L’esplosione di Beirut, l’ennesima prova per la popolazione libanese


L’enorme esplosione avvenuta il 4 agosto al porto di Beirut sarebbe stata pari a 3 chilotoni (la bomba di Hiroshima era di 15 chilotoni). I danni provocati alla popolazione sarebbero enormi. I governi di molti paesi si sono stretti attorno al governo libanese e alla sua popolazione.

Non si conosce, al momento, la causa dell’esplosione. Una delle ipotesi potrebbe essere quella dell’incidente, negligenza e incuria, ma non si conoscono dettagli o altre informazioni e il governo libanese ha promesso indagini accurate sull’accaduto.

La popolazione di Beirut ha espresso rabbia nei confronti del governo per la grande esplosione al porto. Più di 300.000 persone sono state sfollate dalle loro case. Le autorità hanno dichiarato Beirut una “città disastrata” e hanno imposto uno stato di emergenza di due settimane.

Secondo The Times of Israel, sia funzionari israeliani che fonti vicine ad Hezbollah avrebbero rapidamente respinto l’idea che lo stato ebraico avesse un ruolo nelle esplosioni, nonostante le voci persistenti e del tutto prive di fondamento secondo cui aerei da combattimento erano stati visti nell’area prima delle esplosioni e che un missile era stato visto colpire il porto.

Ci si chiede perché l’enorme quantitativo di materiale esplosivo sia stato immagazzinato per tanto tempo nell’area del porto. Una qualche forma di responsabilità potrebbe portare ad Hezbollah, partito politico e organizzazione paramilitare libanese che gestisce una vasta rete di servizi sociali che include infrastrutture, strutture sanitarie, scuole e programmi per i giovani, che sono stati tutti fondamentali per ottenere sostegno dai libanesi sciiti e non sciiti.

Inoltre, Hezbollah controlla gran parte delle aree a maggioranza sciita del Libano, comprese parti di Beirut, del Libano meridionale e della regione orientale della valle della Bekaa.

Fonti stampa riportano che sarebbero stati noti il controllo e l’influenza di Hezbollah sull’aeroporto e sul porto di Beirut, oltre ad altre aree del paese.

Firas Maksad, professore a contratto all’Istituto per gli studi sul Medio Oriente, presso la George Washington University, ha dichiarato che “è noto che Hezbollah esercita il controllo o influenza sull’aeroporto e sul porto, per vari motivi legati alla sua attività”. “C’è una consapevolezza nella maggior parte dei libanesi che queste strutture siano dominate da Hezbollah direttamente o tramite vari vicari”.

Quindi, tra le tante ipotesi possibili, ci sarebbe anche questa, in cui Hezbollah avrebbe esercitato il controllo su molte strutture portuali di Beirut inclusi i magazzini dove era stoccato materiale di vario genere, incluse le possibili armi, munizioni e il famigerato nitrato di ammonio (2750 tonnellate), sequestrato nel 2013 sulla nave battente bandiera moldava.

Dietro alla decisione di lasciare stoccato, per tutti questi anni, il materiale in questione in una zona densamente abitata ci potrebbe essere l’idea che tale luogo sia stato considerato sicuro contro eventuali bombardamenti israeliani.

(Il modus operandi di mettere i siti di lancio di missili, armi e munizioni in moschee, scuole e condomini, trasformandoli in ostaggi alla rappresaglia nemica non è certamente nuovo e somiglia a quello adottato da diverse formazioni militari.) ..Nessuna pietà per la popolazione civile.

L’aviazione israeliana, ultimamente, avrebbe colpito, senza particolari problemi, siti considerati pericolosi per lo stato di Israele, in Siria e altrove, e se il carico di nitrato di ammonio fosse stato stoccato in altri siti sul territorio libanese, fuori dalle zone abitate, probabilmente, in caso di tensioni con Hezbollah i siti sarebbero stati facilmente colpiti e distrutti.

I caccia israeliani non avrebbero mai condotto un attacco contro il sito del porto di Beirut con il rischio di trovarsi in seguito contro tutta l’opinione pubblica mondiale.

Lo scorso mese di agosto, secondo quanto riporta il NYT, un drone israeliano avrebbe colpito un edificio vicino a Beirut che secondo i funzionari israeliani conteneva un impianto per la fabbricazione di missili guidati di precisione. Israele sostiene che Hezbollah, con l’aiuto dell’Iran, stia cercando di costruire una flotta di questi missili che Israele considera una linea invalicabile.

Tuttavia, appare alquanto bizzarro che da questa tragedia, proprio Hezbollah potrebbe aver subito il danno maggiore poiché il suo ruolo in Libano potrebbe essere ridimensionato (in crescita/ascesa dal 2006 dopo aver resistito agli israeliani) e probabilmente rischiare di non avere più il controllo su alcune aree del paese come in precedenza. Le implicazioni future per il quadro politico-militare del governo libanese e il Medio Oriente sono impossibili da prevedere in questa fase iniziale.

Elvio Rotondo


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