La Serbia immette in servizio i T-72B1MS “White Eagle”


I primi due T-72B1MS sono arrivati ​​all’aeroporto di Batajnica a bordo degli aerei IL-76 nei primi giorni del mese dello scorso ottobre. Successivamente, sono continuate le consegne dei nuovi carri armati che andranno ad affiancarsi agli M-84 ammodernati, per potenziare la componente corazzata dell’Esercito Serbo. La Serbia ha ordinato trenta T-72B1MS.

Il “White Eagle” è armato con il cannone ad anima liscia 2A46M calibro 125 mm asservito ad un sistema di caricamento automatico. L’armamento è completato da una mitragliatrice da 12,7 mm posizionata in una stazione a controllo remoto (RWS) posta sul cielo della torretta, nonché da una mitragliatrice calibro 7,62 coassiale all’arma principale.

Il White Eagle è dotato di un moderno sistema automatico di controllo del fuoco e identificazione del bersaglio, nonché di un sistema di protezione attiva (APS) e di contromisure elettroniche per la difesa da IED e missili. Il carro adotta gli elementi di corazza reattiva”Kontakt-1″ per aumentare la protezione da lanciarazzi e missili con testate perforanti/esplosive in tandem.

Le proprietà meccaniche del carro armato sono le stesse del normale T-72B1, con lo stesso motore, arma, corazza e pacchetto ERA K-1. Peraltro, rispetto al T-72B1 l’elettronica è stata notevolmente migliorata, inclusa una telecamera anteriore e posteriore per il conducente, un display digitale del conducente, l’adozione disistema di navigazione GPS / GLONASS, mirino termico panoramico di terza generazione “Eagle’s Eye” per il comandante del carro armato montato sul lato posteriore sinistro della torretta, il mirino termico Sosna -U per il mitragliere, sistema di gestione del telaio.

La Serbia ha avviato un programma di ammodernamento dell’Esercito nel 2018 e ha acquistato diversi sistemi dalla Russia tra cui quattro elicotteri da combattimento Mi-35M, 3 elicotteri da trasporto M-17V-5, sei caccia bombardieri MiG-29 rigenerati, 10 veicoli blindati, BRDM-2 e sistemi di difesa aerea Pantsir-S1.

Peraltro, Belgrado si è rivolta anche a Pechino acquistando sei droni d’attacco CH-92A che impiegano munizionamento per attacchi di precisione ed è in trattativa per acquistare anche sistemi missilistici antiaerei a lungo raggio FK-3 (equivalenti ai russi S-300).

Foto Ministero della Difesa della Repubblica di Serbia


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