Parte Hera la missione di difesa planetaria dell’ESA e della NASA


L’ESA ha assegnato un contratto da 129,4 milioni di euro che copre la progettazione dettagliata, la produzione e il collaudo di Hera, la prima missione dell’Agenzia Spaziale Europea per la difesa planetaria. Questa ambiziosa missione sarà il contributo dell’Europa ad uno sforzo internazionale di deflessione degli asteroidi, destinato a eseguire un’esplorazione sostenuta di un sistema di asteroidi binari.

Hera scans DART’s impact crater

Il contratto è stato firmato da Franco Ongaro, Direttore della Tecnologia, Ingegneria e Qualità dell’ESA, e Marco Fuchs, CEO della società spaziale tedesca OHB, prime contractor del consorzio Hera. La firma ha avuto luogo presso il centro ESOC dell’ESA in Germania, che servirà come centro controllo della missione Hera che sarà lanciata nel 2024.

Hera è il contributo europeo ad una collaborazione internazionale per la difesa planetaria tra scienziati europei e statunitensi della NASA denominata Asteroid Impact & Deflection Assessment (AIDA). La sonda DART – il cui lancio è previsto per luglio 2021 – eseguirà per la prima volta un impatto cinetico sul più piccolo dei due asteroidi. Hera seguirà un’indagine dettagliata post-impatto per trasformare questo esperimento su larga scala in una tecnica di deflessione degli asteroidi ben compresa e ripetibile.

Hera – che prende il nome dalla dea greca del matrimonio – sarà, insieme alla sonda della NASA Double Asteroid Redirect Test (DART), la prima sonda dell’umanità ad incontrarsi con un sistema di asteroidi binari, una classe poco compresa che rappresenta circa il 15% di tutti gli asteroidi conosciuti.

Nel farlo, Hera, grande come una scrivania, dimostrerà anche molteplici nuove tecnologie, come la navigazione autonoma intorno all’asteroide , come le moderne auto senza conducente sulla Terra, raccogliendo dati scientifici cruciali, per aiutare gli scienziati e i futuri pianificatori di missione a comprendere meglio le composizioni e le strutture degli asteroidi.

Hera dispiegherà anche i primi “CubeSats” europei (micro satelliti costruiti da scatole da 10 cm) nello spazio profondo per il rilevamento ravvicinato degli asteroidi, inclusa la prima sonda radar dell’interno di un asteroide, utilizzando una versione aggiornata del sistema radar trasportato nella missione della cometa Rosetta dell’ESA.

Il lancio è previsto per ottobre 2024, Hera viaggerà verso un sistema di asteroidi binari, la coppia di asteroidi di Didymos vicini alla Terra. Il corpo principale di 780 m di dimensioni è orbitato da una luna di 160 m, formalmente battezzata ‘Dimorphos’ nel giugno 2020 che possiede circa le stesse dimensioni della Grande Piramide di Giza.

L’impatto cinetico di DART sulla Dimorphos nel settembre 2022 dovrebbe alterare la sua orbita intorno a Didymos e creare un cratere di dimensioni notevoli. Questo asteroide lunare diventerà unico, come il primo corpo celeste ad avere le sue caratteristiche orbitali e fisiche intenzionalmente alterate dall’intervento umano. Hera arriverà al sistema Didymos alla fine del 2026, per eseguire almeno sei mesi di studio ravvicinato.

L’Italia sta guidando lo sviluppo dei sottosistemi di potenza e propulsione della missione e sta fornendo il transponder nello spazio profondo che consentirà l’esperimento di radioscienza della missione. Inoltre, l’Italia sta guidando lo sviluppo del sistema di studio e classificazione delle polveri e minerali a bordo dei CubeSat, dal nome del compianto Andrea Milani, illustre professore e scienziato degli asteroidi.

Fonte ed immagine ESA


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