines come originariamente fissato dal Presidente Obama nel 2011.

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Il Giappone avrebbe già pagato oltre 2 miliardi di dollari a sostegno del build up nell’isola di Guam, ovvero circa due terzi del suo impegno finanziario che ammonta a 3,1 miliardi di dollari per il trasferimento dei marines. Il costo complessivo dell’operazione è stimato intorno agli 8,7 miliardi. Sono in molti che ad Okinawa vogliono che gli americani restituiscano le aree. Secondo il governatore di Okinawa, Denny Tamaki, i terreni già restituiti hanno rappresentato grandi benefici economici per gli abitanti della prefettura. Ad esempio, il sito di un’ex grande area abitativa militare americana in località Naha, ora garantisce un vantaggio economico, 32 volte più alto rispetto al passato e offre migliaia di posti di lavoro in più. L’arrivo dei Marines a Guam avrà un profondo impatto sull’isola lunga 32 miglia e sui suoi 170.000 abitanti, ha aggiunto Foster. Probabilmente ci saranno tanti militari quanti ce ne sono stati negli anni ’80 e durante la guerra del Vietnam.

Nell’isola non tutti sono d’accordo. L’anno scorso, più di 100 residenti hanno organizzato una protesta per esprimere preoccupazioni sull’impatto della costruzione sull’ambiente e sui siti culturali.

Inoltre, la Marina starebbe cercando di limitare l’impatto dei progetti sull’ecologia dell’isola. I lavoratori stanno piantando una nuova foresta su terreni governativi per sostituire gli alberi abbattuti per far posto alla nuova base.

Secondo quanto riportato, in un articolo dello scorso anno, da Star and Stripe, il trasferimento dei Marines da Okinawa a Guam potrebbe iniziare già nell’ottobre 2024 e richiederebbe 18 mesi per il suo completamento.

Dei marines attualmente ad Okinawa, 4100 dovrebbero essere trasferiti a Guam, circa 2.700 dovrebbero essere spostati alle Hawaii, mentre altri 800 dovrebbero rientrare negli Stati Uniti. Altri 1.300 marines potrebbero costituire la maggior parte di una forza di rotazione di 2.500 in Australia.

Non si conosce il numero dei Marines che rimarrebbe ad Okinawa una volta completato il riassetto.


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