Le Forze Speciali della Marina Israeliana


Shayetet 13

La Shayetet 13 è un’unità di incursori della marina che opera con una varietà di attività, tra cui infliggere danni strategici alle infrastrutture marittime nemiche, la raccolta di informazioni di alta qualità sulle attività nemiche, antiterrorismo e liberazione di ostaggi in ambiente navale.

Le origini risalgono alla nascita dello Stato di Israele e la prima operazione fu effettuata il 22 ottobre 1948 quando un gruppo di incursori comandato da Yohai Ben Nun attaccò con 4 MTM comprati in Italia, l’ammiraglia egiziana, il cacciatorpediniere El Emir Farouk, affondandola insieme ad un dragamine di scorta. L’addestramento era stato curato da due italiani, Fiorenzo Capriotti ex incursore della Xª Flottiglia MAS della Regia Marina e Nicola Conte, ex operatore di Mariassalto.

Organizzazione

Attualmente lo Shayetet 13 è costituito da tre unità a livello compagnia, denominate Palga:

· Palga d’assalto: assolve a compiti di anti-terrorismo, incursione, raid e sabotaggi, che includono eliminazioni di personaggi di spicco del terrorismo arabo. All’interno della Palga esiste una piccola unità coperta dalla massima riservatezza, il Team 4 (T4), incaricata delle missioni più delicate e riservate.

· Palga subacquei: assolve incarichi dalla ricognizione idrografica delle spiagge di sbarco alla demolizione di ostacoli subacquei, all’attacco di unità navali alla fonda.

· Palga di superficie: fornisce gli equipaggi delle unità navali veloci d’assalto incaricate di trasportare le squadre operative delle due compagnie.

L’unità ha anche una divisione armi che è responsabile della ricerca di soluzioni creative e innovazioni tecnologiche.

Gli operatori dell’S’13 prestano servizio per un minimo di 4 anni e mezzo, e si impegnano pertanto sin dall’arruolamento a prolungare la loro ferma obbligatoria per ulteriori 18 mesi.

Addestramento

L’addestramento dura 20 mesi ed è considerato il più duro tra quello di tutte le unità speciali israeliane. vengono sottoposti a un processo di formazione in cinque fasi:

-Fase di selezione Gibush (procedura di selezione) che non è incentrata solo sul lavoro di gruppo e la collaborazione, ma ricerca la capacità di agire isolatamente e sotto pressione, diversità dettata dalle caratteristiche dell’ambiente marittimo e delle operazioni subacquee.

-Fase di addestramento basico, sei mesi di addestramento di base e avanzato di fanteria con la brigata Nahal.

-Fase di preparazione corso di paracadutismo militare, con lanci ad apertura comandata HALO e HAHO, elementi di base della guerra marittima, operazione di piccole navi, lunghe nuotate, marce forzate e demolizioni.

-Fase dedicata. Questa è la fase più rigorosa dell’addestramento che dura circa un anno ed include tecniche avanzate di immersione con sistemi a circuito chiuso, demolizione subacquea, incursioni a terra tramite immersioni, navi, sottomarini e paracadutismo in mare. Ai tiratori scelti dell’unità attendono anche sei settimane di addestramento specifico, divise in tre settimane di addestramento a lungo raggio presso l’IDF Sniper School e tre settimane di addestramento da cecchino a corto raggio per le situazioni di ostaggio presso l’IDF Counter-Terror School. Quindi, i cadetti si addestrano in operazioni di antiterrorismo marittimo, come l’imbarco su navi, piattaforme petrolifere ed edifici costieri. Durante questa fase, gli aspiranti sono divisi tra le tre unità specializzate in base alle loro capacità e interessi personali e si addestrano sulla loro specialità futura.

Fase finale, quattro settimane di allenamento avanzato nel Palga di assegnazione: il Palga d’assalto approfondisce le tecniche di incursione navale, le attività non convenzionali, le tattiche di contro-terrorismo marittimo e terrestre. Gli elementi destinati al comparto subacqueo si concentrano nelle esercitazioni di nuoto e navigazione subacquea, con l’impiego di mini-sommergibili (tipo SDV o Swimmer Delivery Vehicle) ed altri mezzi speciali d’incursione, mentre il Palga di superficie approfondisce gli aspetti della navigazione ognitempo e dell’impiego operativo di imbarcazioni veloci d’assalto (Zodiac RHIB boats, Morena RHIB boats, Snunit fast attack craft. Durante l’addestramento, i candidati si allenano ampiamente nel Krav Maga.

Armamento

Dalle open sources emerge un quadro che, pur non essendo esaustivo, fornisce un idea delle armi in dotazioni al reparto. A livello di pistole sono in distribuzione le Sig Sauer P226/P228 e le Glock 17/19. Come pistole mitragliatrici vi sono le Uzi 9mm Sub-machine gun, come carabine e fucili d’assalto dovrebbero essere in linea le M4 Commando e CTAR-21, mitragliatrice Negev, lanciagranate M203, fucili di precisione SR-25 e M24.

Yaltam

Yaltam (Yechida Lemesimot Tat-Memiyot), è la forza speciale della marina israeliana per operazioni sottomarine che assolve a tutta una serie di complicati incarichi difensivi sottomarini. Le missioni includono Search And Rescue (SAR), l’immersione nei porti israeliani per prevenire le intrusioni nemiche, il disarmo di dispositivi come vecchie mine o IED trovate sott’acqua ed il supporto all’unità Snapir (Units Defend Maritime Borders) nel controllo delle navi in arrivo per assicurarsi che non siano attaccati agli scafi esplosivi o materiale di contrabbando. La sede dell’unità è ad Haifa, ma distaccamenti sono operanti in tutti i principali porti del Paese.

I subacquei cooperano anche nel recupero di navi ed aerei affondati, nonché a svolgere attività di costruzione e manutenzione subacquee. Gli operatori, uomini e donne, nell’unità Yaltam sono volontari per tre anni e la maggioranza di loro proviene dalla unità Yaban (Navy Diver Port Security) o sono ex operatori Shayetet 13 e che quindi hanno già una vasta esperienza di immersioni in combattimento.

Per questo il corso dura circa un anno, dove sono qualificati per una varietà di stili di immersione e nel funzionamento di attrezzature complesse subacquee come robot, strumenti di saldatura e metal detector.

Recentemente, l’unità è passata, grazie a nuove tecnologie, da operare sott’acqua a 100 metri [328 piedi], ad operare immergendosi a 300 metri [984 piedi] sotto il livello del mare, a fini della difesa delle piattaforme di sfruttamento del gas site ad una distanza di un centinaio di chilometri dalle coste israeliane, che sarebbero già nel mirino di Hezbollah.


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