L’Australia starebbe cercando alternative ai nuovi sottomarini francesi da 50 miliardi di euro


Il più costoso programma militare mai varato dall’Australia, passato da 6,36 miliardi di euro a ben 50,8 miliardi di euro, per la costruzione di 12 nuovi sottomarini potrebbe finire su un binario morto.

Secondo quanto riportato dal quotidiano australiano di finanza Financial Review il Primo Ministro Scott Morrison è sempre più esasperato in primo luogo dai crescenti costi ma anche dai continui litigi e tensioni tra il Dipartimento della Difesa e l’azienda francese Naval Group.

Per la sostituzione dei sei sottomarini classe Collins attualmente in servizio, costruiti a partire dagli anni 90′, l’Australia ha scelto una versione convenzionale dei Barracuda scartando la proposta giapponese (classe Sōryū), tedesca (Type 214), spagnola (S-80), svedese (A26) nonché quella riguardante dei Collins “aggiornati”.

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è la spesa per la fase di Critical Design Review stimata inizialmente dagli australiani a 1,5-1,9 miliardi di euro ma per Naval Group è il 50% in più.

Si apre dunque il piano “B” per Canberra con il Dipartimento della Difesa che, secondo diverse fonti, ha allacciato colloqui con la svedese Saab che aveva partecipato alla progettazione dei sottomarini classe Collins. L’idea sarebbe quella di esplorare la possibilità di sviluppare un versione aggiornata e più avanzata della classe Collins.

Altro punto dolente, sempre secondo Financial Review, è il mancato rispetto del paletto del 60% di spesa da parte di Naval Group verso fornitori australiani così come previsto nello Strategic Partnership Agreement.


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