Operativo lo “Space Fence”, l’occhio degli USA per lo Spazio


Kwajalein Atoll

Il Sistema di Sorveglianza Spaziale, conosciuto anche come “Space Fence”, è finalmente operativo dopo cinque anni di lavori.

Ad annunciarlo è stata la neonata USSF che riceve praticamente chiavi in mano la struttura dall’USAF che aveva iniziato i lavori nel 2014. Il sensore integra in modo sostanziale il Space Surveillance Network.

AN/FSY-3 Space Fence

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Lo Space Fence (AN/FSY-3), costruito da Lockheed Martin assieme a General Dynamics, è composto da un radar in banda S con componenti al GaN (nitrito di gallio) in grado di individuare oltre 200.000 oggetti e di effettuare più 1,5 milioni di osservazioni al giorno, principalmente nell’orbita bassa.

Trasmittente (a destra) – Ricevente (a sinistra)

Il radar è composto da un’unità trasmittente composta da 36.000 elementi (sulla destra) ed una unità ricevente (sulla sinistra) composta da 86.000 elementi. La copertura superiore è in kevlar. Il sistema ha margini di miglioramento tramite l’installazione di moduli rx/tx aggiuntivi.

Per rendere la manutenzione più agevole e assicurare la massima operatività al sistema gli elementi che compongono le antenne possono essere sostituiti in modo modulare in meno di un minuto e mezzo.

Sono necessari pochissimi uomini per operare e manutenere il sito, la maggior parte delle operazioni è eseguibile da remoto.

I dati ottenuti vengono inoltrati e fusi allo Space Fence Operations Center (SOC) a Huntsville in Alabama e possono essere accessibili da altri utenti della Difesa. E’ previsto inoltre un secondo sito da installare nell’Australia occidentale a Exmouth. Il secondo Space Fence assicurerebbe maggiore resilienza al sistema, una maggiore possibilità di tracking ed aumenterebbe la visibilità nell’emisfero meridionale.

Rispetto al precedente sistema, dismesso nel 2013, lo Space Fence lavora in una posizione più ottimale e su frequenze più elevate che gli consentono di individuare anche microsatelliti e detriti.

La flessibilità e la sensibilità del sistema assicureranno anche la copertura delle orbite dove sono posizionati i satelliti geosincroni.

Il costo sostenuto è stato di 1,59 miliardi di dollari.

Missione ASAT indiana

Malgrado il sistema non fosse ancora dichiarato operativo lo Space Fence ha rilevato il test anti-satellite effettuato dagli indiani nel maggio del 2019. Quando il satellite indiano MICROSAT-R era previsto passasse il radar ha invece rilevato diversi detriti molto vicini tra loro ed ha attivato un messaggio di allerta. In base disposizione dei detriti nei vari rilevamenti il computer è stato in grado di ricostruire la dinamica dell’evento che ha generato il breakup.

Anche l’Italia beneficia dello Space Fence

Nel novembre 2014 l’United States Strategic Command ha annunciato un accordo di condivisione dei dati con sette nazioni e 44 aziende. I dettagli dell’accordo non sono stati resi pubblici ma i paesi che ne fanno parte includono Australia, Giappone, Giappone, Italia, Canada, Francia, Corea del Sud e Inghilterra. Altri accordi sono stati stipulati con l’ESA e Eumetsat.

Atollo Kwajalein

Il complesso è stato costruito a Kwajalein, un atollo nell’oceano pacifico nella municipalità delle Isole Marshall dove trovano posto moltissime installazioni militari statunitensi come il Ronald Reagan Ballistic Missile Defense Test Site, siti radar ed ex-siti di lancio. L’atollo ha visto diversi programmi Top Secret degli Stati Uniti come il programma Nike-X, SDI conosciuto anche come “Star Wars”, THAAD, missili Sprint e Spartan, Minuteman III, Programma Safeguard,EKV,etc.

L’isola meridionale di Meck è il luogo più strettamente sorvegliato di tutte le isole “affittate” dagli Stati Uniti.

Video

Per approfondire:

Foto: LM


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