L’US Air Force riceve il primo AT-6E Wolverine


L’epopea dell’aereo da attacco leggero tra le fila dell’U.S. Air Force è la rappresentazione di come l’USAF non abbia alcun interesse verso tale componente ma non vuole che l’Army possa acquisire una capacità indipendente d’attacco ad ala fissa.

In questo braccio di ferro che si protrae addirittura dai tempi del Generale Curtis LeMay (Air Force Chief of Staff tra il 1961 ed il 1965) potrebbe essere arrivato il punto di svolta, in favore dell’Aeronautica chiaramente.

L’USAF ha infatti ricevuto il primo esemplare di Beechcraft AT-6E Wolverine che però ha compiti leggermenti diversi da quelli tradizionali per un velivolo da Close Air Support o COIN.

Il programma Light Attack Aircraft (LAA) era iniziato nel 2009 con buoni auspici salvo finire nel 2020 in un nulla di fatto dato che l’USAF ha annunciato di non volare portare a termine l’acquisizione dei velivoli togliendo i fondi necessario. Gli unici velivoli che saranno impiegati sono tre Embraer A-29 Super Tucano attraverso la Sierra Nevada Corporation per l’Air Force Special Operations Command (AFSOC).

AT-6E Wolverine

L’AT-6E nasce infatti attorno all’Airborne Extensible Relay Over-Horizon Network o AEROnet per fornire alle forze alleate una architettura a basso costo in grado di distribuire un grande numero di dati.

Per questo motivo il Wolverine è equipaggiato con un numero elevato di antenne e sistemi di comunicazione che comprendono radio ARC-210, VHF, UHF, sistema di criptazione AES, SATCOM, Iridium Cell Satellite, AERONet, Full motion ROVER Video,etc.

Sotto il velivolo è presente una torretta WESCAM MX-15D che integra anche un designatore laser.

L’ET-6E integra inoltre gli aggiornamenti del T-6B con head-up display, Multi-Function Display (MFD) e HOTAS (Hands on Throttle and Stick).

Il motore turboelica aumenta di potenza e arriva alla soglia dei 1.600 shp (rispetto agli iniziali 1.100 shp) mentre la struttura è stata rinforzata.

In sintesi l’AT-6E è un mix tra un aereo da attacco leggero, grazie a sei piloni subalari, ed una avanzata piattaforma ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance) con capacità di scambio dati.

Immagini: USAF e Beechcraft


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