Il problema dei Canada con i sottomarini usati inglesi, una storia tormentata


La Marina canadese è alle prese con un problema di non poco conto sulla propria componente sottomarina composta da un’unica classe di sottomarini con sta affrontando diversi problemi di ogni sorta.

La storia dei sottomarini “canadesi” inizia negli anni 70′ dello scorso secolo a Londra quando la Royal Navy iniziò la progettazione della classe Upholder per la difesa costiera e l’addestramento. Il MoD pensò inizialmente a dodici battelli diesel-elettrici da 2.455 tonnellate prodotti dalla VSEL salvo poi approvarne la costruzione di nove.

Della classe Upholder ne vennero varati solamente cinque tra il 1986 ed il 1992 poiché nel 1992 il Ministero della Difesa britannico decise di destinare tutti i finanziamenti verso sottomarini a propulsione nucleare.

L’Inghilterra doveva dunque “liberarsi” delle unità già varate e la prima offerta venne inviata al Pakistan dove lo Stato Maggiore della Marina di Islamabad aveva già dato il proprio parere positivo.

La proposta inglese si scontrò con quella francese degli Agosta 90B che erano però ancora in fase di sviluppo e più costosi.

Il Governo decise di acquistare i sottomarini francesi ma l’Ufficio di Intelligence Navale della Marina pakistana portò alla luce un giro di commissioni e tangenti alla base dello Scandalo di Karachi.

Destinazione canada

Nel 1989 il Canada cancellò il suo programma nazionale per lo sviluppo di un sottomarino nucleare e a partire dal 1994 il Ministero della Difesa iniziò a valutare la classe Upholder inglese.

Oltre che al Canada i battelli vennero offerti anche a Portogallo e Cile.

Nell’aprile 1998 il Governo canadese annunciò di aver ormai raggiunto un accordo con la controparte per un prezzo complessivo di 750 milioni di dollari suddiviso in 610 milioni di dollari per i sottomarini e 140 milioni di dollari per la copertura delle relative spese.

Il contratto è stato siglato il 3 luglio 1998 sulla base di un leasing ad otto anni dopo i quali il Canada avrebbe acquistato i cinque sottomarini.

Le polemiche sono iniziate fin dal primo momento.

I partiti dell’opposizione accusarono il Governo di aver pagato un prezzo troppo elevato e che i sottomarini si erano deteriorati durante la prolungata sosta nel Regno Unito.

Stephen Saunders di Jane’s Fighting Ship aveva affermato che c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato in questi sottomarini“.

In servizio, forse

Nome originaleVaroNome canadeseAccettazione
HMS Upholder2 dicembre 1986HMCS Chicoutimi3 settembre 2015*
HMS Unseen14 novembre 1989HMCS Victoria2 dicembre 2000
HMS Ursula22 febbraio 1991HMCS Corner Brook29 giugno 2003
HMS Unicorn16 aprile 1992HMCS Windsor4 ottobre 2003
*causa incendio dell’ottobre 2004

Lo Stato Maggiore della Marina canadese prevedeva di introdurre i sottomarini in servizio a partire dal 2000 dopo un periodo di prova di 18 mesi con 6 mesi di lavori durante i quali sarebbero stati installati sistemi di comunicazione e controllo canadesi.

Il primo sottomarino ad arrivare in Canada è stato l’ex-Unseen ribattezzato Victoria seguito dall’Unicorn diventato Windsor.

L’Ursula è arrivato nel febbraio 2003 come Corner Brook mentre l’Upholder è stato consegnato alla Royal Canadian Navy nell’ottobre del 2004 come Chicoutimi.

Durante le prove in mare del Windsor si è verificato un piccolo allagamento che ha costretto il sottomarino a tornare in cantiere.

Incendio a bordo del Chicoutimi

Il 4 ottobre 2004 il Chicoutimi stava lasciando il porto di Faslane per raggiungere la sua base operativa in Canada. Durante l’uscita dal porto, in concomitanza con il cambio della guardia, un’onda di sei metri penetrò all’interno della vela del sottomarino. La presenza di una seconda botola prevenne inizialmente l’ingresso dell’acqua ma il sistema di drenaggio non era funzionante. Quando venne aperta la botola l’acqua si riversò all’interno ma grazie alla pompe venne pompata all’esterno.

Il sistema di drenaggio doveva essere riparato prima dell’immersione e due membri dell’equipaggio si adoperano per risolvere il problema. Dopo circa 25 minuti di lavori divenne necessario scendere dentro il battello per recuperare un utensile. Mentre aprivano la botola il Chicoutimi venne colpito da un’onda di grosse dimensioni che riversò nel sottomarino 500 galloni d’acqua (2.273 litri) di acqua di mare.

Danni a bordo del Chicoutimi a causa dell’incendio

Poco dopo iniziarono a registrarsi esplosioni di natura elettrica ed un incendio. Per effettuare le operazioni di antincendio tutti i sistemi di bordo vennero spenti lasciando il sottomarino “inerme”.

Un tentativo di ripristinare l’energia ausiliaria provocò un secondo incendio e il tentativo di rimuovere il fumo con un generatore di ossigeno diede il via ad un terzo incendio.

A causa dell’intenso fumo il trentaduenne Tenente Chris Saunders, addetto al sistema di combattimento, perderà la vita una volta trasportato in ospedale mentre nove membri dell’equipaggio hanno subito infortuni più o meno gravi.

E’ da sottolineare anche il risultato di uno studio uscito nel 2019 che evidenzia come il 60% dei 56 membri dell’equipaggio del Chicoutimi al momento dell’incendio hanno sviluppato una patologia PTSD (Post-Traumatic Stress Disorder) di cui il 21% asma ed il 15% depressione.

Numeri molto al disopra della media della Royal Canadian Navy che hanno portato ad una riflessione da parte dello Stato Maggiore su come sia stato gestito il post-incidente.

Dopo essere entrato in servizio il Chicoutimi si è contraddistinto per un dispiegamento record di 197 giorni nella regione Asia-Pacifico, il periodo più lungo per un sottomarino classe Victoria.

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