Dall’India un “nuovo” velivolo da trasporto


Se l’industria militare indiana fosse una serie televisiva sarebbe molto monotona:cambiano i protagonisti ma la trama rimane la medesima. A questo giro tocca al “Saras” sviluppato dalla National Aerospace Laboratories (NAL).

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Il Saras, termine in sanscrito per la gru antigone, è il primo velivolo multi-ruolo progettato in India. Il suo sviluppo inizia durante la metà degli anni 80′ su richiesta governativa.

Gli studi di mercato, completati a novembre 1989, mostrarono una potenziale richiesta a livello nazionale di un aereo da 9-14 posti. Nel novembre 1990 il progetto venne approvato e iniziò la ricerca di un partner internazionale.

Sviluppo e problemi

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Nel 1991 avvenne il “taglio del nastro” in collaborazione con la Russia. A causa delle difficoltà finanziarie post caduta dell’URSS Mosca si ritirò quasi subito dal programma. Un secondo rallentamento avvenne nel 1998 a causa dell’imposizione delle sanzioni statunitensi per il test nucleare indiano a Pokhran.

Il programma ripartì nel settembre 1999 con la speranza di effettuare il primo volo nel marzo 2001. Speranze vane in quanto il primo volo del Saras avvenne solamente il 29 maggio 2004 da Bangalore.

Il Saras volava, ma non rispettava i requisiti inizialmente previsti. Invece di pesare a vuoto 4.125 kg ne pesava 5.118. Nel terzo prototipo per le ali e la coda vennero impiegati materiali compositi che portarono il sovrappeso a “soli” 900 kg.

La soluzione propulsiva impiegata, molto familiare almeno per noi italiani, è una configurazione spingente. Per non farsi mancare nulla la scelta del propulsore è andata sullo Pratt&Whitney Canada PT6, lo stesso del P-180 Avanti. Per poter rispettare i requisiti di tangenza e velocità la potenza venne aumentata a 1.200 hp.

Il programma ebbe una battuta di arresto nel 2009 quando il secondo prototipo, nel corso del suo cinquantesimo volo, si schiantò al suolo a causa di un mix tra errori dell’equipaggio e cattiva gestione dei testi di volo da parte della NAL.

No poi Si

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Il 20 gennaio 2016 la NAL sospese i lavori dato che dal 2013 i rubinetti per i finanziamenti si erano chiusi.

Il secondo prototipo era infatti ancora 500 kg più pesante del previsto mentre il terzo, per mancanza di fondi, non era nemmeno andato in volo.

Nel febbraio 2017 il primo prototipo passò all’Aeronautica indiana che condusse qualche rullaggio ad alta velocità. A quel punto il direttore della NAL affermò di voler rifinanziare il Saras.

Una nuova versione aggiornata, PTN1, con miglioramenti ad avionica, radar, etc iniziò le prove nel gennaio 2018 e per ridurre il peso il numero di passeggeri venne ridotto da 19 a 14. E’ stato il primo volo dall’incidente del 2009.

Ultimi sviluppi

Non contenti di tutto questo, il 16 marzo 2020, la HAL ha siglato un MoU con la NAL per sviluppare il Saras Mk 2.

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L’Mk 2 dovrebbe ritornare a impiegare la configurazione a 19 passeggeri e sarà certificato inizialmente come velivolo militare per poi in un secondo momento arrivare a quella civile.

Ad ora oltre ai prototipi nessun aereo è stato consegnato. L’Aeronautica indiana ha sottoscritto un contratto per acquistare 15 Saras da impiegare per missioni di sorveglianza e di addestramento. Tale ordine potrebbe raggiungere, nei prossimi anni, le 120-140 unità.

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Il motivo della ripresa dello sviluppo e dell’arrivo dei fondi è il motto “Made in India” by Modi. Sarà un altra vittima di questo mantra? Come per il Tejas, l’Arjun, la Vikrant,etc il programma accumula ritardi infiniti ma viene portato comunque avanti per il semplice motivo che è “nazionale”. Non ancora pronta la versione Mk 1 si lavora già alla Mk 2 senza aver nessun riscontro operativo.

Foto: Wikipedia


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