Da pinguino ad aquila il percorso selettivo degli allievi piloti dell’Aeronautica Militare


Il percorso per diventare Pilota Militare in Italia è molto mutato negli anni poiché il rapido cambiamento della Forza Armata ha imposto nuovi iter addestrativi più idonei per rispondere alle attuali esigenze.

Va detto da subito che da sempre le scuole volo dell’Aeronautica Militare sono un’eccellenza mondiale, grazie anche alla possibilità di avere macchine da addestramento di alto livello costruite in Italia e vendute in tutto il mondo.

Aermacchi SF-260EA.JPG

La Fase 1, lo screening presso il 70° Stormo di Latina

Negli anni recenti per limitare i costi si è cercato di ridurre sempre più i syllabus addestrativi.
Quello che non è cambiata molto è la Fase 1, quella detta di “screening”, ovvero, allorquando s’incorpora il giovane allievo pilota per le selezioni al volo.
E’ una fase molto dura, dove in poche ore di istruzione a terra ed in poche ore di volo si deve valutare l’investimento che si sta facendo sul lungo periodo. Non tutti, infatti, al momento delle selezioni possiedono quelle capacità psico-fisiche richieste per il volo militare.

E’ importante dire che molti allievi non idonei hanno avuto enormi successi in altri campi e che il non passare le severe selezioni al volo secondo gli standard A.M. significa solo che non si può fare il pilota militare; la vita è piena di altre strade da prendere.

Ensign of the 70º Stormo of the Italian Air Force.svg

Vediamo più in dettaglio la Fase 1, quella di screening, al 70° Stormo di Latina sul velivolo SF260.
Gli allievi, provenienti dai corsi regolari o di complemento, dopo un breve periodo d’incorporamento ed inquadramento militare in Accademia Aeronautica a Pozzuoli, sono inviati a Latina.
Presso il 70° Stormo, nello specifico al 207° Gruppo, svolgeranno in pochissimo tempo tutte le lezioni teoriche e gli esami in preparazione della fase di volo.

Formation of Aermacchi SF260EA.jpg

Siamo già in piena selezione, la quantità d’informazioni da assimilare è notevole e volutamente condensata in poco tempo. Volare non è assolutamente impossibile ma l’Aeronautica Militare ha bisogno di capacità di apprendimento secondo uno standard collaudato; non è infatti possibile ripetere le lezioni, gli esami o qualsiasi evento addestrativo all’infinito. Bisogna raggiungere ed ottenere delle capacità nei tempi previsti. Già in questa fase, alcuni allievi che non riescono a sopportare il carico di lavoro imposto e la tensione degli esami di teoria danno le dimissioni.

Dalla teoria alla pratica

Passati gli esami teorici, l’allievo è assegnato ad un Istruttore. Voglio subito sfatare il mito che essere assegnati ad un buon Istruttore vuol dire avere più possibilità di passare le selezioni. E’, e deve essere, l’allievo a fare il novanta per cento del lavoro; l’Istruttore lo aiuta e lo guida attraverso le normali difficoltà che si andranno via via ad incontrare, ma se l’allievo non apprende non c’è molto da fare. Non è l’Istruttore a dover fare l’esame!

SIAI-Marchetti SF260EA, Italy - Air Force JP7395571.jpg

Le missioni in volo, già ampiamente studiate nella fase teorica, devono ora essere messe in pratica.
Ovvio che in questa fase si valutano molti paramentri ma è importantissimo sapere che il giudizio espresso dall’Istruttore riguarda solo l’allievo pilota, non la persona.
Molto spesso gli allievi non giudicati idonei prendono sul personale i giudizi. Non è così, non si sta giudicando la persona ma solo il potenziale pilota militare. Il volo militare è molto differente da quello civile ed anche allievi con esperienza di volo precedente all’A.M. possono essere giudicati non idonei se non si è in grado di adattarsi alle esigenze previste.

La prima missione in volo è di ambientamento e l’allievo che, spesso vola per la prima volta, deve da subito dimostrare di saper gestire le checklist nelle varie fasi, effettuando i controlli nella maniera dovuta. Deve avere un’idea dello spazio assegnato, deve conoscere le procedure per muoversi in esso e deve sapere quando e come comunicare con gli enti di controllo del traffico aereo ATC.

Non è necessario essere subito dei fenomeni, è richiesto un apprendimento veloce, la capacità di adattamento al nuovo ambiente e progresso nell’esecuzione delle manovre e delle procedure. Un buon pilota non è quello che non sbaglia mai, è quello che vede l’errore, lo riconosce e lo corregge. I parametri sono stretti, non c’è dubbio, ma è una sfida per l’Aeronautica come per l’allievo. Se tutto funziona. l’Aeronautica in qualche anno avrà un nuovo pilota militare e l’allievo si trasformerà da “pinguino” in “aquila”!

La Solista

Le manovre acrobatiche, introdotte progressivamente, sono impegnative al pari di virate, salite o discese. Non si pretenderà mai un looping perfetto da airshow; si vuol vedere un’allievo che gestisce le normali difficoltà e progredisce seguendo i consigli dell’Istruttore. Le missioni, intervallate da mini check, proseguono fino all’esame prima della solista. La tensione è decisamente alta, ma un’allievo che ha seguito il corso nei modi previsti ha già una sua consapevolezza, altrimenti non sarebbe arrivato all’esame. Esame che è l’esame della vita per tutti gli allievi, anche se è solo un piccolissimo passo nel percorso per diventare pilota militare.
L’allievo è idoneo al volo da solista, qualcosa che ogni pilota, militare o civile, ricorderà per tutta la vita. Purtroppo, non tutti ce la fanno.

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Foto Aeronautica Militare

Da pinguino ad aquila!

Al termine della solista, la tradizione vuole che l’allievo sia prelevato dal 260 e portato dai suoi colleghi di corso alla fontana con la statua del pinguino senza toccare terra in un ideale volo. E’ un momento di molta energia, è un piccolo enorme traguardo e le sensazioni sono moltissime e fortissime. L’adrenalina accumulata ora si scarica e si lascia spazio per un breve momento alla gioia.
Una volta gettato nella fontana, dopo breve nuotata, si bacia il pinguino. Lo si saluta poichè da quel momento, essendo diventato pilota, non si è più pinguino, volatile incapace di volare, ma si è diventati una piccola aquila.

Molto si dovrà imparare ancora, ma quel momento indimenticabile rimarrà nel cuore per sempre!


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