L’embargo “zoppo” tedesco alla Turchia


La Germania non approva più le vendite di sistemi d’arma alla Turchia, ad eccezione delle armi e delle attrezzature navali, ha dichiarato lunedì il Ministro degli Esteri Tedesco Heiko Maas. E’ quanto riporta il sito Ahval.

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In questi mesi, Berlino ha respinto un gran numero di richieste di approvvigionamento di armi da parte di Ankara, approvando solo i prodotti impiegati dalla Marina Turca.

La dichiarazione del Ministro degli Esteru Maas è arrivata in risposta ad una domanda sul perché la Germania non avesse bloccato completamente la vendita di sistemi d’arma alla Turchia.

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La Turchia, infatti, è impegnata in modo massiccio e plateale sia nella Siria del Nord, sia in Tripolitania in Libia, dove appoggia il Governo Sarraj nella lotta contro la fazione (LNA) che fa capo al maresciallo Haftar, appoggiato da Egitto, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Giordania, Russia e Francia.

Nel caso libico, non avendo Berlino un interesse diretto alla risoluzione della crisi, si accoda alla risoluzione dell’ONU sul divieto di esportare armi in Libia. Come è noto, tale risoluzione, praticamente, è rimasta lettera morta e non rispettata (e fatta rispettare) da alcuno dei tanti attori in gioco, compresa la Turchia.

Nel 2019, la Germania, sulla scia di altri Paesi, ha imposto alla Turchia un divieto, peraltro limitato, di vendita di equipaggiamento militare perché questo avrebbe potuto essere impiegato in un’offensiva nel nord della Siria, colpendo le forze curde, alleate nella coalizione anti IS guidata dagli Stati Uniti in Iraq ed in Siria. Infatti, Berlino ritiene i Curdi alleati preziosi e non desidera che Ankara allarghi la sua sfera di influenza sul Kurdistan siriano-iracheno.

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Pertanto, Berlino ha bloccato le forniture di sistema d’arma terrestri ed aeronautici; un esempio è data dallo stop imposto alla commessa per i motori dei carri armati Altay. Questo divieto ha costretto Ankara, da un lato ad accelerare la produzione interna di componenti, dall’altro a rivolgersi ad altri fornitori che non abbiano imposto le sanzioni.

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La posizione “pilatesca” tedesca deve essere letta anche nell’ottica che la Marina Turca impiega un gran numero di unità costruite ed allestite in Germania o co-prodotte, tra cui otto fregate MEKO 200 TN, ben 12 sottomarini Type 209/1200-1400, con sei Type 214 AIP ordinati nel 2009 ed in costruzione in Turchia. Tutte queste unità comportano importanti contratti di supporto e mantenimento dell’efficienza operativa per l’industria navale tedesca o ad essa collegata.


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