Un B-1 Lancer che vola “dal 1947”


L’U.S. Air Force e Boeing sono quasi arrivati al traguardo del completamento delle prove strutturali sul B-1 dopo un lavoro di quasi sette anni.

Dal 2012, impiegando l’ala di B-1 ormai dismesso, i tecnici hanno potuto simulare le sollecitazioni a cui è sottoposta durante 28.000 ore di volo.

Tenuto conto delle ore di volo che il bombardiere compie mediamente quando è operativo è come se volasse ininterrottamente da 73 anni.

Il B-1B è stato consegnato all’USAF tra il 1985 ed il 1988 con una “aspettativa” di circa 8.000 ore di volo.

L’articolato sistema per simulare le sollecitazioni

La simulazione è resa possibile grazie ad un complesso sistema di pesi, pulegge, barre, etc che riproducono sull’ala in tutto e per tutto le sollecitazioni durante le normali fasi di volo.

La possibilità di portare avanti la sperimentazione 24/7 permette di condensare decine e decina di anni di volo in relativamente poco tempo.

Ogni volta che viene rilevato un problema il test viene interrotto, applicata la correzione o modifica ed infine di riparte.

Stesso procedimento viene usato sulla fusoliera che raggiungerà invece le 27.000 ore di volo.

B-1 dell’U.S. Air Force atterra dopo aver superato le 10.000 ore di volo sopra il sud-est asiatico nel 2012 (Fonte: USAF)

I problemi strutturali del B-1B nascono dal fatto che non viene impiegato per lo scopo per il quale era stato progettato: penetrare le linee nemiche ad alta velocità a bassa quota con le immense ali totalmente ripiegate all’indietro.

La fine della Guerra Fredda e le evoluzioni tecnologiche hanno un po’ cambiato questo paradigma.

Il Lancer si trova dunque a volare a medio/alta quota, piano e con le ali completamente “aperte”. Ne consegue che le sollecitazioni a cui sono sottoposte le ali e la fusoliera sono diverse rispetto a quelle che i progettisti avevano ipotizzato.

Nel corso del tempo, a causa dei trattati New START, il B-1B ha perso la capacità di impiego di armamento nucleare.

A B1B Lancer flies over the skies of Iraq in support of Operation New Dawn. The B1B was refueled by a KC-135 Stratotanker from the 340th Expeditionary Air Refueling Squadron. (U.S. Air Force photo/Master Sgt. Adrian Cadiz)(Released)

Alla sua introduzione in servizio, visto che la deterrenza era la sua unica missione, erano state calcolate solamente 300 ore di volo/anno tra addestramento e allerta con il ritiro dal servizio previsto per il 2010.

Essere impiegato in modo “continuativo” con carichi convenzionali non fa parte del programma.

Ritiro dal servizio

Arriverà il giorno in cui il sole vedrà per l’ultima volta un Lancer pronto al decollo, ma non oggi
(U.S. Air Force photo/Airman 1st Class Joshua J. Seybert)

Il Capo di Stato Maggiore Gen. Goldefein dell’USAF (2016-2020) propose il ritiro dei 17 B-1B rimasti in modo da destinare i fondi verso altri programmi come la rimotorizzazione dei B-52.

I piani attuali del Pentagono prevedono il ritiro del quadrimotore supersonico attorno al 2032 quando arriverà il nuovo bombardiere B-21 Raider.

Nel corso dei dodici anni che lo separano dal pensionamento il Lancer potrebbe “trasformarsi” in una piattaforma per il lancio per armi ipersoniche come l’AGM-183 ARRW (Air-Launched Rapid Response Weapon).

Immagine di copertina: A B-1B Lancer flies a combat patrol over Afghanistan in support of Operation Enduring Freedom. The B-1B has the capability to carry guided and unguided weapons and deliver massive quantities of precision and non-precision weapons against specific targets. (U.S. Air Force photo/Staff Sgt. Aaron Allmon)


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