Un radar per rilevare i sottomarini sott’acqua, l’Advanced Airborne Sensor del P-8 Poseidon


Il P-8 Poseidon si conferma una arma formidabile nel campo del pattugliamento marittimo a lungo raggio e nella lotta anti-sottomarini.

Le sue straordinarie capacità si espandono grazie ad un radar di ultimissima generazione che promette di rivelare i sottomarini anche quando “pensano” di essere al sicuro dagli aerei, sott’acqua.

Advanced Airborne Sensor (AAS)

Questo è possibile grazie al radar AN/APS-154 Advanced Airborne Sensor (AAS) sviluppato dalla Raytheon a partire dal 2009 come evoluzione del precedente AN/APS-149 Littoral Surveillance Radar System (LSRS)

L’AAS è un radar a scansione elettronica multifunzione formato da due facce capace di coprire quasi 360° in grado di scansionare, mappare, tracciare e classificare un grande numero di bersagli in modo automatico e simultaneo. Fornisce inoltre una mappatura ad alta risoluzione di vaste porzioni di terreno, litorale, coste oppure mare aperto.

Può funzionare in modalità Synthetic Aperture Radar (SAR) oppure Inverse Synthetic Aperture Radar (ISAR) in modo ottenere immagini ad alta qualità anche in condizioni ambientali difficili e per ottenere una identificazione dei bersagli discriminandoli in base alla tipologia in modo automatico.

Il sistema è altresì in grado di collezionare un grande numero di emissioni elettromagnetiche rilevando la fonte di emissione.

Oltre alla possibilità di elaborazione dei dati i dati possono essere inviati ad altri sistemi tramite datalink a missili da crociera Tomahawk, SLAM-ER, JASSM, LRASM, SDB II,etc.

Il radar è contenuto all’interno di un “contenitore” speciale posto sotto la pancia del velivolo, conosciuto come Special Mission Pod Deployment Mechanism (SMPDM), che può essere esteso durante il volo in modo da evitare che i motori e la sagoma stessa dell’aereo possano interferire con il funzionamento del radar.

Il meccanismo che consente il movimento è contenuto nel Forward Deployment Mechanism (FDM) che comprende le molle e gli attuatori idraulici. L’installazione avviene sotto la torretta retrattile EO/IR tramite agganci che sono installati in modo permanente.

La presenza del radar, di grandi dimensioni, ha richiesto l’installazione di “alette” aerodinamiche nella parte posteriore del velivolo.

La sperimentazione dell’AAS sul P-8 Poseidon è iniziata nel 2014 con il primo volo il 20 maggio 2015. L’integrazione del sistema è proseguita in modo da dimostrare che AAS e P-8 possono operare in modo sicuro ed efficiente.

Il 14 gennaio 2020 la Naval Air Warfare Training System Division (NAWCTSD) ha annunciato l’intenzione di progettare e sviluppare sistemi di addestramento ad hoc per la manutenzione in modo permettere ai tecnici di rimanere addestrati all’installazione del radar sul Poseidon.

Le sue prestazioni sono state ampiamente giudicate superiori al radar installato sull’E-8 JSTARS, l’AN/APY-7 di Northrop Grumman.

Lotta Anti-Sottomarino

In condizioni normali la lotta ASW (Anti-Submarine Warfare) viene eseguita attraverso il lancio di sonoboe, l’analisi delle anomalie magnetiche tramite il MAD oppure con radar se il sottomarino è in emersione oppure se è a quota snorkel con il periscopio.

I Poseidon dell’U.S. Navy non sono equipaggiati con il MAD ma hanno una consistente dotazione di sonoboe.

AN/APY-10

Il radar installato “di serie” nel cono di prua del P-8, l’AN/APY-10 di Raytheon, ha già buone capacità di rilevamento e sorveglianza inclusa una modalità apposita per i rilevare i periscopi dei sottomarini (chiaramente deve trovarsi a quota periscopio).

La novità introdotta dell’AN/APS-154 ASS è quella di rilevare i sottomarini quando essi sono completamente sotto la superficie dell’acqua.

Per quanto lenti possano andare, i sottomarini di un certo dislocamento, producono dei vortici data la mole di acqua che muovono.

The SSBN Security Program (Fonte: Federation of American Scientists)

Tali “movimenti” sono praticamente invisibili all’occhio umano ma se si dispone di un radar abbastanza preciso e di una capacità di elaborazione dei dati è possibile “separare” i vortici “artificiali” con un determinato pattern da quelli naturalmente presenti.

Tutto questo rientra all’interno del programma Non-Traditional Airborne Anti-Submarine Warfare e SSBN Security Program dell’U.S. Navy.

Una prima traccia di questo tipo di analisi è rintracciabile nel documento Technology for the United States Navy and Marine Corps, 2000-2035: Becoming a 21st-Century Force: Volume 7: Undersea Warfare”  pubblicato nel 1997.

Le varie aeree di studio sono state divise in tre differenti tipologie: remota indiretta con sistemi installati su aerei o satelliti (radar ad apertura sintetica, IR e ottica) per il rilevamento degli effetti “sulla superficie” , remota diretta con il rilevamento delle turbolenze sotto il livello del mare (LIDAR) oppure direttamente in acqua con sensori in grado di rilevare contaminazioni o turbamenti nel flusso dell’acqua.

Altri sistemi non acustici, potenzialmente in grado di individuare i sottomarini in immersione, sono proprio i radar LIDAR (Light Detection and Ranging) che nelle prove portate avanti dall’U.S. Navy hanno raggiunto una profondità, in condizioni ottimale, di circa 200 metri sotto il livello del mare.

La Cina ha lanciato un programma simile in tal senso in grado, secondo la stampa cinese, di raggiungere i 500 metri di profondità.

Conclusioni

Se il sistema sia effettivamente in grado di rilevare i sottomarini o meno quando si trovano in immersione è chiaramente una risposta tenuta gelosamente al sicuro dentro i piani alti del Pentagono.

Sicuramente, se gli americani sono riusciti a raggiungere tale capacità, significa che il radar ha una qualità e definizione di altissimo livello ed è coadiuvato da un elaboratore di altissima potenza.

Potrebbe anche trattarsi di un sistema distribuito che invia i dati “grezzi” tramite collegamento satellitare ad un centro a terra dove vengono elaborati in modo simile a quanto avviene per i rilevamenti sonar o per la difesa anti-missile.

Attualmente solo sette Boeing P-8 Poseidon dell’U.S. Navy hanno integrato l’Advanced Airborne Sensor. Non risultano esportazioni del sistema verso paesi terzi, nemmeno il Regno Unito che è un fedele alleato di Washington ed ha già ricevuto piattaforme molto sensibili in passato.

L’importanza dell’AN/APS-154 è sottolineata dal fatto che le sue apparizioni non sono molto frequenti ma in almeno due occasioni ha operato nelle vicinanze di importanti basi navali cinesi.

Non si tratta dell’unico pod installabile sul P-8 in corso di sviluppo. Un Poseidon è stato infatti avvistato con un pod delle Boeing che potrebbe essere relativo ad un avanzato sistema COMINT (Communication Intelligence) oppure come suite BACN (Battlefield Airborne Communications Node).


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