La Turchia interessata al SAMP-T franco/italiano


La Turchia è da tempo che spera di mettere le mani sul sistema missilistico di sviluppo e produzione franco/italiana SAMP-T anche dopo l’acquisto delle batterie S-400 dalla Russia.

Nel 2017 Ankara aveva sottoscritto con EUROSAM, il consorzio partecipato da Thales e MBDA, un accordo iniziale per sviluppare una versione del SAMP-T adatta alle esigenze turche.

Firma dell’accordo tra il consorzio EUROSAM e la Turchia nel 2017 (EUROSAM)

Secondo i dettagli trapelati era allo studio una versione addirittura più avanzata di quella a disposizione dei due paesi europei in grado di rispettare i requisiti imposti dal programma turco LORAMIDS (Long Range Air and Missile Defence System).

Le trattative hanno però subito un rallentamento e lo stesso Ministro della Difesa turco aveva annunciato, a gennaio, che la trattative erano ostacolate dalla Francia che probabilmente non vedeva di buon occhio il trasferimento di tecnologia. Lo stesso Ministro aveva aggiunto che le trattative sarebbero continuate con l’altro partner dell’EUROSAM, che è l’Italia.

Il Ministro della Difesa di Ankara è recentemente ritornato sull’interesse turco verso il SAMP-T e aprendo anche alla possibilità di acquistare il Patriot statunitense.

Il riavvicinamento può essere motivato dal fatto che come gesto di “buone intenzioni” la Turchia voglia acquistare un sistema di difesa aerea NATO da integrare nella rete dell’Alleanza Atlantica dato che, come presumibile, gli S-400 lavoreranno in modo “indipendente” da qualsiasi altro sistema.

L’Italia, durante l’Operazione Sagitta (qui per saperne di più), ha operato il SAMP-T a difesa dei confini turchi.

Immagine di copertina: MBDA


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