Aereo italiano intercettato da un caccia russo? I molti dubbi, le poche certezze


L’agenzia di stampa russa TASS ha pubblicato ieri una nota stampa dove riportava l’intercettazione da parte di un caccia Sukhoi Su-27 di un velivolo da pattugliamento marittimo italiano sopra il Mar Nero.

Ci sono però alcuni dettagli che lasciano più di qualche dubbio sulla notizia.

La fonte del comunicato stampa, riporta la TASS, è il portavoce del Centro di Gestione della Difesa nazionale (NDMC). L’NDMC è il centro di comando e controllo supremo delle Forze Armate russe;

Scendendo nel dettaglio si legge: “I sistemi di controllo dello spazio aereo russo hanno individuato due velivoli sopra le acque neutrali del Mar Nero che si avvicinavano al confine di stato russo il 14 agosto”

Fin qui nulla di strano o almeno nulla di così eclatante. Sono cose di routine sopratutto in zone come il Mar Nero, crocevia di aerei da ricognizione elettronica e pattugliamento.

Nell’articolo della TASS vengono dunque riportate le parole virgolettate del portavoce dell’NDMC:

“Un caccia Su-27 del dispositivo di allerta del Distretto di Difesa Aerea Meridionale è decollato per identificare il bersaglio. L’equipaggio del velivolo ha intercettato l’aereo ad una distanza di sicurezza ed lo ha identificato come un velivolo da pattugliamento marittimo italiano Atlantic. Dopo che l’aereo italiano si è spostato dal confine di stato russo, il caccia russo è ritornato alla base. L’intero volo del caccia Su-27 è stato condotto seguendo in modo scrupoloso le regole del volo internazionale. Non sono state consentite violazioni del confine di stato russo da parte degli aerei statunitensi.

Portavoce dell’NDMC, Comunicato TASS

Huston abbiamo un problema, anzi almeno un paio.

Il ritorno dell’Atlantic

Gli equipaggi dei caccia intercettori sono altamente addestrati nel riconoscimento dei velivoli: nazionalità, modello e addirittura la versione specifica. E’ una parte fondamentale del loro lavoro. Una errata identificazione potrebbe avere conseguenze catastrofiche.

Come è possibile che il pilota russo abbia visto un Atlantic italiano l’altro ieri quando esso non è più in servizio tra le Forze Armate italiane dal 2017?.

L’unico velivolo MPA attualmente in servizio è il P-72, derivato, come noto, dall’ATR-72.

Breguet.atlantic.fairford.arp.jpg
Breguet Atlantic Br.1150 (non più in servizio dal 2017)
Leonardo P-72 (unico velivolo MPA)

Sono ambedue bimotori è vero ma confonderli è difficile: il P-72 è ad ala alta mentre l’Atlantic ha invece l’ala bassa, dimensioni e proporzioni completamente differenti, colorazione differente,etc.

A meno che l’Aeronautica Militare non faccia come l’USAF tenendo in volo gli F-117 malgrado siano ufficialmente ritirati dal servizio, è altamente improbabile che le parole del portavoce dell’NDMC possano corrispondere a quanto successo nei cieli sopra il Mar Nero.

Il Ministero della Difesa ha infatti precisato che non solo che l’Atlantic non è più in dotazione alle FF.AA italiane ma che nessun assetto della Marina Militare viene impiegato attualmente nel Mar Nero.

Americano, italiano o francese?

Alla fine del comunicato c’è un pochino di confusione tra Italia e Stati Uniti. Il giorno precedente, il 14 agosto, un EP-3E dell’US Navy era stato intercettato nelle medesime condizioni. Per la terza volta in una settimana. Magari un errore di copia e incolla del comunicato stampa?

Breguet Atlantic 2 Bourget 2017 n2.jpg
Breguet Atlantic francese

L’unica spiegazione plausibile, assumendo che il velivolo fosse effettivamente un Atlantic, è che il pilota russo abbia confuso l’Italia con la Francia.

La Francia ha infatti ancora in servizio diversi esemplari di Atlantic ed il pilota potrebbe essere stato tratto in inganno dalla livrea e della coccarda.

Secondo le informazioni open source disponibili gli unici aerei italiani ad essere entrati nel Mar Nero sono i G550 AEWC. Ancora più difficile confondere i due aerei.

Non rimane che aspettare una nota stampa della TASS o dell’NDMC per dirimere la questione.

L’Italia è stata ingiustamente citata e non si vuole ammettere l’errore? Che cosa ha intercettato realmente il Su-27? Perché malgrado la smentita dello Stato Maggiore della Difesa italiano non è arrivato, al momento, alcun commento da parte di Mosca?

Molte le domande, molti dubbi e poche certezze.

Immagine di copertina (repertorio): Russian Air Force Su-27 Sukhoi aircraft intercept a simulated hijacked aircraft, foreground, during Vigilant Eagle 2013 at Joint Base Elmendorf-Richardson, Alaska, Aug. 27, 2013


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