Due Su-30 venezuelani violano lo spazio aereo della Guiana


Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri della Guiana, Hugh Todd, due caccia Sukhoi Su-30 dell’Aeronautica Militare del Venezuela sono entrati nello spazio aereo nazionale senza autorizzazione.

I due velivoli avrebbero sorvolato a bassa quota l’area di Eteringbang, dove sono presenti numerose miniere, sorvolando la caserma della polizia e dell’Esercito.

Il Ministero della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha dichiarato che i due aerei stavano eseguendo una esercitazione senza indicare però alcun dettaglio sulla posizione e sulle unità coinvolte.

Hugh Todd ha affermato: “l’incursione sul nostro territorio di due caccia venezuelani è una chiara indicazione che il Governo del Venezuela si stia preparando a aggredire ed intimidire per fare ciò che non può essere realizzato legalmente, la rinuncia della Guiana al suo patrimonio.”

Secondo gli analisti del The Economist la crescente attività militare venezuelana lungo i confini serve al Presidente Maduro per distogliere l’attenzione sulla delicata situazione interna.

L’impiego diretto della forza militare, sempre secondo il settimanale inglese, è da ritenere poco probabile.

La Aviación Militar Nacional Bolivariana opera attualmente 22 Su-30MKV Flanker acquistati nel 2006 (originariamente ventiquattro ma due sono stati persi in incidenti). Di questi solamente quattro sarebbero in condizioni di volare a causa della crisi che attraversa il paese.

Nel 2015 il Venezuela annunciò l’acquisto di ulteriori 12 Flanker per 480 milioni di dollari ma il contratto non è mai stato concluso.

Dispute territoriali

In rosso il territorio della Guiana reclamato dal Venezuela ad ovest del fiume Essequibo (Mapa de la Guayana Esequiba; la zona rayada en naranja constituye el área reclamada por Venezuela)

La zona è al centro di un lungo contenzioso tra i due paesi che si protrae addirittura dal 1897 quando il caso è stato portato davanti ad un arbitrato internazionale.

I due pasi dell’America del Sud hanno in comune ben 789 km di confini che sono però contestati dal Venezuela. Caracas reclama più della metà dei territori della Guiana, quelli ad ovest rispetto al fiume Essequibo.

Il motivo alla base è una diversa interpretazione dei confini da parte degli inglesi rispetto ai venezuelani: le mappe venezuelane ponevano il confine sul fiume Essequibo mentre quelle inglesi sul fiume Orinoco.

L’arbitrato internazionale del 1897 (due inglesi, due americani ed un russo) diede ragione alla Guiana assegnando al Venezuela solo piccole porzioni di territorio.

La questione non si è mai assopita nemmeno con l’intervento dell’International Court of Justice nel 2018 dato che il Venezuela ha dichiarato che l’ICJ non avrebbe giurisdizione sulla diatriba.

Uno dei motivi per cui la regione è appetibile è che negli anni 50′ del 17° secolo è stato rinvenuto oro nel sottosuolo che ha dato il via all’apertura di numerose miniere.

Lo Stabroek Block è prospiciente la regione reclamata dal Venezuela (Fonte: Stabroek Block estimates moved to 8 billion oil-equivalent barrels)

Recentemente però oltre all’oro si è aggiunto anche il petrolio dato che la sovranità sulla regione consente di avere anche il controllo della Zone Economica Esclusiva (EEZ) dove la ExxonMobil ha stimato la presenza di 8 miliardi di barili.

Immagine di copertina: Vista frontal de un Sukhoi Su-30MK2 de la Aviación Militar Bolivariana (AMB) desplegado durante la Feria Aeronáutica BALANDA 2016 en Barquisimeto – Venezuela


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

close

Non perderti news e approfondimenti più recenti nel campo della Difesa e non solo...

Visit Us
Follow Me
Tweet