Tempest di novità in arrivo


Il mese di luglio ha recato importanti novità per quanto riguarda il programma Tempest, destinato a dar vita ad un caccia di 6a generazione.

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immagine BAE Systems

Nonostante la pesantissima pandemia di Covid-19 in corso che sta sconvolgendo il Mondo, con gli Stati costretti a far fronte a spese sanitarie e sociali mai viste prima, il programma Tempest pare aver avuto la decisiva accelerata.

Tempest: next generation fighter jets
immagine BAE Systems

In Gran Bretagna scrivono che il piano di acquisizione del Tempest entrerà nella fase di valutazione nel 2021 e si valutano opzioni per l’ingresso di nuovi Paesi nel consorzio.

In più, al programma aereo è legata una vera e propria “rivoluzione industriale” che dovrebbe permettere un deciso contenimento dei costi e maggiori possibilità di esportazione.

Ma andiamo con ordine.

Le ambizioni del programma Tempest

Come è noto, il programma Tempest intende sviluppare un aereo da combattimento di nuova generazione, possibilmente a basso costo, che possa essere combinato con capacità addizionali come gli UCAV. Questo nuovo aereo è destinato a sostituire gli attuali velivoli di quarta generazione quali l’Eurofighter Typhoon in servizio con la Royal Air Force e l’Aeronautica Militare ed il Saab Gripen a circa la metà degli anni 2030. Obiettivo ambizioso perseguito è di immetterlo in servizio in almeno la metà del tempo che è stato necessario ad inserire il Typhoon in prima linea.

Il programma Tempest è nato come iniziativa britannica nel 2018, con un consorzio formato da BAE Systems, Leonardo UK, Rolls Royce e MBDA UK. Successivamente, nel 2019 il Governo Italiano ha stipulato un primo accordo di cooperazione con il Governo di Londra per entrare a pieno titolo nel programma.

BAE Systems Tempest, DSEI-2019 (ExCel , London)

Analoga iniziativa è stata definita tra la Gran Bretagna e la Svezia, avendo quest’ultima la necessità di un aereo da caccia di nuova generazione e forti interessi industriali da tutelare.

E’ importante notare che i governi italiano e svedese hanno indicato i rispettivi gruppi industriali che entrano a pieno diritto nel programma Tempest. Per l’Italia Leonardo sarà la capogruppo di imprese tra cui ELT Elettronica Group, Avio e MBDA Italia. Per la Svezia, ovviamente, sarà Saab Group la portabandiera dell’industria aerospaziale di Stoccolma.

Attualmente, le discussioni si svolgono ai massimi livelli governativi ed industriali, per arrivare alla definizione dei requisiti comuni e per varare il piano industriale collegato al programma.

I paletti britannici e le mire ad Oriente

Peraltro, da parte britannica sono emerse novità non da poco: 1) Londra non desidera ripetere la vicenda del Consorzio Eurofighter; 2) Londra è alla ricerca di partner fuori dall’Europa; 3) Londra non ha interesse a far convergere il programma Tempest nel programma FCAS/SCAF franco-tedesco.

Per quanto riguarda il primo aspetto, la Gran Bretagna punta a sviluppare una piattaforma comune che sia in grado di adattarsi alle esigenze di altri partner con concrete possibilità di esportazione. Questo richiede, peraltro, che gli altri partner abbiano tecnologie industriali di alto livello perché dovranno interagire con il polo tecnologico/ricerca/industriale di Gran Bretagna, Italia e Svezia. In parole povere, il lavoro di “bulloneria” non sarà la possibile giusta chiave di accesso al programma Tempest per eventuali partner. Sarà possibile anche l’aggregazione di partner “temporanei” che abbiano i giusti requisiti tecnologici-industriali che possano apportare significative migliorie al programma.

Jet da caccia Tempest
immagine BAE Systems

Non è un mistero che Londra abbia guardato e continui a guardare verso l’Estremo Oriente, in particolare, al Giappone come possibile partner del programma. Peraltro, Tokyo recentemente ha stemperato gli entusiasmi britannici perché ha dato il via al suo programma nazionale per lo sviluppo del caccia di nuova generazione. Tale programma non si sposa per nulla con le tempistiche del Tempest e, soprattutto, vede la partecipazione di industrie statunitensi invitate direttamente dal governo di Tokyo a cooperare con quelle giapponesi.

No alla fusione con il programma FCAS/SCAF

Come detto, Londra respinge l’idea di fondere il programma Tempest con il FCAS/SCAF per motivi tecnologici ed industriali.

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Immagine BAE Systems

Infatti, la Gran Bretagna sostiene che il programma FCAS/SCAF nasce per esigenze diverse, tra cui quella di sostituire i Rafale imbarcati sulla portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle della Marine Nationale, nonché di sostituire i Rafale dell’Armée de l’Air, i Tornado IDS e gli eventuali successori nella Luftwaffe per lo strike nucleare. Quindi, per i Britannici il programma FCAS/SCAF è molto (forse anche troppo) ambizioso con parecchia alea tecnologica-industriale e dai costi tutti da quantificare.

Al momento non è prevista alcuna versione imbarcata del caccia Tempest ma, soprattutto, la principale critica britannica al programma franco-tedesco è che questo deve partire, praticamente, da zero, con lo sviluppo delle tecnologie e dell’architettura di sistema.

Il sistema di architettura Pyramid

Invece, il programma Tempest beneficerà del sistema Pyramid in via di messa a punto da parte di BAE Systems che è il frutto dei vari programmi di sviluppo Mantis, Taranis e Magma portati avanti dal colosso britannico negli ultimi venti anni.

Grafica della tempesta
Immagine BAE Systems

Questo passo è molto importante perché i costi saranno ridotti, avendo già sviluppato le tecnologie portanti del sistema e, soprattutto, non sarà “un salto nel buio” avendo già testato, a suo tempo, le varie componenti all’interno dei predetti programmi. Sarà essenziale soprattutto per lo sviluppo di reali capacità cooperative con sistemi aeronautici controllabili da remoto (ovviamente, anche e soprattutto, dal Tempest). Infatti, le piattaforme unmanned sono e saranno sempre di più strumenti moltiplicatori di forza e di potenza per le Aeronautiche più tecnologicamente avanzate.

La stessa architettura di sistema Pyramid dovrà consentire al Tempest di impiegare senza problemi armi ipersoniche, di cui c’è un gran fermento di sviluppo in varie parti del Mondo, ed, in futuro quando le tecnologie saranno mature, anche armi laser imbarcabili.

L’approccio britannico, peraltro, non è una novità; basta pensare ai benefici apportati al programma Panavia Tornado dal abortito BAC TSR-2 ed al programma Eurofighter Typhoon che beneficiò dal programma di sviluppo tecnologico EAP sviluppato dall’industria aerospaziale britannica negli anni ottanta, primi anni novanta.

La svolta industriale di BAE

Ma è anche sul piano industriale che si misurerà l’eventuale successo od insuccesso del programma Tempest.

Infatti, BAE Systems ha svelato i dettagli di una nuova “fabbrica intelligente”. Tale fabbrica “Industria 4.0”, applicando le più recenti tecnologie digitali, aumenterà la produttività e rivoluzionerà la produzione di aerei da combattimento nel Regno Unito (e non solo), mantenendolo al contempo ai vertici della tecnologia aeronautica.

La fabbrica “Industria 4.0”, presso il sito di BAE Systems a Warton, nel Lancashire, ha richiesto l’investimento di diversi milioni di sterline ed è il frutto della collaborazione tra BAE Systems ed oltre 40 società blue chip, PMI, nonché varie istituzioni accademiche.

La fabbrica trasformerà i processi di ingegneria, con robot automatizzati, e ricorrerà alla realtà virtuale potenziata, aumentando la velocità, la precisione e l’efficienza, oltre a ridurre i costi associati alla fabbricazione di strutture complesse quali i velivoli militari.

Tale tecnologia ha l’obiettivo di aumentare la produttività consentendo agli operatori di concentrarsi su compiti più qualificati e strategici. Al tempo stesso, i responsabili di produzione potranno supervisionare le operazioni da un ufficio virtuale completamente digitalizzato.

Sistemi BAE di fabbrica
Immagine BAE Systems

La nuova struttura mira a sostenere gli sforzi del Team Tempest per garantire che il Regno Unito possa mantenere la posizione di assoluta eccellenza nel panorama aerospaziale mondiale, offrendo risultati più convenienti e nella metà dei tempi dei programmi precedenti.

Lo stabilimento è già attivo nella produzione di parti destinate al programma Typhoon per cui il sistema con le nuove tecnologie è già testato ed operativo.

Ci sono enormi interessi in ballo come i 1.800 posti di lavoro già creati ed altri da creare con una prospettiva di un fatturato di 79 miliardi di sterline, nel momento in cui il programma Tempest partirà.

Sviluppi tecnologici e prossima campagna di prove

BAE Systems sta maturando ulteriormente le tecnologie relative i cockpit e le baie del payload di prossima generazione, ma l’attenzione del gruppo britannico è posta sui metodi che saranno adottati per la produzione del Tempest.

Sinan Şal on Twitter: "Rolls-Royce'un Tempest için 6N motor ...
immagine Rolls Royce

In Leonardo si lavora alacremente su sistemi difensivi e data fusion di sensori, su un radar array multifunzione con tecnologie di ricezione del radar-warning che sono quattro volte più accurate rispetto ai sensori esistenti, di dimensioni pari ad 1/10 di quelli oggi impiegati e requisiti di alimentazione elettrica considerevolmente ridotti. Inoltre, Leonardo sta sperimentando diversi materiali per i semiconduttori, tra cui il nitruro di gallio ed il germanio di silicio.

Lo sviluppo dei sensori, anche quelli chiave, sarà il frutto di uno stretto sforzo di collaborazione tra BAE Systems con Saab e Leonardo sia nel Regno Unito sia in Italia. Per tale fase sarà impiegato un Boeing 757, già acquistato, pronto ad essere modificato per diventare un vero e proprio aereo laboratorio per le prove.


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