Le EPC prendono forma


Il programma EPC (European Patrol Corvette) ha conosciuto un nuovo step con la conferenza OPV International 2020 tenuta in forma virtuale a causa della pandemia di Covid19 dal 30 settembre al 02 ottobre scorsi.

OPV International 2020 Online Agenda

Come è noto, il programma EPC nasce nel quadro dell’iniziativa di cooperazione strutturata permanente (PeSCO) dell’Unione europea come progetto comune italiano e francese e di cui l’Italia ha ottenuto la leadership.

Il programma EPC ha ottenuto interesse concreto da parte della Spagna e dalla Grecia che sono entrate ufficialmente nel programma mentre, successivamente, anche il Portogallo ha aderito, al momento come Paese osservatore.

L’EPC darà vita ad una piattaforma comune che sarà adattata ai diversi requisiti delle Marine interessate al programma. Pertanto, si passerà da un’unità configurata come OPV-Offshore Patrol Vessel ad un’unità con capacità di combattimento avanzato.

E’ chiaro che nell’ambito di un programma così variegato avranno voce in capitolo i rispettivi gruppi cantieristici e gruppi industriali militari che cureranno la “personalizzazione” delle unità destinate alle Marine di quattro Paesi, in prospettiva, cinque con l’adesione del Portogallo.

Italia

La Marina Militare con le EPC intende sostituire le quattro NUMC (Nuova Unità Minore Combattente) classe Comandanti, i due OPV classe Sirio ed i quattro OPV classe Costellazioni, quindi, l’attuale seconda linea operativa, recuperando, peraltro, le capacità perse con l’avvenuta radiazione delle otto corvette antisommergibili classe Minerva ed Urania.

Pertanto, la Marina Militare ha fissato un requisito per l’acquisizione di otto EPC che, al momento, sembrano configurate come corvette. Saranno unità con dislocamento attorno le 3.000 tonnellate, con lunghezza di poco inferiore ai 110 metri e larghezza di circa 15 metri, dotate di ponte di volo e hangar capace di ospitare un elicottero della classe SH-90 ed UAV.

L’apparato propulsivo adotterà una configurazione CODLAD o Combined Diesel eLectric And Diesel con due motori diesel principali della potenza di 8 MW collegati a due motori elettrici per le crociere di pattugliamento a bassa velocità ed ai conseguenti generatori di energia. La velocità massima sarà di 24 nodi con autonomia di circa 4.000 miglia nautiche a 14 nodi. L’equipaggio sarà composto da circa 90 uomini che possono diventare 115 per rispondere alle diverse esigenze operative.

Le EPC italiane avranno un’area modulare posta a centro nave dinanzi l’hangar in grado di essere “occupata” da container da 20′ ed una “baia” posta a poppa al di sotto del ponte di volo per il lancio e recupero di un RHIB da 9 metri. Le EPC saranno dotate di un’ulteriore coppia di RHIB da 7,5 metri di lunghezza per compiti ausiliari. Come si vede, sono soluzioni che ricordano quanto già sviluppato dalla Marina Militare per i PPA o Pattugliatori Polivalenti d’Altura.

Peraltro, proprio dai PPA, ma anche dalla LSS Vulcano e LHD Trieste, sarà tratta buona parte delle suite elettronica sviluppata da Leonardo ed Elettronica per tali navi che troverà spazio sulle nuove EPC e che sarà gestita dal sistema SeasNavy di Seastema del gruppo Fincantieri. Infatti, saranno installati il CMS, che sarà la variante del SADOC 4 adattata per tali unità, nonché il radar 3D Kronos Grand Naval con IFF, oltre a un radar di sorveglianza aerea/superficie, un sistema Leonardo SASS IRST per la sorveglianza ravvicinata ed un radar a doppia banda NA-30S Mk2/EO-IR per il controllo del fuoco nonché il Medusa Mk 4 FCS destinato agli impianti remotizzati da 25/80 mm. Troverà spazio il sistema Il RESM/CESM/RECM sviluppato da Elettronica oltre i consueti sistemi di comunicazione radio e trasmissione dati protette.

La dotazione elettronica sarà completata da un sonar anti ostacolo e da un sistema di difesa anti siluro nonché antimissile con chaff/flare ed esche. L’armamento di artiglieria sarà costituito da un cannone Super Rapido da 76/62 mm e dai due detti impianti a controllo remoto da 25/80 mm. L’armamento missilistico antiaereo verterà su due VLS A50 per un massimo di 16 Aster15-30 o per il nuovo CAMM-ER entrambi prodotti da MBDA e saranno installate le predisposizioni per quattro missili antinave Teseo. L’elicottero SH-90 imbarcato sarà in grado di operare con siluri antisom MU-90, missili Marte e mitragliatrici.

Francia

La Marine Nationale è interessata all’acquisto di almeno sei EPC intese per sostituire altrettante fregate di secondo rango Floreal con tempistica stabilita tra il 2030 ed il 2034 ed intende aumentare da 8.000 a 10.000 miglia nautiche l’autonomia prevista per la versione basica da pattugliamento oceanico. Saranno interessate al programma di costruzione Naval Group, nella joint venture NAVIRIS con Fincantieri, e principalmente Thales quale fornitore dei sistemi elettronici e di comando-controllo-combattimento.

Anche la versione francese sarà dotata di motori diesel ed elettrici in configurazione CODLAD ed avrà un ponte di volo ed hangar progettati per l’impiego del nuovo elicottero medio Airbus H160M Guepard oltre gli ormai “consueti” uav ad ala fissa ed ala rotante, divenuti strumenti indispensabili per le lunghe missioni di sorveglianza. Ovviamente, saranno installati radar tridimensionali con IFF, radar di sorveglianza aerea/superficie, sistemi di sorveglianza EO/IR e sistemi per la direzione di tiro.

Le EPC francesi avranno un CMS semplificato ed avrà capacità di combattimento e di contrasto delle minacce asimmetriche. Al momento non sono noti i sistemi d’arma che saranno imbarcati con l’eccezione del Thales/Nexter RapidFire T40AA per la difesa ravvicinata; per avere un’idea le attuali Floreal, destinate ad essere sostituite dalle EPC, sono armate con un cannone da 100 mm, due impianti da 20 mm, due-quattro mitragliatrici da 12,7 mm, 2 missili antinave Exocet e 2 sistemi per la difesa antiaerea ravvicinata SIMBAD per missili superficie-aria Mistral oltre l’elicottero Panther.

Spagna

L’Armada spagnola vuole un nuovo tipo di unità, il Buque de Protección Marítima (BPM), che dovrà essere in grado di eseguire, oltre le missioni di pattugliamento e sorveglianza, operazioni di scorta, difesa antiaerea, protezione delle unità contromisure mine, appoggio ai gruppi anfibi ed alle forze speciali.

Probabile un ricorso ad un sistema di combattimento incentrato su un cannone di medio calibro, sistemi di difesa ravvicinata, imbarco di sistemi missilistici antiaerei a corto/medio raggio e missili antinave/anti obiettivi costieri, oltre sistemi di autodifesa antisom ed anti missile antinave.

L’Armada ha un requisito minimo di sei EPC per la sostituzione dal 2023 in poi dei quattro OPV classe Serviola e due OPV classe Infanta Elena oggi in linea. Ovviamente, nel programma saranno chiamate a partecipare il gruppo cantieristico Navantia ed il gruppo industriale militare Indra.

Grecia

La Marina Ellenica intende sviluppare una versione maggiormente da combattimento delle EPC anche a causa del particolare tipo di teatro operativo in cui è chiamata ad operare.

Pertanto, adottando una configurazione CODAD (COmbined Diesel and Diesel) , le EPC greche avranno maggiori spunti di velocità, attorno ai 28 nodi rinunciando ad ottenere notevoli prestazioni in termini di autonomia.

Le unità greche avranno capacità ASW con probabile imbarco di sonar a scafo e probabilmente cortina trainata accoppiati a lanciasiluri antisom, capacità AAW con sistemi missilistici a corto/medio raggio, e ASV con missili antinave, nonché il consueto armamento di artiglieria per il fuoco contro costa e generale.

Immagine defenceiq.com


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