I Marines dovranno avere respiratori d’emergenza sugli AAV


Dopo il gravissimo incidente del luglio 2020, quando un AAV è affondato portandosi con sé nove militari, il Corpo dei Marines ha provveduto ad una profonda revisione non solo dei mezzi ma anche le procedure operative.

I vertici dell’USMC hanno deciso che ogni militare impiegato in operazioni anfibie sugli AAV dovranno avere un respiratore di emergenza supplementare (Supplemental Emergency Breathing Device o SEBD) o Waterborne Egress

L’acquisizione di questi sistemi di sicurezza da parte dei Marines era stata programmata da tempo ma a causa di un allungamento dei tempi ed aumento dei costi a circa 16 milioni di dollari era stato cancellata nel 2015.

L’eventualità in cui un equipaggio di un AAV avrebbe dovuto ricorrere ad un respiratore d’emergenza era stata infatti giudicata troppo remota da giustificare la spesa.

La bombola di ossigeno con erogatore è complementare al collare di galleggiamento standard LPU-41 e fornisce ossigeno per circa cinque minuti durante i quali l’operatore dovrebbe sganciarsi dei pesi inutili al fine di uscire agilmente dal mezzo.

E’ un sistema largamente impiegato dagli equipaggi di elicotteri ed infatti, in attesa di ricevere i kit dedicati, i Marines utilizzano come soluzione temporanea l’Helicopter Aircrew Breathing Device (HADB) in uso ai reparti ad ala rotante.

Oltre a questo, prima di ritornare ad operare, tutti i soldati e membri dell’equipaggio imbarcati su AVV dovranno seguire l’addestramento di sopravvivenza in acqua e uscita dal mezzo in caso di emergenza.

I problemi dell’AAV

La commissione di inchiesta sull’incidente del luglio 2020 ha appurato che non tutti i militari a bordo avevano effettuato l’addestramento “completo”: alcuni solo il corso per evacuazione su bassi fondali, alcuni solo quello terrestre,etc.

Sussistono inoltre problemi sullo stato degli AAV, arrivati ormai alla fine della loro vita operativa e sui quale è sempre più difficile portare a termine la manutenzione.

A Marine with Echo Company, Battalion Landing Team, 2nd Battalion, 6th Marine Regiment, prepares to submerge underwater while wearing a supplemental emergency breathing device at Camp Lejeune, N.C., Sept. 22, 2015. The company participated in the submerged vehicle egress training to gain confidence in their abilities to safely exit a sinking amphibious assault vehicle in preparation for their upcoming deployment with the 26th Marine Expeditionary Unit. (U.S. Marine Corps photo by Cpl. Michelle Reif/Released.)

Nell’esemplare affondato la maggior parte dell’acqua è entrata a bordo da una griglia per l’aria sulla parte anteriore del mezzo che aveva guarnizioni difettose e da un faro montato in modo errato inoltre il sistema delle luci di emergenza era disabilitato.

Tutti gli AAV devono ora superare un collaudo “speciale” prima di poter tornare pronti al combattimento. Secondo Military.com sono circa 300 su 800 gli AAV che lo hanno già superato.

Nuovo SuperAV

La svolta, per quanto riguarda le operazioni anfibie dell’USMC, arriverà quando gli AAV inizieranno ad essere ritirati per far posto al nuovo SuperAV di IVECO/BAE Systems.

Il nuovo mezzo porta infatti prestazioni ed un livello di sicurezza enormemente superiori ad un veicolo come l’AAV che ha fatto il suo ingresso in servizio nel lontano 1973.

Scheda tecnica LPU-41/P HESP: qui

Immagine di copertina: 190108-N-HG389-0223 MEDITERRANEAN SEA (Jan. 8, 2019) An amphibious assault vehicle (AAV) enters the well deck of amphibious transport dock ship USS Arlington (LPD 24), Jan. 8, 2019. Arlington is on a scheduled deployment as part of the Kearsarge Amphibious Ready Group in support of maritime security operations, crisis response and theater security cooperation, while also providing a forward naval presence. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Brandon Parker/Released)


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