Le esigenze prioritarie della Difesa Italiana in cerca di risorse – Parte Prima


La Preparazione delle Forze e la Proiezione delle Forze

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Nel Documento Programmatico Pluriennale DPP 2020-2022, oltre i programmi che saranno avviati grazie alle coperture finanziare approvate e quelli in corso, già finanziati con i precedenti DPP, sono indicate alcune macro aeree in cui sono ricompresi i programmi, ormai maturi, che la Difesa intende avviare non appena saranno rese disponibili le adeguate risorse.

Le predette macro-aree sono:

  • Preparazione delle Forze
  • Proiezione delle Forze
  • Protezione delle Forze e Capacità di Ingaggio
  • Sostegno delle Forze
  • Comando, Controllo e Consultazione (C3)
  • Superiorità Decisionale

Il DPP sottolinea che la collocazione dei programmi nelle succitate aree non rappresenta alcun ordine di priorità. Questo articolo prende in considerazione i programmi contenuti nelle prime due macro-aree, la Preparazione delle Forze e la Proiezione delle Forze

Preparazione delle Forze

Nell’area “Preparazione delle Forze” tra i programmi indicati rientrano:

  • il programma di ammodernamento e riqualificazione infrastrutturale della Difesa e dei Reparti Speciali dell’Arma dei Carabinieri (i GIS in primis);
  • il programma di potenziamento delle capacità di Ricerca Tecnologica Militare;
  • i programmi di riqualificazione impianti per nuovi centri addestrativi/operativi per attività natatorie funzionali al nuoto operativo e all’impiego ricreativo civile;
  • il potenziamento ed acquisizione di sistemi di simulazione, virtual and live, ed equipaggiamenti dedicate alle strutture di Comando e Controllo per la creazione di Operational Training Infrastructure (OTI);
  • Acquisizione di alianti per addestramento basico al volo;
  • Sviluppo ed acquisizione di simulatori di volo per la Difesa;
  • Acquisizione velivoli leggeri per addestramento basico low-cost;
  • Acquisizione e completamento dei nuovi elicotteri d’addestramento ed operativi leggeri (Light Helicopter-LUH).

Il volume di risorse indicato per vari esercizi pluriennali è pari a 1,400 miliardi di euro, Di questi programmi, sicuramente, meritano maggiore attenzione gli ultimi tre.

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Infatti, nel settore simulatori di volo, nell’ambito della cooperazione militare/industriale tra l’Italia ed Israele, rientrano accordi anche in questo settore, in cui le industrie aeronautiche di Tel Aviv sono particolarmente attive e propongono soluzione all’avanguardia, sempre costantemente aggiornabili per rendere gli scenari simulati il più possibili aderenti e simili alle reali condizioni operative in cui si troveranno ad agire i futuri piloti dei velivoli da combattimento di quarta e quinta generazione. Elbit con IAI, CAE e Leonardo hanno siglato un accordo per la fornitura all’Aeronautica Israeliana di un avanzato sistema di simulazione di volo per gli M346 “Lavi” (Leoncino del deserto) in servizio in trenta esemplari. Buona parte di quest’esperienza è stata travasata sul sistema messo a punto da Leonardo per la International Flight Training School o IFTS di Lecce Galatina, frutto della collaborazione tra il gruppo industriale e l’Aeronautica Militare, ente di formazione che vola con 18 T-346A di proprietà dell’AM e con 4 T-346A di proprietà di Leonardo per coprire la fase avanzata dell’addestramento (fase IV) propedeutica al passaggio sui caccia di ultima generazione Typhoon e F-35 (di cui non è stata costruita la versione biposto di conversione operativa) e che prossimamente vedrà operare anche i T-345 per l’addestramento basico (fase II e III).

Pertanto, la Difesa intende ottenere sistemi di simulazione di volo sempre più performanti che permettano anche un considerevole e consistente abbattimento dei costi di esercizio, evitando di logorare anzitempo le macchine e risparmiando preziose (e costose) ore di volo, pur mantenendo altissima la qualità dell’addestramento impartito agli aspiranti ed ai piloti già inseriti nei Reparti.

Per quanto riguarda l’acquisizione di velivoli leggeri per addestramento basico low-cost, si tratta con buona approssimazione della sostituzione dei vecchi Siai Marchetti S.208M (U-208A per l’Aeronautica Militare) ancora in dotazione al Gruppo di Volo a Vela ed i SF-260EA (T-260B) che negli anni passati hanno avuto qualche problema al propulsore. Probabilmente, vi è interesse anche ad un velivolo addestratore bimotore, compito oggi svolto dai Piaggio P-180 Avanti (VC-180A/B), dopo la breva esperienza con i Tecnam P2600T (T-2006A).

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Infine, il programma Light Helicopter-LUH, riguarda l’acquisizione del nuovo elicottero bimotore Leonardo AW169M da parte della Difesa, già partito con le prime commesse assegnate dall’Arma dei Carabinieri e dall’Esercito Italiano. Tali elicotteri UH-169 (i primi due esemplari commerciali ABC appena acquistati dall’Esercito saranno impiegati per l’addestramento dei piloti e dei tecnici) prenderanno il posto principalmente degli AB-206, A-109 (EOA nell’Esercito) ma anche gli AB-205, AB-212 ed AB-412. Nell’aprile del 2020 la Difesa ha siglato un contratto per la fornitura di 15 AW169 in configurazione MA (Multiruolo Avanzato) destinati all’Esercito, Da parte sua l’Arma dei Carabinieri ha ordinato cinque AW169M con l’opzione per altri due elicotteri tesi alla sostituzione degli AB-412. L’AW169M è la versione militare dell’AW169 ed è un bimotore che soddisfa i requisiti più esigenti in materia di sicurezza garantendo eccellenti prestazioni, massima versatilità e capacità di operare in ambienti ostili. E’ dotato di sistemi per il volo strumentale o a vista compatibili con NGV (Night Vision Google) per il volo notturno. I motori Pratt & Whitney con controllo digitalizzato FADEC consentono all’elicottero di volare in condizioni estreme tipiche dell’alta montagna. E’ dotato di una ampia cabina che può ospitare fino a 10 soldati, le ampie porte scorrevoli (1,60 metri di larghezza) consentono facilità di ingresso e uscita e l’utilizzo del verricello nonché altri equipaggiamentiLe armi interne includono una mitragliatrice da 12,7 mm o due da 7,62 mm. Le armi esterne comprendono mitragliatrici da 7,62 mm oppure 12,7 mm, razzi guidati e non, missili aria-terra. Da notare che anche la Marina Militare avrebbe espresso interesse per questo elicottero per sostituire gli ultimi AB-212 ASW ancora in linea, soprattutto, sulle unità con i ponti di volo ed hangar più piccoli e non idonei ad operare con gli SH/MH-90. Per tale programma, il Documento programmatico pluriennale (Dpp) 2019 della Difesa ha previsto un investimento da 8,2 milioni per il 2019, con un investimento complessivo di 382 milioni fino al 2026.

Proiezione delle Forze

Nell’area “Proiezione delle Forze” tra i programmi indicati rientrano:

  • Completamento programma HUB aereo nazionale;
  • Programma di ammodernamento delle capacità aviolancistiche della Difesa;
  • Acquisizione del nuovo velivolo da trasporto tattico sostitutivo del C-130J e completamento della capacità di Trasporto Strategico Nazionale (KC-767);
  • Realizzazione ed acquisizione di sistemi di bordo per i velivoli MC-27J Pretorian da destinare al supporto delle forze di terra attive “in operazioni speciali”;
  • Realizzazione di future unità anfibie e di manovra per garantire la capacità di Proiezione dal Mare della Difesa;
  • Programma di sviluppo ed acquisizione del Nuovo Veicolo Blindato Anfibio per garantire la capacità di Proiezione dal Mare della DIfesa.

Per tali programmi è indicato un valore di 5,779 miliardi da diluirsi su più esercizi. L’interesse si concentra principalmente sul programma di sostituzione del Lockheed Martin C-130J Super Hercules nonché del completamento della capacità di Trasporto Strategico Nazionale, oggi assicurata dai quattro Boeing KC-767A che agiscono in duplice veste di avio rifornitori e trasporto (personale/materiali) a lungo raggio.

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Al momento sul mercato per la sostituzione del C-130J Super Hercules, in assenza attualmente di proposte statunitensi, sono disponibili gli europei Airbus A400M sia nuovi, sia di seconda mano, offerti da Forze Aeree che hanno deciso di ridurre gli aerei in servizio, i giapponesi C-2 che hanno il 45% delle parti in comune con i velivoli da pattugliamento marittimo e per guerra antisommergibile P-1, nonché i brasiliani KC-390 scelti dall’Aeronautica Brasiliana nonché in Europa dalla Aeronautica Portoghese. C’è da dire che l‘A400M dopo le feroci critiche iniziali, per i costi usciti fuori controllo e per le pesanti limitazioni operative imposte dai problemi di “dentizione”, ha acquisito sempre maggiori capacità operative, dimostrandosi in grado di lanciare i paracadutisti da entrambe le porte laterali del velivolo, capacità di operare in condizioni ogni tempo senza visibilità, di operare su basi semi preparate. Non solo; l’aereo in questione può operare come avio rifornitore a favore di velivoli e di elicotteri, ampliandone il raggio operativo, soprattutto, per gli aeromobili che lavorano con le Forze Speciali. Anche il KC-390 prodotto da Embraer può operare come trasporto e rifornitore in volo; peraltro, rispetto al velivolo europeo paga il carico utile imbarcabile, max 26 tonnellate, contro le 37 tonnellate trasportabili dal A400M Atlas. Rimarrebbe anche il Kawasaki C-2 con capacità di carico equivalente a quello del Atlas. I Kawasaki C-2, a differenza dei KC-390 e degli A400M, non hanno la capacità di rifornimento in volo il che influenza la capacità di carico per missioni a lungo raggio.

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Per quanto riguarda la capacità di Trasporto Strategica Nazionale, gli attuali quattro Boeing KC-767A, dopo i problemi iniziali che hanno apportato ritardi relativi la consegna, si sono rivelati estremamente efficienti, con tassi di operatività altissimi grazie al contratto di manutenzione e supporto siglato dalla Difesa con Boeing che assicura sempre la disponibilità delle macchine. Al momento della sigla del contratto era prevista l’opzione di acquisto di un’altra coppia di KC-767A, peraltro, non esercitata. Oltre l’Aeronautica Militare, il KC-767A è stato adottato dalla Japan Air Self Defence Force o JASDF che ha acquistato anche un sofisticato simulatore di volo. Le due Aeronautiche hanno siglato un accordo di cooperazione proprio per ottimizzare l’impiego del KC-767A che prevede il passaggio di nostri piloti ed operatori anche sul simulatore nell’ambito di un programma di scambio tra le Forze Aeree. Il Boeing KC-767A è la versione militare del Boeing 767-200ER ma al momento non è più prodotto da Boeing alle prese con il problematico KC-46 Pegasus che deve (o meglio dovrebbe) sostituire nelle fila dell’USAF i KC-135 ed i KC-10 ormai giunti alla fine della loro vita operativa. Sul mercato c’è la forte presenza del Airbus A330MRTT che si sta imponendo come avio rifornitore e trasporto strategico di personale e materiale in Aeronautiche di primo rango tra cui la RAF, l’Armée de l’Air, l’Ejercito de l’Aire, la Luftwaffe, la RAAF, l’Aeronautica Sud Coreana, l’Aeronautica di Singapore nonché la NATO, con un pool di Nazioni tra cui i Paesi Bassi, Norvegia, Belgio e Lussemburgo che hanno sottoscritto l’acquisto di nove di questi velivoli. Sul mercato tra le soluzioni di minor impatto economico ma, ovviamente, meno prestazionali vi è la proposta di Elbit/IAI di trasformare i Boeing 767 commerciali in avio rifornitori mantenendo le capacità di trasporto personale o come cargo, con soluzione simile a quella scelta agli inizi degli anni novanta dall’Aeronautica Militare per la trasformazione dei Boeing B707 in KC-707. Peraltro, tale soluzione non è stata scelta dalla Difesa Israeliana che ha preferito i KC-46, ottenendo dagli Stati Uniti, la possibilità di mettere mano tramite le sue industrie aerospaziali alle gravi insufficienze fin qui registrate dai Pegasus.

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Altro programma “aeronautico” d’interesse è la realizzazione ed acquisizione di sistemi di bordo per i velivoli Leonardo MC-27J Pretorian da destinare al supporto delle forze di terra attive “in operazioni speciali”. Come è noto, l’Aeronautica Militare ha in servizio almeno tre MC-27J Pretorian, frutto della trasformazione di altrettanti C-27J Spartan da trasporto tattico. L’ordine di trasformazione di questi velivoli è stato siglato nel 2013 e gli aerei, nella nuova veste, sono operativi dal 2016. La versione Pretorian è in grado di svolgere missioni C3-ISR/ISTAR (Command, Control, Communication, Intelligence, Surveillance, Reconnaissance And Target Acquisition) grazie ad apposito sistema C2, torretta Elettro-Ottica/InfraRossi (EO/IR) nonché Fire Support con appositi pallet dotati di cannone (da 20 mm del tipo Gatling o da 30 mm monocanna) accoppiato a sistema di condotta di tiro. E’ del tutto evidente che un velivolo del genere è un assetto indispensabile per il supporto aereo alle missioni delle Forze Speciali, considerato che i Pretorian, come gli Spartan, sono dotati di sonda per il rifornimento in volo che aumentano il raggio d’azione, l’avionica migliorata, il sistema di autoprotezione.

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I programmi “marini” riguardano la sostituzione delle tre LPD-Landing Platform Dock classe San Giorgio/San Giusto, entrate in servizio tra gli anni ottanta e i primi anni novanta del passato secolo. Sono unità che erano pensate per le esigenze dell’allora Battaglione San Marco, con capacità elicotteristiche molto limitate, prua sollevabile, e per l’impiego di LCM di vecchio tipo. Nonostante queste limitazioni, la San Marco e la San Giorgio sono state pesantemente modificate, migliorando le capacità elicotteristiche e le capacità di comando e controllo. Peraltro, queste unità insieme alla San Giusto destinata anche alle esigenze addestrative, sono state impiegate in modo a dir poco intenso, trasportando uomini e materiali praticamente dovunque. Le esigenze della Forza di Proiezione del Mare, l’unità interforze costituita dalla Marina e dall’Esercito, richiede navi di nuovo tipo, con maggiori capacità di trasporto, nonché di supporto, requisiti che fanno pensare a vascelli di dimensioni e dislocamento maggiori rispetto le attuali Santi (attorno le 8.000 tonnellate) che dovranno affiancare la LHD Trieste allorquando questa sarà impiegata nelle operazioni anfibie. Le nuove unità potrebbero non adottare la soluzione tuttoponte, con soluzione simile alle Galicia della Armada spagnola; sarebbe presente, comunque, un ampio ponte di volo in grado di far operare elicotteri della classe UH-101 o superiori (CH-47), con hangar nella sovrastruttura. Le nuove unità dovranno essere in grado probabilmente di trasportare e varare dal bacino i nuovi LCM 23 allestiti per la LHD Trieste ed i nuovi veicoli blindati anfibi. Il garage dovrà essere allestito per il trasporto dei mezzi pesanti dell’Esercito, in primis, del mbt Ariete. E’ probabile che le nuove unità avranno consistenti capacità ospedaliere/sanitarie che ne esalteranno il profilo “dual use” a favore della collettività

Marine Corps Systems Command awards contract to produce ACV > Marine Corps  Systems Command > News Article Display

Strettamente legato al programma delle nuove LPD appare il programma di acquisizione del nuovo Veicolo Blindato Anfibio, requisito comune delle due anime della Forza di Proiezione del Mare. Infatti, la componente d’assalto della Brigata Marina San Marco ed il Reggimento Lagunari “Serenissima” non hanno più in servizio i VCC1-2, veicoli tra l’altro con qualità anfibie scadenti e che richiedevano lo sbarco diretto sulla spiaggia. Sono in servizio, invece, sia con la Marina, sia con l’Esercito, gli AAV7 RAM RS in trenta esemplari nella versione trasporto truppe armata con torretta dotata di lanciagranate automatico calibro 40 mm e mitragliatrice pesante calibro 12,7, tre in versione Posto Comando e due in versione Recupero. Come è noto, l‘USMC ha avviato un programma di sostituzione di questi cingolati con una nuova piattaforma anfibia blindata, la cui gara ha visto l’affermazione del ACV o Amphibious Combat Vehicle proposto da IVECO Defence con BAE Systems, una vasta rivisitazione della versione anfibia, la VBA, del veicolo terrestre 8×8 Freccia in dotazione all’Esercito Italiano. Tale VBA si caratterizzava per la capacità di essere varato in acqua ed operarvi con mare forza tre, capace di trasportare un massimo di 13 uomini nel vano di carico protetto. Era dotato di una torretta HITFIST OWS  in grado di ricevere armi dal calibro 25 mm sino al 40 mm. Si prevedeva l’acquisto di 144 di questi veicoli equamente suddivisi tra Marina ed Esercito, ma il programma, più volte annunciato come prioritario, nella realtà non è mai partito anche perché nel frattempo si era aperta la gara statunitense dove IVECO e BAE presentavano il predetto ACV, risultato vincitore. L’ACV è un mezzo del peso di 35 tonnellate a pieno carico, con capacità di carico superiore alle tre tonnellate o di trasportare sino 13 uomini, con tre uomini di equipaggio. Su strada il mezzo è in grado di raggiungere velocità massima superiore i 65 km/h ed in acqua, in ambiente oceanico, poco più di 6 nodi. Il mezzo in questione sarà in grado di dare vita ad una completa famiglia di veicoli che coprirà le esigenze terrestri del USMC. Pertanto, è assai probabile che l’interesse della Difesa italiana sia virato dal VBA su questo nuovo mezzo, molto promettente, di cui derivare (meglio “personalizzare”) la versione da distribuire alla Forza di Proiezione del Mare, anche per ottenere evidenti benefici operativi, addestrativi e di supporto con la piattaforma statunitense.

Fonte Documento di Programmazione Pluriennale 2020-20220

Foto: Stato Maggiore Difesa, Leonardo, Esercito Italiano, social network


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