WMD: Il progetto Manhattan, la genesi dell’apocalisse


La storia è spesse volte ricca di pieghe alquanto sconosciute. Generalmente, quando pensiamo alla Seconda Guerra Mondiale, la identifichiamo con le classiche date che ci vengono insegnate a scuola. Nel 1939 scoppia il secondo conflitto globale con l’invasione tedesca della Polonia e nel 1945 termina il tutto, con la resa giapponese sulla USS Missouri. 

Esatto, è proprio così. Peccato che raramente si vada ad indagare i vari dettagli storici inerenti. In questo caso, il progetto Manhattan, ossia il gruppo di scienziati dietro alla creazione della prima bomba atomica, che porterà al celebre “Trinity Test” (del quale ho già parlato nello scorso articolo, relativamente alle conseguenze umane sui residenti nell’area).  

Riunione degli scienziati atomici nel 4 ° anniversario (1946) della prima reazione nucleare a catena di fissione controllata, 2 dicembre 1942. Raffigurata di fronte a Bernard A. Eckhart Hall presso l’Università di Chicago. Archivio fotografico dell’Università di Chicago, apf3-00232, Centro di ricerca sulle collezioni speciali, Biblioteca dell’Università di Chicago

Nato come semplice gruppo di ricerca, il progetto Manhattan iniziò nel cuore di New York City e la direzione scientifica fu affidata a Robert Oppenheimer, fisico di caratura mondiale. Dal punto di vista militare, invece, fu il generale Leslie Groves ad esserne a capo. Se il tutto era iniziato senza grandi investimenti, nel 1942 passo ad avere sui 130mila addetti ai lavori ed un costo di ben 2 miliardi di dollari (che attualmente sarebbero 28 miliardi di dollari odierni). L’impennata avvenne in seguito alle varie scoperte relative al programma nucleare nazista, in pieno svolgimento nel cuore dell’Europa. Dal punto di vista invece fisico e chimico, vennero utilizzate strutture come il reattore di Oak Ridge nello Stato di Washington (costruito per l’occasione) dove venne irradiato per la prima volta l’uranio per ottenere il plutonio. I lavori di realizzazione dell’ordigno vennero poi spostati nel laboratorio di Los Alamos, in New Mexico.

Gli ordigni prodotti

Furono prodotti ben quattro ordigni presso il “Los Alamos National Laboratory”: 

  • The Gadget
  • Fat Man
  • Little Boy
  • Thin Man
The Gadget

The Gadget: considerato il “Christy Gadget” (vale a dire il primo in assoluto), tradotto brutalmente in italiano come “l’arnese”, fu il primissimo ordigno di tipo nucleare che fu fatto detonare. Tale prototipo sarebbe servito per testare le successive bombe nucleari. La prima bozza di tale arma fu designata nel 1939 ma, fu solamente nel 1942 che trovò una sua concreta realizzazione.

Little Boy (Bomba Mk1): viene definita storicamente erroneamente come la prima bomba atomica mai esplosa, è in realtà la seconda. Tradotta in italiano come “ragazzino”, esplose sui cieli di Hiroshima il 6 agosto 1945, mostrando per la prima volta al mondo, di cosa fosse capace la scienza e di quanto l’uomo sarebbe riuscito a distruggersi a vicenda. Ovviamente, a parte queste considerazioni di tipo etico/morale, si rivelò un successo totale per gli Stati Uniti, che mostrano le loro capacità belliche, portando la campagna del Pacifico verso la sua fine. Importante dettaglio è ricordarsi che l’aereo che la portò a destinazione fu “Enola Gay”, il bombardiere B29 Superfortress, pilotato dal Paul Tibetts. 

Replica di Fat Man all’U.S. Air Force national Museum (Foto di mark6mauno)

Fat Man (bomba Mk.2): Brutalmente tradotta in italiano come “grassone” o “uomo grasso”, detonò sulla città di Nagasaki. Considerata nuovamente dagli storici come la seconda bomba, fu in realtà la terza approntata nell’ambito del progetto Manhattan. L’aereo che la sganciò in Giappone fu di nuovo un B29, pilotato da Charles Sweeney: il tutto avvenne il 9 agosto 1945. 

Involucri delle bombe Thin Boy (nello sfondi si possono vedere quelle di Fat Man)

Thin Boy: Ancora una volta, l’italiano non rende moltissima giustizia a questo ordigno. “Uomo magro”, fu la quarta bomba prodotta nell’ambito della Seconda Guerra Mondiale dagli Stati Uniti. Ciò nonostante, essa non andò mai realmente in porto, causa molteplici problemi di natura fissile, per cui si decise di abortire il progetto. Interessante è però rimarcare che si trattava di un “gun type”, ossia di un’arma atomica con innesco balistico. 

Quello che ci rimane, ancora oggi

Guardando al passato, ci si rende ancora oggi conto di quanto sviluppo tecnologico avvenne durante la 2GM, sia in ambito alleato, sia delle potenze dell’asse. Occorre quindi riflettere bene, non condannando tanto il conflitto per quello che è stato storicamente, ma astrarsi, comprendendo ed ammirando gli sviluppi tecnici che avvennero in quegli anni e che portarono il mondo in un nuova era, basata non più su battaglia definite da spade e moschetti, ma da armi di distruzione di massa. 


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