Dipartimento della Difesa e dati sensibili con blockchain


Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, o, con acronimo, il DOD, rappresenta circa il quaranta per cento degli stanziamenti che il Governo Federale elargisce per la ricerca e lo sviluppo.

Il DOD gestisce e supervisiona documenti (circa quattro milioni e mezzo) per circa quattromila utenti. Proprio per tutelare una massa cosi ingente di fonti e di informazioni, sono stati stanziati circa duecentomila dollari, per realizzare una piattaforma blockchain proof of concept (ossia demo), che ne garantisca l’integrazione, la sicurezza, la verificabilità e l’accesso controllato.

Anteprima immagine

La blockchain, per i non addetti ai lavori, è una tecnologia che appartiene alla famiglia dei registri distribuiti, e che, come dice il nome, “concatena” una serie di attività, transazioni, distribuendo il consenso sui vari nodi. Fondamentalmente, il consenso viene distribuito dal basso, per cui non c’è una governance centrale che fa da garante, ma tutti possono “verificare” l’operato degli altri e al contempo essere controllati, secondo il principio sottostante «Don’ trust, verify».

Small Business Innovation Research (SBIR)

L’aggiudicataria del progetto di Fase I, nell’ambito del programma Small Business Innovation Research (“SBIR”), è una società dello Stato dell’Indiana, la Simba Chain, che riceve i fondi all’interno dei Finanziamenti federali per la ricerca e lo sviluppo (R&S), FY2020, firmati dal presidente Trump.

 SIMBA Chain è stata premiata e ha completato con successo contratti precedenti con DARPA, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è pertanto accreditata, anche in virtù del fatto che uno dei cofondatori e responsabile de progetto è  Ian Taylor, riconosciuto tra i primi 40 influencer blockchain nel 2018

Il progetto prende il nome di ALAMEDA, acronimo di Authenticity Ledger for Auditable Military Enclaved Data Access, e si svolgerà dal 1 Giugno al 30 Settembre 2020.

 La piattaforma Smart Contract as a Service (SCaaS) basata su cloud, di SIMBA Chain consentirà agli utenti di tutti i set di competenze, di creare e distribuire applicazioni decentralizzate (dapps) per iOS, Android e altre piattaforme, innescando connessioni sicure e dirette tra utenti e provider, senza un’interfaccia di terze parti.

[Gli Smart Contract, o anche Contratti Intelligenti, ideati nel 1996, molto prima di qualsiasi idea di blockchain, da Nick Szabo, rappresentano una soluzione rapida e dinamica a molte relazioni normative, e servono in un contesto in cui più parti non si fidano l’uno dell’altro: sono software auto eseguibili su piattaforma blockchain, senza possibilità di inadempimento. Sono accordi digitali che si impongono. L’esempio comune è un distributore automatico. Inserisci denaro e puoi, o riavere indietro i tuoi soldi, o acquistare merce].

I requisiti architettonici della Fase I prevedono:

  • creare controlli di accesso per documenti e set di dati;
  • garantire l’integrità attraverso meccanismi di convalida;
  • stabilire la consegna dei documenti e le verifiche di accesso;
  • consentire ricerche rapide, e
  • stabilire un percorso standardizzato per i fornitori di dati e i repository per integrare facilmente documenti e set di dati nel sistema.

Qui il sito della società Simbachain, per chi volesse seguire, in diretta, gli sviluppi: https://simbachain.com/

Foto DoD


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *