Il Pakistan riceve 14 JF-17 biposto dalla Cina


La Cina ha ufficialmente consegnato 14 caccia multiruolo JF-17B biposto all’Aeronautica Militare del Pakistan.

I velivoli verranno impiegati nei ruoli LIFT (Lead-In Fighter Trainer), attacco al suolo e ricognizione e apriranno la strada all’arrivo dei Block III dotati di radar AESA e avanzati sistemi di guerra elettronica.

La cerimonia è avvenuta alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Mujahid Anwar Khan, dell’ambasciatore cinese, Nong Rong, e ufficiali nigeriani.

Il primo volo della variante biposto è avvenuto nell’aprile 2017 a Chengdu.

L’Aeronautica pakistana opera un totale di 145 JF-17 che rappresentano la prima linea “autonoma” per numero e per capacità dato che l’impiego degli F-16 è sempre al centro di discussioni tra Islamabad e Washington ed i Mirage 5 e Mirage III non ricevono aggiornamenti dagli anni 90′.

JF-17

Il caccia sino-pakistano JF-17 è stato sviluppato dalla PAC (Pakistan Aeronautical Complex) e dalla CAC (Chengdu Aircraft Corporation) a cavallo tra gli anni 90’ ed il nuovo secolo.

Il JF-17 è stato acquistato da Pakistan, Nigeria e Myanmar.

L’impianto propulsivo è composto da un motore di produzione russa RD-93MA; il medesimo che è installato anche sui Mig-29. Dal 2009 è possibile anche scegliere il turbogetto cinese WS-13, più potente e parsimonioso in termini di consumo.

Ha un peso massimo al decollo di 12.383 kg e può portare fino ad un massimo di 4,325 kg di carico nei piloni esterni. L’autonomia di trasferimento, con tre taniche, è di 3.841 km mentre il raggio di combattimento si attesta a 1.352 km* (da specificare per quale tipo di combattimento)

Il punto di forza della macchina è il prezzo comparato all’equipaggiamento. L’assegno per portarsi a casa un JF-17A è di circa 30 milioni di dollari e comprende: radar AESA NRIET KLJ-7A, casco di volo HMS (Helmet-Mounted-Sight) e MFD (Multi-Function-Display), HOTAS, compatibilità con visori NVG, sedile di eiezione della Martin Baker del tipo zero-zero, capacità per il rifornimento in volo e possibilità di installare pod aggiuntivi per ricognizione, targeting diurno e notturno, jamming elettronico, IRST, etc.

Il software che controlla la parte “avionica” è scritto completamente in C++ e incorpora il concetto dell’architettura aperta. E’ possibile dunque modellare con relativa semplicità gli aspetti della macchina in base alle proprie esigenze.

Il radar KLJ-7A prodotto dal Nanjing Research Institute of Electronic Technology (NRIET) opera in banda X. Secondo le specifiche tecniche, rese note dal costruttore, in modalità look-up può tracciare un bersaglio con una RCS di 5 m2 a 200 km che scendono a 100 se opera in modalità look-down. La capacità di analisi è limitata all’inseguimento di 10 bersagli in Track-While-Scan o TWS.

Il Radar Warning Receiver è l’ALR-67 di Northrop Grumman mentre l’Airborne Missile Approach Warning System è l’S740 di produzione pakistana.

L’armamento spazia dagli AIM-9L/M fino ai PL-10 (BVR) per missioni aria-aria, missili ARM per compiti di soppressione radar, Exocet e altri missili cinesi per compiti anti-nave.

Per le bombe non guidate la serie Mk-82,-83,-84 e Matra Durandal mentre per quelle guidate GBU-10,-12,-16, LT-2, H-4, Takbir e LS-6.

Secondo la stampa la AVIC cinese ha intenzione di ridurre i tempi di produzione a soli 15 giorni.


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