Le armi anticarro dell’Esercito Italiano dal 1980 ad oggi


Parte Prima : Decennio 1980-1990

Questo articolo intende prendere in considerazione le principali armi anticarro entrate in servizio con l’Esercito Italiano dal 1980 ad oggi, un focus che prende in considerazione un periodo di quaranta anni. In questi quattro decenni l’Esercito ha conosciuto e subito grandi trasformazioni, tra cui l’abbandono del servizio di leva e la completa professionalizzazione del personale.

Nelle fila dell’Esercito nel decennio 1980-1990, i principali sistemi anticarro sono stati sicuramente i sistemi missilistici TOW e Milan.

BGM-171 TOW

Il sistema BGM-71 TOW fu sviluppato nel corso del conflitto vietnamita ed ebbe impiego con l’Esercito Israeliano nel corso della guerra dello Yom Kippur. Circa 80 sistemi con 2000 missili furono inviati direttamente dagli Stati Uniti a rafforzare urgentemente le difese israeliane in grave difficoltà contro le forze corazzate arabe che avevano attaccato simultaneamente dal Sinai e dal Golan. L’effetto sulle forze arabe fu devastante, permettendo all’Esercito Israeliano di frenare le forze egiziane e siriane e di organizzare il contrattacco.

Risultato immagini per missile ITOW

Nell’Esercito Italiano i TOW iniziarono ad entrare in servizio nella seconda metà degli anni settanta nella versione impiegabile con il tripode a terra. Tipicamente, la squadra anticarro scendeva dal M113, veicolo trasporto truppe largamente diffuso nelle unità meccanizzate dell’Esercito, e lo impiegava da postazioni a terra.

Nel corso degli anni ottanta furono distribuiti gli M113 che potevano impiegare da bordo o smontato a terra il lanciatore TOW. Con questi mezzi furono organizzate le Compagnie Controcarro delle Brigate Corazzate e Meccanizzate. Rappresentavano delle importanti pedine di fuoco che potevano essere impiegate dai Comandi di Brigata nella loro interezza o suddivise nei tre plotoni che le componevano.

Peraltro, i TOW iniziarono ad essere diffusi anche nelle Brigate Alpine al posto del risalente cannone senza rinculo M40A1 da 106 mm che era impiegato a bordo dell’autovettura da ricognizione AR-59. Nel IV Corpo d’Armata Alpina, nel corso degli anni ottanta, iniziò la distribuzione del veicolo cingolato bimodulare ogni terreno Hagglunds Bv-206. Tra questi veicoli, fu schierata una versione con il sistema TOW montato nel pianale posteriore del mezzo. Questi mezzi furono distribuiti inizialmente alla Brigata Taurinense che lo impiegava nel Gruppo Tattico Susa nell’ambito della Forza di Reazione Rapida della NATO e, successivamente, anche alle altre quattro Brigate Alpine sia pure in numeri ridotti.

Caratteristiche del BGM-71 TOW

Le versioni A e B

I Tow degli anni settanta – ottanta appartenevano alle prime versioni A e B ed erano missili filoguidati di seconda generazione con guida del missile semiautomatica tramite sorgente IR (SACLOS). Il missile (versione BGM-171A) aveva una testa del diametro di 127 mm e pesava poco meno di 19 kg. Viaggiava a circa 345 m/sec e poteva raggiungere la distanza massima di 3.000 metri in buone condizioni di visibilità e senza ostacoli. La capacità di perforazione della testata HEAT a carica cava del peso di 3,9 kg delle versioni BGM-171A e B era pari a 430 mm. La successiva versione BGM-171B aveva la gittata incrementata ad oltre 3.700 metri.

I-TOW

Nel corso degli anni ottanta iniziò la distribuzione della versione BGM-171C o Improved TOW, conosciuta più comunemente come I-TOW. Si trattava di un nuovo missile la cui testata aveva un diametro portato a 152 mm.

TOW 2, Improved TOW, Basic TOW.jpg

Adottava sempre una testata unica HEAT ma con punta telescopica in cui era inserito il detonatore per ottimizzare la penetrazione nella corazza dei carri avversari. Pur essendo la stessa carica HEAT del peso di 3,9 kg, grazie a tale accorgimento, cresceva la capacità di penetrazione che da 430 mm passava a 630 mm. Aumentava anche la gittata massima che arrivava a 3.750 metri.

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credit pinterest

Nel corso degli anni ottanta furono distribuite anche le autovetture da ricognizione AR-76 dotate di lanciatori per missili TOW nell’ambito della costituzione della FIR o Forza di Impiego Rapido costituita dalla Brigata Paracadutisti Folgore, dalla Brigata Motorizzata Friuli e da reparti di supporto, nonché dal Battaglione San Marco della Marina con le due nuove LPD classe San Giorgio e dai supporti aerei dell’Aeronautica Militare.

An example of A 109 of Italian Army Aviation, here armed with TOW missiles

Per concludere il discorso relativo ai TOW in servizio con l’Esercito Italiano, tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta tre elicotteri Agusta A109 Hirundo servirono per studiare l’impiego dei missili TOW e per lo sviluppo di quello che sarà poi l’Agusta A129 Mangusta il primo elicottero controcarro costruito in Europa.

MILAN

Il MILAN (acronimo del francese Missile d’Infanterie Léger ANtichar  ovvero missile anticarro per fanteria leggera) è un missile anticarro a medio raggio. Fu sviluppato da Euromissile, una joint-venture tra la francese Aérospatiale e la tedescaDeutsche Aerospace del gruppo Messerschmitt-Bölkow-Blohm GmbH (MBB). In Italia è stato prodotto da un consorzio tra OTO Melara e Snia BPD in circa 700 lanciatori e 17.000 missili a fronte di un requisito iniziale di 1.000 lanciatori e ben 30.000 missili.

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credit Esercito Italiano

Nelle file dell’Esercito, dopo la sperimentazione della versione F1 calibro 103 mm con i primi lotti, fu distribuita la versione F2, calibro 115mm.

Il sistema di guida è semiautomatico filoguidato a linea di mira (SACLOS). Le correzioni di rotta durante il volo del missile sono calcolate da un computer che ottiene i dati di volo dall’operatore che mantiene puntato il congegno ottico di mira sul bersaglio per tutta la durata del volo. Il congegno di mira ottiene le informazioni grazie a un sensore a infrarossi che capta un tracciante pirotecnico posto nella parte posteriore del missile e le fornisce al computer del lanciatore che calcola le correzioni e le trasmette all’ordigno tramite la filoguida.

Il missile pesa poco meno di 10 kg di cui 3 kg sono rappresentati dalla testata HEAT mentre il tripode pesa circa 16,5 kg. Il missile ha una gittata minima di 25 metri ed una massima di poco meno di 2.000 metri. Viaggia a circa 200 mt/sec ed ha una capacità di perforazione tra i 350 ed i 600 millimetri di corazza a seconda della gittata e dell’angolo di impatto.

Il missile fu distribuito alle unità di fanteria, compresi i Battaglioni Paracadutisti della Brigata Folgore, andando a sostituire i vecchi lanciarazzi controcarri M20 Rocket Launcher 3.5″ (Super Bazooka) ed i cannoni senza rinculo (nelle Truppe Alpine erano ancora in distribuzione i vecchi cannoni s.r. da 57 mm).

Lanciarazzi Apilas e cannoni senza rinculo Folgore

Apilas

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Nel quadro dell’istituzione della FIR, sorse la necessità di dotare la Brigata Folgore e la Friuli di un sistema controcarro leggero all’altezza dei tempi. Dopo un processo di selezione che vide contrapporsi diversi sistemi tra cui anche il britannico LAW-80, emerse come vincitore il lanciarazzi monouso francese Apilas.

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Si trattava di un’arma “usa e getta” calibro 112 mm in grado di perforare ben 700 mm con gittata massima di 400 metri. L’arma, peraltro, non poteva essere impiegata in ambienti chiusi. Pesava circa 8 kg ed era a puntamento ottico. Ne vennero acquistati 500 esemplari.

Folgore

Il sistema Breda Folgore è un cannone senza rinculo calibro 80 mm, sviluppato a partire dal 1974, adottato nel 1986 e prodotto in circa 800 esemplari

Può impiegare due tipi di munizioni HEAT ed HE. Ha una gittata tra i 500 ed i 1.000 metri ed è in grado di perforare circa 450 mm di corazza. La munizione HEAT ha un peso di poco più di 5,2 kg. Può essere impiegato da bipiede (peso 19 kg) con puntamento diretto o da treppiede (peso 26 kg) con telemetro a coincidenza.

credit Breda

Come arma anticarro lo sviluppo è stato troppo lento ed era superata quando entrò in produzione perché non in grado di avere ragione delle corazze più spesse dei nuovi carri armati messi in campo dall’allora Patto di Varsavia.

credit Breda

Pertanto, è stato distribuito principalmente ad unità del genio. Nell’ambito della lotta contro l’IS in Iraq è stato dato ai peshmerga curdi della Guardia Nazionale Irachena che ne hanno fatto buon uso contro i miliziani islamisti.

Fine prima parte


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