Gli Stati Uniti offrono F-15, F/A-18 e l’aggiornamento degli F-16 all’Indonesia


Malgrado l’annuncio a sorpresa del Ministro della Difesa francese nei primi giorni di dicembre in merito ad un possibile accordo tra Francia e Indonesia per 36 caccia multiruolo Dassault Rafale gli Stati Uniti continuano a spingere sulla vendita di F-15 e F/A-18.

Lunedì e martedì a Jakarta il Segretario alla Difesa, Christopher Miller, ha incontrato il suo omologo, Prabowo Subianto, dando la disponibilità degli Stati Uniti a vendere F-15, F/A-18 e procedere all’aggiornamento degli F-16.

I piani di Subianto prevedono l’acquisto di oltre 100 caccia ed ha messo sul piatto una cifra compresa tra i 9 e gli 11 miliardi di dollari per i prossimi venti anni per l’acquisto di nuovo materiale ed equipaggiamento militare.

L’idea Sukhoi-35 sarebbe tramontata a causa del CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act) statunitense che imporrebbe sanzioni contro l’Indonesia nel caso in cui acquistasse dalla Russia.

La vendita degli F-35 sarebbe inoltre stata accantonata poiché prima di arrivare a “pieno regime” richiederebbe quasi 10 anni, considerati troppi per le necessità di Jakarta.

Gli statunitensi hanno quindi “suggerito” una componente aerea mista con F-15 ed F-18 e questa prospettiva ha subito messo in allerta la Cina.

La parte dell’accordo che interessa maggiormente all’Indonesia è la possibilità di aggiornare gli F-16, una soluzione che è da tempo nei desiderata di Jakarta ma non si è mai concretizzata per una lunga serie di circostanze.

Sono attualmente in servizio nell’Aeronautica indonesiana un totale di 33 F-16 ripartiti in 10 F-16A/B e 23 F-16C/D.

Le recenti evoluzioni rendono gli F-16 ancora al passo con i tempi consentendo di impiegare un velivolo avanzato con costi di gestione contenuti.

Nell’ottica di formare una Forza Aerea capace l’Indonesia non può “lasciare” gli F-16 ad una versione così poco avanzata.

Strategia coordinata?

Non è ancora chiaro se ci sia una reale strategia di Subianto dietro tutto ciò.

Il Ministro potrebbe aver voluto accelerare le trattative con la Francia in modo da strappare un accordo più conveniente con gli Stati Uniti oppure viceversa avrebbe potuto simulare una apertura con gli Stati Uniti per chiudere definitivamente la pratica con Pechino.

Entrambi i paesi hanno buoni motivi per concludere l’affare.

La Francia allargherebbe la platea di utilizzatori del Rafale mentre gli Stati Uniti possono vendere equipaggiamento militare ad un importante paese del sud-est asiatico nonché quarto paese più popoloso al mondo.


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