L’hangar che ospiterà il nuovo bombardiere B-21 Raider


Il nuovo bombardiere strategico statunitense B-21 Raider non ha ancora fatto la sua apparizione al pubblico anche se i rendering usciti tra gennaio e febbraio 2020 lascerebbero presupporre che il “sipario” verrà aperto tra non molto.

Quello che invece l’USAF ha già iniziato a pensare è dove e quali caratteristiche avranno le strutture che ospiteranno il bombardiere da quasi 650 milioni di dollari.

L’Assistente Segretario dell’Aeronautica per le installazioni, ambiente ed energia, John W. Henderson, ha tenuto il discorso d’apertura al B-21 Industry Day dell’11 gennaio virtualmente ospitato dalla Rapid City Military Advisory Coalition.

Rendering ufficiale USAF del B-21 Raider (Fonte: USAF)

L’Air Force Civil Engineering Center e l’U.S. Army Corps of Engineers hanno spiegato all’industria le necessità dell’Air Force per il nuovo vettore strategico: tipologia, quantità, dimensioni dei progetti inclusa le strutture per la manutenzione della vernice a bassa osservabilità, il lavaggio, la manutenzione generale e da destinare alla pianificazione delle missioni.

La prima base a ricevere il B-21 sarà l’Ellsworth Air Force Base, Rapid City (Sud Dakota) con Dyess, Texas come soluzione alternativa.

Il programma infrastrutturale inizierà non prima che l’USAF concluda il procedimento dell’Enviromental Impact Statement così come previsto dalla normativa statunitense. Questo passaggio dovrebbe completarsi entro l’anno corrente.

Il primo volo si terrà, ufficialmente nel dicembre 2021, tra l’Air Force Plant 42 di Palmdale (lo stabilimento di produzione di B-2,F-22,U-2,RQ-170,etc) e la Base Area di Edwards.

Un volo poco più lungo di una trentina di chilometri tra la fabbrica e l’aeroporto dove inizierà i test a nord del deserto del Mojave.

B-2 vs B-21

Rispetto al B-2, del quale condivide solo l’aspetto esteriore, il B-21 sarà più piccolo (da 52 metri di apertura alare a meno di 45 metri) e porterà un carico minore (comunque in grado di trasportare la micidiale “bunker buster” GBU-57 MOP). Il Raider potrà chiaramente trasportare bombe nucleari B61 e anche il nuovo missile a lungo raggio LRSO (Long-Range Standoff).

L’intero sistema sarà ottimizzato per ridurre la segnatura radar e soprattutto per quella termica. I motori sono installati in un modo “inedito” rispetto a precedenti applicazioni in aerei a bassa osservabilità. La Pratt & Whitney ha dovuto adattare in corso d’opera i motori per renderli il più possibile “invisibili”. Si può affermare, sulla scia di quanto affermato da Waldren, che il B-21 è stato costruito attorno ai motori.

Il lavoro svolto ha permesso di fare del Raider un aereo “extremely low-observable” rispetto al “very low-observable” attribuito ad F-22 ed F-35.

Non si sa ancora se sarà dotato di quattro o due motori ma c’è una concreta possibilità che il motore prescelto è l’F-135 che equipaggia anche l’F-35.

Negli ultimi anni si sono susseguite numerose teorie sul fatto che il B-21 sia “optionally manned” cioè in grado sia di volare con un equipaggio ma anche in modo autonomo. I massimi vertici militari non hanno però rilasciato alcun commento per smentire o confermare questi rumors.

Il nickname ufficiale “Raider” è stato scelto in onore del raid di Doolittle (l’incursione aerea su Tokyo nell’aprile 1942).

Massimo riserbo anche sulle aziende che operano sul progetto. Si conoscono solo sette subappaltatori: Orbital ATK, BAE Systems, GKN Aerospace, Janicki Industries, Rockwell Collins e Spirit Aerosystems.

Immagine di copertina: Artist renderings courtesy of Burns & McDonnell. Renderings are of future B-21 Main Operating Base with B-2 Spirit standing in for B-21 Raider, and do not depict the actual likeness of B-21. (U.S. Air Force graphic courtesy of Burns & McDonnell)


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