Il dibattito interno della Germania sulla Difesa: nucleare, bombardieri e droni armati


In Germania tengono campo almeno due temi di rilevanza vitale per le Forze Armate tedesche. Da un lato c’è il pressing di Washington per l’aumento delle spese della Difesa mentre dall’altra parte, a Berlino, si infiamma la discussione su due temi molto delicati: continuare il percorso all’interno del NATO Nuclear Sharing e l’acquisto di velivoli senza pilota armati.

Malgrado l’Aeronautica avesse messo nel mirino il nuovissimo caccia-bombardiere di quinta generazione, l’F-35, la politica ha invece fatto passare per buona l’idea di usare l’Eurofighter su tutto lo spettro operativo.

Naturalmente, per quanto l’EF-2000 abbia dimostrato di avere buone capacità air to ground, è difficile sostituire un aereo come il Tornado senza dover necessariamente rinunciare a qualcosa, figuriamoci nei confronti di un F-35.

Secretary of State Mike Pompeo | Secretary Pompeo Meets with… | Flickr
Attuale Ministra della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, con il Segretario di Stato USA Mike Pompeo

Lo scorso mese, come un fulmine a ciel sereno, Berlino ha affermato che intendere chiedere a Washington l’autorizzazione all’acquisto di F/A-18 (per assolvere alla missione di deterrenza nucleare con le B-21) ed EA-18G (versione derivata dall’F/A-18 ma specializzata nella guerra elettronica).

Boeing F/A-18E/F Super Hornet - Wikipedia
F/A-18 Super Hornet
File:Growler with alq-99.jpg - Wikipedia
EA-18G Growler

Comprare gli F/A-18 è quindi strettamente legato alla necessità di disporre di un vettore certificato in grado di impiegare armamenti non convenzionali (le B-61). L’Eurofighter andrebbe certificato ed il percorso non è corto e nemmeno l’F/A-18 Super Hornet lo è ma in questo caso Boeing ha assicurato che il procedimento sarebbe completato prima della consegna degli aerei alla Germania.

L’idea non è stata particolarmente apprezzata in patria: si tratterebbe di creare una linea di volo ad hoc solo per mantenere una manciata di aerei. Pochi aerei = alti costi di acquisizione, mantenimento e fallimento dell’idea della linea di volo unica (caccia-intercettore-bombardiere) che avevano partorito a Berlino sul modello Eurofighter.

File:Eym2014 Finale Norbert Walter-Borjans.jpg
Norbert Walter-Borjans (SPD)

Norbert Walter-Borjansm, uno dei due presidenti del Partito Social Democratico (SPD), partner di governo dell’attuale maggioranza della Merkel, è stato il primo a sbilanciarsi pubblicamente seguito a ruota dal presidente del groppo parlamentare Rolf Mützenich.

Norbert Walter-Borjansm si professa contro l’impiego e lo stoccaggio di armi nucleari e Rolf Mützenich entra più nel dettaglio affermando che “le armi nucleari su suolo tedesco non rinforzano la nostra sicurezza, anzi il contrario” e “è tempo per la Germania di non continuare a ospitarle in futuro”.

La “linea Merkel” controbatte affermando che “le armi nucleari sono di primaria importanza per la nostra protezione” e che “i nostri partner internazionali potrebbero dubitare della capacità della Germania di portare avanti il suo ruolo in futuro, all’interno dello schema di sicurezza transatlantico”.

File:Porträt Wolfgang Hellmich.jpg - Wikimedia Commons
Wolfgang Hellmich (SPD)

E’ proprio il rallentamento indotto dall’SPD ad aver posticipato una decisione finale sull’argomento che era prevista per la fine del 2018. Il presidente della commissione parlamentare della difesa, Wolfgang Hellmich (SPD), ha affermato che non c’è fretta, tanto il Tornado continuerà ad essere operativo almeno fino al 2035.

Nell’analizzare le mosse della politica interna è necessario considerare che nell’ottobre del 2021 in Germania si tornerà a votare e le carte per SPD e CDU/CSU sono tutte da giocare.

Jens Stoltenberg , Segretario Generale della NATO

Intanto è arrivato il monito di Jens Stoltenberg , Segretario Generale della NATO, il quale senza giri di parole ha spiegato come la permanenza della Germania nel nuclear sharing “le permette di continuare a sedersi nei tavoli strategici decisionali all’interno dell’alleanza.”

Anche lato Eliseo la questione non è andata giù ma vedono comunque il bicchiere mezzo pieno: non hanno comprato l’F-35 quindi la partecipazione tedesca all’FCAS non è messa in discussione ma come riferito da un diplomatico francese a AFP: “non è mai bello vedere un partner europeo comprare equipaggiamento americano” (ah, i C-130J all’Armée de l’Air sono arrivati tutti, anche i Predator, nda).

Droni armati

Tematica più “vecchia” rispetto a quella sul nucleare i droni armati sono fonte di non pochi grattacapi per Berlino.

Heron 1

La Luftwaffe non ha droni di “proprietà” e per supplire a questa mancanza ha noleggiato tre Heron 1 (IAI Heron) della israeliana IAI.

IAI Eitan - Wikipedia
Heron TP (IAI Eitan)

Nel corso del 2018 è pervenuta la richiesta dai militari di noleggiare cinque Heron TP (IAI Eitan) per nove anni al prezzo di 900 milioni di euro e si era fatta avanti la possibilità di armarli.

L’SPD ha messo un po’ i bastoni fra le ruote asserendo che la possibilità di armarli non li rende “acquistabili” e opponendo resistenza in parlamento tanto che la proposta di acquisto era stata bloccata.

German soldiers with the International Security Assistance Force German Operational Mentor and Liaison Team Six patrol the streets of Mazar-e-Sharif with Afghan soldiers from the 2nd Kandak, 1st Brigade, 209th Corps, Afghan National Army, Feb. 11.

I militari, sopratutto quelli in Afghanistan, premono per avere gli Heron TP che consentirebbero di avere un buon supporto dal cielo quando le cose si mettono male.

Le Associazioni pacifiste si sono però mobilitate asserendo che l’uso di droni armati è illegale nonché pone dubbi di moralità.

File:Luftwaffe 99-01 RQ-4B EuroHawk ILA 2012 1.jpg - Wikimedia Commons

Qualcuno si chiederà perché noleggiarli e non comprarli. Bene. La Germania ha speso quasi 600 milioni di euro per avere i famosi Eurohawk (versione europeizzata del Global Hawk americano) per poi tirarsi indietro senza ottenere nulla.

Si è inserito successivamente il progetto dell’Euro MALE (Italia-Francia-Germania, con annesse polemiche, leggi qui) ma niente di definitivo è stato deciso. L’Heron dovrebbe essere un gap-filler anche se non sarebbe male capire cosa verrà dopo viste le ombre attorno al progetto europeo.

Anche qui la partita è tutta aperta.


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